Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Onorevole Ministro, Mi chiamo Refka, sono una ragazza tunisina che vive nella bellissima Italia da quindici anni. Sono cresciuta tra italiani, ho mangiato cibo italiano, ho stretto amicizie con italiani, ho svolto tutto il mio percorso scolastico e accademico in Italia; dopo così tanti anni, ritengo di essere perfettamente integrata nella società italiana e di appartenere a questo popolo che mi ha dato tanto e a cui ho dato tanto.

Sono una ragazza con grandi ambizioni e ho investito molto nei miei studi. Ho faticato per poter frequentare un corso di studi accademici, che sta sempre più diventando un privilegio per pochi. Grazie alla mia determinazione e al sostegno della mia famiglia, sono riuscita a ottenere i requisiti necessari a realizzare le mie aspirazioni: poter lavorare per lo Stato italiano e servirlo, consapevole della possibilità avuta di vivere una vita dignitosa e serena.

Mi permetta di spiegarLe la mia situazione. Ho presentato domanda di cittadinanza due anni e cinque mesi fa; mancava davvero poco per poter diventare una cittadina italiana e poter continuare il mio percorso di studi come avevo programmato, ma ecco che arriva il cambiamento che ha deciso il mio destino: il decreto “Sicurezza e immigrazione”.
In virtù di questo decreto dovrò aspettare ancora un anno e sette mesi e non potrò partecipare a nessun concorso, tanto meno a quello che sogno da sempre che permette di diventare funzionario della Farnesina. Tanti direbbero che si tratta di un sogno pretenzioso per un immigrato; per me invece è un desiderio legittimo che si inserisce nel mio progetto di vita. La legge italiana per l’acquisizione della cittadinanza era già complessa e con tempistiche inspiegabilmente lunghe.
Ora con il nuovo decreto, ottenere la cittadinanza è diventato un processo estremamente lento. Quando ho presentato la domanda, ero convinta di chiedere il riconoscimento di un diritto acquisito; adesso mi sento come se avessi chiesto la concessione di un privilegio immeritato. Io, come tanti, la cittadinanza sento di meritarla: è diventata un nostro diritto dal momento in cui viviamo e rispettiamo la legge di questo Paese; dal momento in cui paghiamo le tasse, come tutti i cittadini italiani; e dal momento in cui la legge italiana ha effetti su di noi. Perché un decreto così estremo? Perché allungare il tempo di attesa dell’istruttoria per la cittadinanza da due a quattro anni? Perché modificare i criteri per l’acquisizione della cittadinanza a seguito di matrimonio con cittadino italiano? È questo il modo di rendere l’Italia un Paese migliore?

A me sembra un modo per tenere dei soggetti “a parte” per ben quattro anni, per individuare degli extracomunitari e mantenerli fuori dalla comunità italiana secondo un principio discriminatorio. Ma noi non siamo extracomunitari, noi apparteniamo al popolo italiano. Mi permetto di dirLe, Onorevole Ministro che il decreto che è stato votato, vìola i diritti di tutti coloro che risiedono legalmente in Italia e che rispecchiano la categoria di chi Lei definisce “immigrato amico”: onesti contribuenti, lavoratori regolari, integrati nella società italiana, insomma dei veri e propri “cittadini”, con tutto il paradosso che accompagna ormai questo termine.
Con questo decreto Lei non sta punendo chi non rispetta la legge e non sta ostacolando chi ne abusa o chi la strumentalizza. Con questo decreto, Lei sta creando discrimine laddove si cerca integrazione, intralciando il percorso di chi non ha nessuna colpa e desidera continuare onestamente la propria vita in questo Stato. Probabilmente Lei non leggerà nemmeno la mia lettera, forse non prenderà minimamente in considerazione ciò che ho espresso; ma dovevo pur tentare perché qui si tratta della mia vita e di quella di tanti altri italiani come me.
Refka Znaidi

Roma, 16 novembre 2018 - “Tutto quello che di buono si è fatto in questi anni con il sistema Sprar, i risultati positivi ottenuti, anche sotto l’aspetto della sicurezza, rischiano di essere cancellati dal Dl sicurezza-immigrazione voluto dal governo e non saremo noi ad assumercene la responsabilità come sindaci davanti ai cittadini”. Lo ha detto Matteo Giffoni, sindaco di Prato e delegato Anci all’immigrazione presentando a Roma l’Atlante Sprar 2017.

