Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Roma, 20 ottobre 2017 - Il settimo Rapporto annuale sull’economia della migrazione, a cura della Fondazione Leone Moressa e presentato alla Farnesina, ha ribadito quanto già sostenuto dall’Inps, ossia la necessità per l’Italia “di avere più immigrati regolari”. Lo ha sottolineato Tito Boeri, presidente dell’Inps, intervenuto al ministero degli Esteri in occasione della presentazione del rapporto. “Credo sia importante riprendere i dati anche macroeconomici che sono già contenuti anche nel rapporto e ricordare una volta di più le ragioni per cui nella presentazione del rapporto annuale 2017 dell’Inps noi abbiamo sottolineato la necessità per il nostro Paese di avere più immigrati regolari” ha detto il presidente dell’Inps nel suo intervento. Boeri ha ricordato che l’Istat prevede un calo della popolazione italiana da qui al 2070 pari a sei milioni di persone, “con un forte calo già nei prossimi 20 anni: 3 milioni e mezzo di persone in meno da qui al 2040”. “L’evoluzione si spiega da una parte con il calo della natalità – il tasso di fecondità italiano è tra i più bassi nell’area Ocse, c’è un forte calo della crescita della popolazione autoctona – ma ci sarà anche un calo dell’immigrazione. Se guardiamo al di là degli effetti transitori del fenomeno dei rifugiati, abbiamo assistito a un calo dei flussi di immigrazione economica e la proiezione nel futuro ci porta a una riduzione del contributo positivo che gli immigrati danno alla crescita della popolazione italiana”. “Gli immigrati sono coloro che impediscono che la popolazione italiana cali in misura ancora più forte. Nel 2015 la popolazione italiana sarebbe calata di 300mila unità se non ci fossero stati i flussi di immigrati: come se Pordenone fosse sparita nell’arco di un anno. Le implicazioni delle nuovo proiezioni dell’Istat sono un reddito nazionale più basso e per quello che interessa di più l’Istituto che io dirigo un peggioramento sostanziale dei conti previdenziali”.

Roma, 20 ottobre 2017 - Il primo paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo. E’ questo uno dei punti principali delle modifiche alle regole di Dublino approvato dalla commissione per le libertà civili dell’Europarlamento. Inoltre i paesi dell’UE che si rifiutano di ricollocare i richiedenti asilo dovrebbero avere un accesso limitato ai fondi UE, secondo il progetto di mandato negoziale sulle nuove regole di Dublino. La commissione ha approvato le sue proposte per un nuovo regolamento di Dublino, pietra angolare del sistema d’asilo dell’Unione europea, che mirano a rimediare alle attuali debolezze e a creare un sistema solido per il futuro. L’attribuzione della responsabilità sarebbe invece basata sui “reali legami” con uno Stato membro, quali la famiglia, l’avervi già vissuto in precedenza o gli studi. In assenza di questi legami, i richiedenti asilo verrebbero automaticamente assegnati ad uno Stato membro dell’UE in base ad un metodo di ripartizione fisso, non appena registrati e dopo un controllo di sicurezza e una rapida valutazione dell’ammissibilità della loro domanda di protezione. Ciò per evitare che gli Stati membri “in prima linea” si assumano una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell’Europa nei confronti delle persone bisognose e per accelerare le procedure di asilo.

Bruxelles, 20 ottobre 2017 - “Abbiamo preso atto con soddisfazione del voto al Parlamento europeo sui meccanismi comuni di una politica migratoria ma ci aspettiamo che oltre a rallegrarsi tutti in Europa per questi risultati cui sia anche, come il presidente Tusk chiederà ai diversi Stati membri, un concorso di risorse economiche perché il momento per consolidare i risultati è ora e se non ci sono risorse economiche adeguate per il Nordafrica, per la Libia, per i Paesi africani di transito non sarà facile consolidare questi risultati. Mi auguro che ci sia un impegno comune non solo della famiglia socialista ma della grande maggioranza dei Paesi europei”. Lo ha detto a Bruxelles il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni incontrando i giornalisti prima del vertice del Partito dei socialisti europei che precede il Consiglio europeo.

