Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

L’Europa deve sostenere l’Italia in modo concreto nella gestione dell’accoglienza dei rifugiati. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

"La comunità internazionale deve operare con scelte politiche condivise e lungimiranti per gestire un fenomeno che interessa il globo intero - ha affermato il Capo dello Stato - L'Unione europea, in particolare, deve saper intervenire nel suo insieme, non delegando solamente ai Paesi di primo ingresso l'onere di affrontare le emergenze."

"La gestione attuale dei fenomeni migratori deve lasciare il posto a interventi strutturali che rimuovano le cause politiche, climatiche, economiche e sociali che alimentano tante tristi vicende. Nel sollecitare la comunità internazionale e l'Unione Europea a compiere passi crescenti su questo terreno, la Repubblica italiana si conforma alle norme sancite dal diritto internazionale relative all'accoglienza di coloro che hanno diritto a protezione", ha sottolineato il Presidente.

Il capo dello stato ha infine evidenziato il modo in cui l'Italia sta affrontando l’emergenza: "L'Italia contribuisce al dovere di solidarietà, assistenza e accoglienza nei confronti di quanti, costretti a fuggire dalle proprie terre, inseguono la speranza di un futuro migliore per sé e per i propri figli.”

Roma, 18 giugno 2018 - Il ministro dell'interno Matteo Salvini annuncia un censimento dei Rom: "Faremo una ricognizione, gli stranieri irregolari andranno espulsi con accordi fra Stati. Ma i Rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa". Lo ha detto oggi a Tele Lombardia. Per Salvini occorre "una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti", quindi "rifacendo quello che fu definito il censimento, facciamo un'anagrafe, una fotografia della situazione".

Valencia, 18 giugno 2018 – La mattina, a Valencia, inizia quando ancora il sole non è sorto. Gli oltre seicento giornalisti e operatori della comunicazione arrivano al porto, al molo 1, che è ancora buio. Sono da poco passate le sei del mattino quando all’orizzonte, vicino al porto, compare la nave Dattilo della Guardia costiera. A bordo ci sono 274 migranti. È la prima delle tre navi che ospitano in totale 630 persone.Alle 6.45 l’attracco. Sbarcano, i migranti, e finalmente sono a terra, dopo nove giorni di navigazione. Qualcuno accarezza con le mani la terra, qualcuno si copre il volto, le donne indossano il copricapo. Mille i volontari della Croce Rossa spagnola impegnati nelle operazioni di soccorso. Appena sbarcati, i migranti vengono trattenuti per un breve controllo sanitario. Alcuni sono inviati negli ospedali, altri partono per i centri di accoglienza. Tre ore dopo, intorno alle undici, appare Aquarius, la nave di Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiera. Una nave diventata simbolo della battaglia tra l’aiuto umanitario e la pressione politica verso l’Unione europea. Salvini, infatti, ha negato l’accesso delle navi Ong ai porti italiani. No sulla pelle degli esseri umani, gridano a gran voce le Ong. Si balla e si canta, si applaude e si urla sulla nave quando mancano poche miglia allo sbarco. A simboleggiare la polemica un cartello accoglie i migranti: benvenuti a casa vostra. La traduzione in diverse lingue. Manca l’italiano.

Milano, 18 giugno 2018 - “Finalmente l’Italia è ascoltata in Europa e finalmente tutti dicono che l’Italia non può rimanere sola e che bisogna controllare le frontiere. Bene”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, durante un’intervista a Telelombardia.

Roma, 12 giugno 2018 - Francia e Spagna vanno all'attacco contro la linea sui migranti seguita dal governo italiano, in riferimento alla gestione della vicenda della nave Aquarius. Al centro delle critiche europee il ministro dell'Interno Matteo Salvini e la sua decisione di non accogliere i migranti nei porti italiani. Una posizione definita dal premier francese Emmanuel Macron "irresponsabile" e "cinica". A rincarare la dose anche il premier francese Edouard Philippe: "L'Italia ha scelto di non rispettare i suoi obblighi internazionali". E dal portavoce di En Marche, "vomitevole". E mentre i socialisti europei chiamano il capo del Viminale "poveretto", la Spagna avverte il nostro Paese sulle conseguenze penali delle sue scelte. Luigi Di Maio in difesa del governo replica alla Francia: "Proprio loro parlano".

Roma, 9 giugno 2018 - Sulla questione migranti, “da soli sette giorni al governo, sto lavorando per recuperare quasi sette anni di ritardi e di buonismo”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini, spiegando che “il nostro obiettivo è ridurre gli sbarchi e aumentare le espulsioni, tagliare i costi per il mantenimento dei presunti profughi e i tempi della loro permanenza in Italia, coinvolgendo istituzioni europee e internazionali che fino ad oggi hanno lasciato gli italiani da soli".