Biffoni ha detto di raccogliere “lo stupore e le preoccupazioni di un vasto numero di sindaci ed amministratori locali di tutti i colori politici, anche del centro-destra, da ogni parte d’Italia”, per quella che viene definita una iniziativa “incomprensibile” dell’esecutivo che di fatto, con la normativa in via di approvazione alla Camera, depotenzia la rete Sprar su tutto il territorio nazionale. “Quello che si otterrà, se non verranno accolte le nostre proposte e gli emendamenti presentati, sarà la morte di una esperienza che ha portato ad ospitare piccoli numeri di migranti per il 70% dei casi ospitati in appartamenti e che neppure erano notati nei territori, a favore dei grandi centri molto più impattanti e mal tollerati o di vedere per le strade delle nostre città un alto numero di migranti con le relative proteste della cittadinanza sotto i nostri Comuni. Senza poi pensare all’impatto che questa situazione provocherà sui servizi sociali territoriali”.

Roma, 16 novembre 2018 - Baobab Experience non chiude. Anzi va avanti più che mai. I responsabili del centro di accoglienza migranti, a Roma, dopo lo sgombero avvenuto vicino alla Stazione Tiburtina, il 13 novembre, hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto sul loro lavoro, per annunciare iniziative e per denunciare, dicono, la politica di Salvini dettata da spot elettorali.

Andrea Costa è il coordinatore attiviste e attivisti di Baobab. Spiega, “Noi pensiamo che con lo sgombero non si risolva niente, apprezziamo lo sforzo fatto dal Comune di Roma: 130 persone sono state ricollocate. Però ci chiediamo come mai la sera prima di uno sgombero si riescano a trovare questi posti e quando noi quotidianamente chiamiamo il dipartimento sociale per segnalare l’arrivo di migranti, il posto invece non si trova mai”. Poi arriva la rassicurazione, più forte che mai: “Baobab experience non chiude, è il momento adesso di schierarsi e fare un salto di qualità sulle politiche di immigrazione. Insieme ad altre forze che hanno dato vita alla bella manifestazione di sabato scorso, continueremo a stare a loro fianco. Sgomberi come questo semmai ci rafforzano”.

Roma, 16 novembre 2018 - Il decreto sicurezza varato dal governo è incostituzionale nella parte che si occupa di migranti e richiedenti asilo. Lo scrive la VI commissione del Consiglio superiore della magistratura in un corposo parere indirizzato al ministero della Giustizia e che sarà discusso mercoledi prossimo dal plenum di Palazzo dei Marescialli. Il testo, i relatori sono il laico Alberto Maria Benedetti (M5S) e il togato Paolo Cricuoli (Magistratura Indipendente), è stato approvato all'unanimità.

Su trattenimenti, "il legislatore - si legge nel parere - non individua i parametri in base ai quali il questore può decidere di trattenere o meno lo straniero, in tal modo accordandogli una discrezionalità svincolata da qualsiasi tipizzazione dei presupposti di esercizio come tale non conforme al grado di garanzie richieste dall’articolo 13 della Costituzione". E ancora: nel documento che sarà vagliato dal plenum si osserva che "l’ampliamento della categoria dei reati-presupposto del diniego o revoca della protezione internazionale appare per talune fattispecie non pienamente rispettoso degli obblighi costituzionali derivanti dagli articoli 10 e 117 della Costituzione".