Roma, 17 ottobre 2017 - "Non solo garantire la produzione necessaria e una equa distribuzione dei frutti della terra, che dovrebbero essere scontati, ma garantire il diritto di ogni essere umano ad alimentarsi secondo le proprie necessità". Questo per il Papa un "obiettivo sul quale si gioca la credibilità di tutto il sistema internazionale". Papa Bergoglio lo ha detto nel suo discorso alla Fao, dove si recato in occasione della Giornata mondiale della alimentazione, intitolata quest'anno "Cambiare il futuro della migrazione. Investire nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale". Il Papa ha invitato a andare oltre le "emergenze" e affrontare i problemi di denutrizione e fame indotti dai "conflitti e dal cambiamento climatico": "la radice del problema". Il Pontefice, a ricordo della sua visita alla Fao, ha lasciato in dono una scultura in marmo, opera dell'artista trentino Luigi Prevedel, che raffigura Aylan, il piccolo profugo siriano annegato davanti alla spiaggia di Bodrum in Turchia nell'ottobre del 2015. "Una immagine simbolo della tragedia delle migrazioni", sottolinea una nota del Vaticano. L'opera, in marmo bianco di Carrara, ha una base a forma di ellisse, della misura di 1.77 metri, larghezza di 1.20 metri, altezza di 0.75 metri e dal peso di 9 quintali.

"Abbiamo avuto nel mondo 74 milioni di rifugiati nel 2015, una diaspora di fame, violenza, paura e spaesamento. I numeri delle migrazioni vanno ancora oltre, arriviamo a 240 milioni in tutto il mondo, con una crescita del 40% rispetto al 2000, mentre il numero degli sfollati interni nei propri paesi travalica i 740 milioni"., ha detto il direttore generale della Fao, Jos Graziano Da Silva, nel discorso di apertura delle celebrazioni del World Food Day.

Roma, 16 ottobre 2017 - “Vorrei che la legislatura si concludesse con l’approvazione dello ius soli. Paolo e Matteo fate ciò che è necessario”. E’ il monito rivolto direttamente e personalmente a premier e segretario del Pd dal fondatore Walter Veltroni, nel suo discorso alla festa al teatro Eliseo per i dieci anni del Pd.

Roma, 16 ottobre 2017 - Il governo si impegna ad approvare lo Ius soli entro la legislatura. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni all’Eliseo. Gentiloni ha sottolineato la volontà che “i bambini che frequentano le nostre scuole, giocano nelle squadre di calcio con i nostri figli, ma sono nati da genitori stranieri possano avere diritto alla cittadinanza. Stiamo lavorando per creare le condizioni per approvare legge entro questa legislatura”.

Roma, 12 ottobre 2017 - Se viene meno l’impegno politico degli Stati membri della Ue sull’integrazione si mette a rischio anche il mercato unico. Infatti, se l’Europa alza le barriere nazionalistiche sui migranti queste barriere torneranno anche sulle merci, sui servizi e sui lavoratori e sarà la fine del mercato unico. Sono le parole del sottosegretario agli Affari esteri, Benedetto Della Vedova, in occasione di un tavolo di confronto sul single market organizzato da Utopia, Amerigo ed Enam per discutere i risultati di uno studio della AmChamEu, l’associazione delle imprese americane che operano in Europa.

“La straordinarietà del mercato unico europeo è stata garantita negli anni da un commitment, da un impegno politico dei vari paesi, dei vari governi a rinunciare alle barriere e al protezionismo dentro un processo di integrazione politica. Questo processo è a rischio se i partiti politici e i governi di tutti i 28 paesi meno uno non focalizzeranno la propria attenzione e la loro passione sul fatto che non è una costruzione che può stare insieme da sola. Se viene meno la solidarietà politica, l’impegno politico comune all’integrazione viene meno anche il mercato unico. Se l’Europa non trova ad esempio la forza di una politica comune sull’integrazione e tira su le barriere nazionalistiche ad esempio sui migranti poi queste barriere torneranno anche su anche per le merci, i servizi, i lavoratori e sarà la fine del mercato unico”.

Roma, 11 oottobre 2017 - Il ministro dell’interno, Marco Minniti, ha incontrato questa mattina al Viminale i sindaci di Lampedusa Salvatore Martello ed il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna. Al centro dei colloqui la situazione della presenza dei migranti nelle due località. Nel corso dell’incontro su Lampedusa, ha riferito il Viminale, Martello e Minniti hanno “concordato su alcuni interventi come l’alleggerimento della presenza di migranti sull’isola e il rafforzamento dei controlli sia a mare che sul territorio, al fine di garantire maggiore sicurezza per i cittadini di Lampedusa”. Sui flussi dalla Tunisia, Minniti ha parlato col sindaco sottolineando la forte cooperazione bilaterale nel campo del contrasto all’immigrazione illegale che in questi giorni si sta ulteriormente rafforzando, anche alla luce della riunione del comitato tecnico italo-tunisino in programma domani per mettere in campo nuove iniziative sia sul terreno della collaborazione per il controllo delle rotte che per quanto riguarda il potenziamento dei rimpatri”.

