Sono state 332 mila le richieste di protezione internazionale presentate nei Paesi EU+ tra gennaio e giugno. Francia, Italia, Spagna e Germania concentrano circa tre quarti delle domande.
Roma, 14 settembre 2026 – Le domande di asilo nell’Unione Europea continuano a diminuire. Nel primo semestre del 2026, nei Paesi dell’UE e dello Spazio economico europeo riuniti nell’area EU+, sono state presentate circa 332 mila richieste di protezione internazionale, il 17% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Secondo il Mid-Year Review 2026 dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), si tratta del numero più basso registrato in un primo semestre dal 2021. Il dato conferma una tendenza alla diminuzione delle richieste iniziata alla fine del 2024.
A incidere sull’andamento sono diversi fattori, tra cui il cambiamento nella composizione delle principali nazionalità dei richiedenti, gli sviluppi politici in Siria e la cooperazione dell’Unione europea con i Paesi di origine e di transito. L’EUAA sottolinea inoltre come l’escalation delle tensioni in Medio Oriente non abbia prodotto, almeno nel periodo esaminato, un aumento significativo delle domande di asilo nell’area EU+.
Tra le principali nazionalità figurano gli afghani, con circa 39 mila domande, in diminuzione del 7% rispetto all’anno precedente. Seguono i venezuelani, con 33 mila richieste, quasi un terzo in meno rispetto al 2025: il 93% delle loro domande è stato presentato in Spagna. In controtendenza il Bangladesh, con circa 20 mila richieste e un aumento del 13%.
La distribuzione tra i diversi Paesi europei rimane fortemente concentrata. Francia, Italia, Spagna e Germania raccolgono complessivamente circa tre quarti di tutte le domande. La Francia è al primo posto con 69 mila richieste, circa un quinto del totale, seguita dall’Italia con 66 mila. Spagna e Germania hanno registrato entrambe circa 55 mila domande. In rapporto alla popolazione, invece, è la Grecia a registrare la pressione maggiore, con circa una richiesta ogni 400 abitanti.
Il tasso complessivo di riconoscimento della protezione internazionale in prima istanza si è attestato al 31%. Alla fine di giugno risultavano inoltre circa 770 mila casi ancora pendenti in prima istanza, l’8% in meno rispetto all’anno precedente. Considerando tutti i livelli di giudizio, le pratiche ancora aperte erano circa 1,18 milioni.
I dati del primo semestre assumono particolare importanza anche sul piano normativo. Il 2026 segna infatti il passaggio alle nuove regole del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che introduce, tra le altre misure, procedure accelerate e procedure di frontiera obbligatorie in determinate circostanze.
Il calo delle richieste rappresenta dunque un cambiamento significativo rispetto agli anni precedenti, ma il numero delle pratiche pendenti e la forte concentrazione delle domande in pochi Stati membri continuano a costituire elementi centrali nella gestione del sistema europeo di asilo.