Con il parere lungo 50 pagine - di cui sono relatori il laico Alberto Maria Benedetti e il togato Paolo Criscuoli - si evidenziano in particolare le "ricadute" che le nuove norme avranno sul sistema giudiziario. In primis, l'eliminazione della clausola 'aperta' di protezione per motivi umanitari, che potrebbe portare a una "condizione di incertezza" dello status dello straniero, con il conseguente "possibile incremento del contenzioso ed un ritardo nella tutela dei diritti fondamentali degli stranieri vulnerabili".

Nel pomeriggio di ieri, durante un incontro a Lucca sul quadro giuridico europeo e internazionale in materia di immigrazione, il vicepresidente del Csm David Ermini aveva detto che "la sfida dell'immigrazione richiede da parte della comunità internazionale politiche condivise e solidali".

Roma, 15 novembre 2018 - Quello della mia compagna di lotta Refka Znaidi non è un sogno pretenzioso, è un progetto di vita. Progetto al quale lei ha dedicato impegno, costanza e dedizione. Così come lei afferma nel suo articolo per il Corriere della Sera e io ribadisco nel mio libro “Lettera agli italiani come me”, si tratta di vera e propria discriminazione.

Discriminazione, che il Ministro Salvini intende mettere in atto, violando l’art 3 della costituzione che afferma: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Il Decreto Sicurezza voluto da Salvini non rimuove gli ostacoli, ma li crea. Molti aspiranti italiani, saranno infatti costretti ad aspettare 4 lunghi anni prima di poter godere degli stessi diritti ed opportunità dei cittadini italiani.
La costituzione, signor Ministro non è carta straccia, va rispettata. E noi, non siamo cittadini di serie B, noi siamo il futuro dell'Italia.

Invito tutti gli italiani #comeme a condividere. L'unione fa la forza!

Elizabeth Arquinigo

Roma, 15 novembre 2018 – “Se riusciremo a tenere questi trend di arrivi nell’arco di un anno l’Italia tornerà ad essere un paese normale” per quanto riguarda il difficile tema dell’immigrazione. Ad affermarlo il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che a Pratica di Mare ha accolto un gruppo di 51 richiedenti asilo che facevano parte di un corridoio umanitario organizzato dal Viminale in collaborazione con l’Unhcr e l’Associazione Giovanni XXIII. Salvini ha quindi spiegato che le politiche che il Viminale intende adottare sono quelle di proseguire nella chiusura, già avviata, dei grandi centri di permanenza per migranti, dislocandoli, invece, in realtà sempre più piccole. Lo stesso ministro ha poi proseguito, tornando a polemizzare con l’Europa. “In cinque mesi – ha infatti detto – ho trovato ascolto zero dall’Unione europea che non rispetta gli accordi. Pensate solo che si erano impegnati a ricollocare trentamila persone ed ad oggi sono ancora tutte qua. Se avessi dovuto aspettare l’ok di Bruxelles stavamo qui ancora ad attendere”.

Il 16 novembre, alle ore 19.00, all’Accademia di Romania a Roma in piazza José San Martin 1, sarà proiettata la prima del film "Cuore blu", il corto sociale della regista romena Violeta Birla. Questa produzione indipendente ha come punto di forza l'attrice Maia Morgenstern, nota anche per il ruolo di Maria nel film di Mel Gibson "La passione di Cristo”.
“È un film sull’emigrazione Romena che racconta la storia e il sentimento di una mamma eroe che rinuncia alle sue origini e ai suoi cari e parte per poter offrire ai suoi figli un futuro migliore”, dice Violeta.
In questo film gli immigrati non sono considerati numeri ma esseri umani che portano con loro tanta sofferenza e ricchezza.
Il film racconta la tristezza che si sperimenta ogni volta che si decide di partire dal proprio paese. In questo caso, ci si focalizza sulla difficile scelta della mamma con due bambini piccoli - costretta a lasciare indietro i suoi genitori. La sua è una partenza che porta tanta sofferenza a tre generazioni.