Roma, 10 ottobre 2017 - E’ salito nel 2016 il numero di persone non comunitarie che hanno preso la cittadinanza italiana, dice Istat, mentre sono calati i nuovi permessi di soggiorno nonostante quelli per motivi di asilo e protezione umanitaria siano al massimo storico.

Secondo i dati forniti oggi dall‘Istituto di statistica, i cittadini non comunitari regolarmente presenti al 1° gennaio 2017 erano 3.714.137. I principali Paesi di provenienza sono Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine. Lo scorso anno hanno acquisito la cittadinanza italiana 184.638 immigrati non comunitari, il 16% in più su anno, contro i meno di 50.000 nel 2011; albanesi e marocchini insieme coprono il 39% della cifra.

“L’incremento ha riguardato con maggiore rilevanza i giovanissimi. Bambini e ragazzi con meno di 20 anni rappresentano il 41,2% di coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel 2016”, dice Istat. Durante il 2016 sono stati rilasciati 226.934 nuovi permessi, il 5% in meno rispetto all’anno precedente. Il calo ha di nuovo riguardato soprattutto le migrazioni per lavoro (12.873) - diminuite del 41% rispetto al 2015 - che rappresentano ormai solo il 5,7% dei nuovi permessi, mentre “quelli per richiesta asilo, asilo politico e altre forme di protezione internazionale sono aumentati del 21%”.

I nuovi permessi per motivi di asilo e protezione umanitaria hanno raggiunto nel 2016 il massimo storico (77.927, il 34% del totale dei nuovi permessi). I Paesi di origine più rappresentati sono Nigeria, Pakistan e Gambia. Mentre i flussi migratori e l‘accoglienza restano centrali nel dibattito politico, il governo e una parte del Parlamento stanno lavorando per cercare di far approvare la legge sullo Ius soli, che consentirebbe l‘acquisizione immediata della cittadinanza da parte di chi è nato in Italia anche se da genitori stranieri, o da chi vi è arrivato da minore, a certe condizioni

ICOTEA nasce nel 1998 come Istituto qualificato nel campo della Formazione, accreditato con relativi decreti dal MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e delle Ricerche), dal Ministero della Giustizia e da quelli dello Sviluppo Economico e della Salute.
I titoli conseguiti al termine dei Master e dei Corsi di formazione e aggiornamento sono validi in Italia e all’estero, sia per le libere professioni che per la formazione continua e per i crediti formativi professionali, come anche per l’avanzamento di carriera, i concorsi pubblici e le graduatorie scolastiche. Oggi ICOTEA, avendo ottenuto dal MIUR il titolo di Scuola per Mediatori Linguistici, è abilitata a somministrare anche un Corso di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica, rilasciando titoli del tutto equipollenti ai diplomi di laurea, ai sensi del D.M. n. 38 del 10/01/2002. Sempre il MIUR ha incluso ICOTEA nell’elenco dei soggetti qualificati e accreditati per la formazione del personale della scuola.

Inoltre, l’istituto è stato autorizzato dal Ministero della Giustizia ad erogare Corsi di formazione per Mediatori/Conciliatori Civili ed a svolgere attività come Organismo di mediazione e conciliazione.
ICOTEA è stato accreditato presso il Ministero della Salute come Provider per la formazione ECM (Educazione Continua in Medicina), mentre il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha autorizzato ICOTEA allo svolgimento del corso di formazione per la certificazione energetica degli edifici. Inoltre, numerosi Ordini professionali hanno autorizzato ICOTEA ad organizzare, in ambito nazionale, attività formative a favore dei loro iscritti: Consiglio Nazionale dei Chimici, degli Ingegneri, dei Giornalisti, dei Consulenti del Lavoro, degli Assistenti Sociali, del Notariato, dei Dottori Commercialisti, degli Esperti Contabili, dei Periti Industriali.
Una novità assoluta è costituita dai corsi ICOTEA per la formazione continua degli iscritti al Registro dei Revisori legali.