Pomigliano d’Arco, 7 giugno 2018 - "Quello che deve essere chiaro è e che questo non sarà un governo supino alle volontà di altri governi". Lo assicura il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio al termine della visita nello stabilimento Leonardo di Pomigliano d’Arco sottolineando, in particolare, l’effetto già sortito dai primi segnali del nuovo governo in tema di immigrazione. ‘Come vedete – dice ai cronisti – per ora è bastato dare qualche segnale sull’ immigrazione e già hanno cominciato a rallentare sul regolamento di Dublino”. “Perché – aggiunge – quel regolamento così come è riformato continua a scaricare sull’Italia il problema dell’immigrazione. Ora hanno capito che c’è un governo qui in Italia che non dice sì su tutto, che non dice ‘sì signore’ e che è pronto a collaborare, ma vuole farlo negli interessi degli italiani”.“Come vedete – insiste – qualche risultato già si sta ottenendo, qualche marcia indietro si sta avendo”.

Roma, 6 giugno 2018 - “I clandestini devono tener presente che per loro la pacchia è strafinita. Hanno mangiato alle spalle del prossimo troppo abbondantemente”, “quella dei presunti profughi che in questo momento stanno guardando la televisione in albergo pagati dagli italiani è una pacchia che non ci possiamo più permettere”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. A chi gli chiede invece degli immigrati sfruttati nei campi per pochi euro, risponde: “Subiscono la stessa triste sorte di tantissimi italiani e voglio interrompere sia l’uno che l’altro mercato”. Andrà a Rosarno dove un immigrato regolare è stato ucciso? “Andrò ovunque ci sia un’ingiustizia, compatibilmente con i miei tempi”.

Roma, 5 giugno 2018 - Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato la sua volontà di “proseguire il dialogo” con l’Italia sui migranti, malgrado l’indurimento dei discorsi sulla questione da parte del nuovo governo giallo-verde a Roma. “Il nostro desiderio è proseguire il dialogo con l’Italia”, ha indicato con la stampa l’inquilino dell’Eliseo, segnalando che ne parlerà nel suo primo incontro con il presidente del consiglio Giuseppe Conte a margine del G7 in Canada alla fine della settimana. “Non potremo lottare contro le grandi migrazioni, se non lo faremo assieme impegnandoci contro le sue cause profonde che sono l’insufficienza dello sviluppo in Africa e lottando contro l’insicurezza, il terrorismo, i traffici nell’area del Sahel e del Sahara”, ha detto ancora Macron. “Non arriveremo a regolare la questione – ha proseguito – se non operando assieme alla protezione delle frontiere dell’Europa, all’avvicinamento dei nostri diritti d’asilo e delle nostre regole in seno all’Ue e in particolare allo spazio Schengen. E’ in questo spirito che io voglio continuare ad avanzare con l’Italia, che è la maniera rispettosa di fare”.

Roma, 5 giugno 2018 - “Non siamo e non saremo mai razzisti. Vogliamo che le procedure mirate all’accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un passaggio del suo discorso programmatico al Senato. “Difendiamo e difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente sul nostro territorio, lavorano e si inseriscono nelle nostre comunità rispettandone le leggi e dando un contributo decisivo allo sviluppo. Ma per garantirne l’indispensabile integrazione – ha spiegato -, dobbiamo non solo combattere con severa determinazione le forme più odiose di sfruttamento legate al traffico di esseri umani, perpetrate da scafisti privi di scrupoli, ma anche riorganizzare e rendere efficiente il sistema dell’accoglienza, assicurando trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici ed eliminando ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata”. “Ove non ricorrano i presupposti di legge per la loro permanenza, ci adopereremo al fine di rendere effettive le procedure di rimpatrio e ci adopereremo affinché anche in sede europea tutti i Paesi terzi che vorranno stringere accordi di cooperazione con un Paese membro dell’Unione acceda alla sottoscrizione di accordi bilaterali di gestione dei flussi migratori”, ha concluso.

Roma, 4 giugno 2018 - "I rimpatri furono un punto dirimente della campagna elettorale del centrodestra nel 2001. Finì con la più grande sanatoria della storia: circa 600mila clandestini divennero regolari". Questo il commento alle recenti affermazione di Matteo Salvini dell'ex ministro dell'Interno, Marco Minniti che aggiunge che questo è "più o meno lo stesso numero delle persone che ora si vorrebbero espellere".

Minniti non dice che finirà necessariamente nello stesso modo, ma "nessuna espulsione è possibile senza una rete di rapporti internazionali. Affinché ci sia un Paese che espelle, ci deve essere un Paese che riaccoglie. Questa rete di rapporti non esiste".

Roma, 4 giugno 2018 - E’ salito a 48 il numero dei migranti annegati al largo del governatorato sud-orientale di Sfax, in Tunisia, mentre tentavano di raggiungere l’Europa. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Tunisi, aggiungendo che sono 75 i migranti tratti in salvo, tra cui 60 tunisini. Il portavoce del ministero, Rachid Bouhawala, ha precisato che erano almeno 180 i migranti a bordo dell’imbarcazione affondata al largo delle isole Kerkenna. Le autorità tunisine sono intervenute dopo aver ricevuto un Sos poco prima delle 23 locali di sabato da una barca che stava per “affondare”, a circa 8 chilometri dalle isole Kerkenna. Il comandante della principale base navale di Sfax, il capitano Mohamed Salah Sagaama, ha detto che la maggior parte delle vittime sono tunisini. Le ricerche nella zona del naufragio riprenderanno oggi.