Roma, 15 novembre 2018 - «Ho saputo della nuova nomina della Senatrice di Lega Nord Stefania Pucciarelli, nominata Presidente della Commissione per la tutela dei Diritti umani del Senato e a me purtroppo nota per il suo "like" alla frase "forni ai migranti, e non case popolari" che la stessa ha giustificato dicendo che ha messo "mi piace" senza aver letto e compreso - commenta la denunciante Aleksandra Matikj, Presidentessa del "Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione" - ed è stata indagata assieme all'autore della frase Davide Tempone per il reato di cui all’art. 3 c. 1 legge 654/1975 che riguarda coloro che propagandano “idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e/o per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

Una volta finita la faccenda in Tribunale di La Spezia, la Senatrice Pucciarelli ha dichiarato di non essere razzista ed è per questo che, una volta davanti al Giudice, nel nome del nostro Comitato, le abbiamo chiesto un piccolo gesto simbolico e concreto, contro le discriminazioni: portare in Senato le nostre 50.000 firme, già approvate da Laura Boldrini l'anno scorso in Camera dei Deputati e presentare una Legge in Senato contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Ha rifiutato.
È stata assolta.

Inoltre, leggo oggi che quel 9 novembre u.s., dichiarava: “Finalmente al campo rom di Via Gragnola, a Castelnuovo Magra, sono ritornate le ruspe”...
Dopo tutto questo, sinceramente non so quanto Stefania Pucciarelli possa essere adatta al suo nuovo incarico ma in buona fede seguiremo il suo lavoro, sperando che gli episodi come quelli già citati non si ripetano mai più. Monitoreremo», conclude la Matikj.

Roma, 14 novembre 2018 - Ieri mattina Lei ha annunciato orgogliosamente l’operazione per sgomberare il presidio umanitario di Baobab Experience a Roma, nei pressi della stazione Tiburtina. Quel presidio ospitava circa 200 migranti. Ora tutte le persone che dormivano in quelle tende sono rimaste per strada. Con questa operazione Lei ha buttato in mezzo alla strada persone disperate che non sanno e non hanno dove andare.

Ciò che mi ha colpito di più è stato il numero alto (centinaia) di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa e con unità cinofile utilizzati in questa operazione.
Come se "dovessero affrontare" un gruppo di persone molto violente. Le posso assicurare che non servivano tutti quei poliziotti e carabinieri armati in quel modo per portare avanti l’operazione di sgombero di persone tranquille che non hanno mai mostrato atteggiamenti violenti.

Quello che abbiamo visto ieri mattina è stata senza dubbio un'operazione mediatica (con ruspe in bella vista verso le telecamere) per proseguire la Sua propaganda in chiave anti-migranti.
L’operazione di sgombero del presidio Baobab è stato un gesto umiliante nei confronti di persone deboli che avevano e che ora più che mai, hanno bisogno di aiuto. È crudele e inumano mostrare una faccia feroce solo con i deboli (soprattutto con gli immigrati) mentre CasaPound, che occupa un palazzo, non viene minimamente sfiorata.
Signor Ministro, quello che Lei ha fatto è sbagliato dal punto di vista umano e della sicurezza. Non si può sgomberare un presidio umanitario senza aver individuato in anticipo dove saranno ospitati gli sfollati. Prima di ordinare lo sgombero di Baobab, Lei si è fatta questa domanda semplice: che fine faranno queste persone? Questo non è altro che spostare un problema da un punto dove è molto visibile all'altro, magari lontano dalle telecamere. Se Lei vuole veramente risolvere il problema, prima di ordinare quella operazione, doveva trovare una soluzione efficace e duratura.

Lei che spesso dice di agire da padre, in questo caso è convinto di averlo fatto? Non conosco un genitore che lascerebbe i suoi figli senza un tetto. Costringere le persone a vivere e dormire fuori con questo freddo è inumano.

Invece di usare ruspe e forze dell'ordine armate in quel modo, potevate tranquillamente individuare insieme al Comune di Roma un edificio da usare per alloggiare gli sfollati. Facendo cosi, sarebbe stato sufficiente passare tale informazione ai volontari che assistevano gli immigrati e loro si sarebbero spostati da soli. Sicuramente Lei lo sa che Roma è piena di edifici pubblici vuoti che possono essere usati per alloggiare queste persone bisognose. Senza una sistemazione per queste persone, il centro Baobab rinascerà da un'altra parte e Lei sprecherà di nuovo risorse pubbliche per fare un altro sgombero. Questo sicuramente favorirò la propaganda anti-immigrati ma non risolverà nessun problema.

Non deve mai dimenticare che gli immigrati e rifugiati sono esseri umani e come tali vanno trattati. Si, sono esseri umani che meritano di essere trattati in modo dignitoso.

Stephen Ogongo
Coordinatore, Cara Italia
https://www.facebook.com/groups/caraitalia

Ginevra, 14 novembre 2018 - Almeno 102.611 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare dall'inizio del 2018 all'11 novembre scorso, ha riferito a Ginevra l'Oim, l'agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni. Sempre dall'inizio dell'anno, 2.043 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo. L'Oim sottolinea che si tratta del quinto anno consecutivo durante il quale gli arrivi di migranti irregolari e rifugiati ha superato a soglia dei 100.000, anche se per tutti gli anni precedenti tale soglia era stata raggiunta più presto nell'anno. A metà novembre l'anno scorso, un totale di 156.372 migranti irregolari e rifugiati era giunto in Europa via mare e per il 2016 il dato era di 341.215. Gli oltre 2.000 decessi segnalati dall'inizio del 2018 sono in calo rispetto ai 3.001 segnalati per lo stesso periodo del 2017 e ai 4.329 nei primi 315 giorni del 2016.

Torino, 14 novembre 2018 – “I sovranisti facciano un passo indietro. Non e’ ammissibile cio’ a cui stiamo assistendo”. Cosi’ il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, intervenendo alla presentazione del libro di Marco Minniti, “Sicurezza è liberta” (Rizzoli) nel capoluogo piemontese. “Chi arriva in Europa e chiede di ottenere asilo politico ha diritto a vedere esaminata la sua richiesta. Non esiste il divieto di far scendere dalle navi i migranti”, ha aggiunto Spataro. “Altra questione e’ la destinazione finale di queste persone. Chi vede accolta l’istanza di asilo ha diritto a rimanere in Europa. Ma in quale paese? Su questo serve mettere a punto accordi tra i paesi”, ha sollecitato Spataro, concludendo: ” Non si puo’ pretendere di fare accordi insultando e sbeffeggiando l’Europa”.

Roma, 13 novembre 2018 - “Lo sgombero del presidio del Baobab Experience rappresenta l’ennesimo atto vigliacco e disumano targato Lega-Movimento 5 Stelle”. Lo scrive in una nota Claudio Mancini, deputato del Pd e candidato alla segreteria del partito nel Lazio. “Siamo di fronte alla solita azione portata avanti al grido di ‘ruspa’, per andare sulle prime pagine dei giornali e sui Tg della sera. Un atto – continua Mancini – di prepotenza messo in campo senza aver previsto un piano alternativo per queste persone che ora non sappiamo dove saranno ricollocate”. “Le istituzioni hanno il compito di risolvere i problemi e non di nascondere la polvere sotto il tappeto come sta facendo Salvini sulla pelle di persone deboli e inermi. Lo stesso Salvini – conclude Mancini – che con una mano sventola ai quattro venti la bandiera della legalità e che con l’altra non fa nulla contro le occupazioni illegali di Casapound”.