Parafrasando un antico spot pubblicitario, quello di Icotea è un Brand che crea un’atmosfera: quella della professionalità, della formazione continua, dell’ e-learning, dell’aggiornamento professionale e dell’approfondimento culturale, della qualificazione universitaria e dell’uso delle nuove tecnologie informatiche per la comunicazione e per la formazione.
Il nucleo dei docenti che costituisce la struttura formativa di ICOTEA è costituito dal Preside Prof. Tommaso Barone, Esperto in Sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolar modo quelli scolastici, dalla Rettrice Prof.ssa Luciana Barone che, anticipatrice dei processi e vocata al problem solving, ha individuato nell’e-learning la metodologia più consona alle istanze di formazione specifica e di lifelong learning, la Prof.ssa Livia Elena, specialista in lingua e letteratura francesi, direttrice del Settore Laurea, dal Prof. Innocenzo Leontini, direttore del Settore Master, dalla Prof.ssa Cristina Giurdanella, direttrice del Settore Percorsi Formativi, dalla Dott.ssa Romina Ferrante, direttrice del Settore Sicurezza, dal Dott. Salvatore Guastella, collaboratore dello stesso Settore, dalla Dott.ssa Annamaria Frasca, direttrice del Settore Amministrativo e dal Dott. Rosario Gianna, collaboratore del medesimo settore.
Esiste un mondo, a Milano come a Berlino, a Catania come a New York, dove una sempre più folta comunità di utenti cerca tracce e strumenti per orientarsi ed affermarsi nell’ attuale mercato del lavoro. Questa comunità è consapevole che, al suo interno, si sono annullate le tradizionali barriere tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, perché una comune risorsa, quella della rete, consente di rendere intellettuale quel che è manuale e, viceversa, manuale quel che è frutto di una ricerca intellettuale e digitale.
ICOTEA ha intercettato da tempo, con visione ampia ed anticipatrice, le esigenze di questa nuova dimensione della formazione, sapendo che essa non ha più i confini di una volta, ma è fatta di nuove frontiere, che attingendo al virtuale, costruiscono il futuro reale.
ICOTEA intende dare il suo contributo alla costruzione di tale futuro. A breve, si doterà di una sede universitaria grande ed attrezzata, che sarà la nuova cabina di regia di una navigazione che intende accompagnare tanti giovani verso un approdo di competenze nuove ed antiche, intellettuali e pratiche, di titoli validi a Roma come a New York, per vivere, lavorare, costruire, insegnare e stare insieme nel mondo amando la diversità culturale e crescendo con essa. Tutte le informazioni utili sull’istituto e sulla sua offerta formativa sono al link http://www.icotea.it/.

Trieste, 10 ottobre 2017 – “Spero prevalga il senso di responsabiltà”. Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, a proposito dello Ius soli, in una lettera a ‘Il Piccolo’ di Trieste. “Questa legge era stata promessa – continua Boldrini -, vi hanno collaborato associazioni laiche e cattoliche, ci sono centinaia di migliaia di giovani che la attendono. E’ una legge molto equilibrata, prevede condizioni precise: non diventa italiano semplicemente chi nasce in Italia né tanto meno chi ci arriva”. Secondo Boldrini, “il governo di centrosinistra deve riuscire a chiudere questa legge: non farlo significherebbe non rispettare i propri impegni e adeguarsi alla linea di chi è contrario. Non farlo – conclude Boldrini – sarebbe sbagliato politicamente: rinviare significa già autocensurarsi”.

Massa Carrara, 9 ottobre 2017 - Sono 37 i carabinieri indagati per presunti abusi ai danni di cittadini stranieri che sarebbero avvenuti nelle caserme di Aulla e Licciana Nardi, in Lunigiana, provincia di Massa Carrara: lo si legge negli atti di chiusura delle indagini, notificati nei giorni scorsi ai militari, interessati nel complesso da 189 capi di imputazione.
Non solo brigadieri, marescialli e appuntati: tra gli indagati, sebbene per «episodi marginali», ci sono anche il tenente colonnello Valerio Liberatori, già comandante provinciale di Massa Carrara, e il comandante della compagnia di Pontremoli, Saverio Cappelluti, entrambi accusati di favoreggiamento, per aver «aiutato i carabinieri indagati a eludere le investigazioni dell’autorità».

Nelle carte della Procura che hanno portato ad accusare i carabinieri si parla di atti intimidatori e vessatori, soprattutto nei confronti di cittadini extracomunitari. Alcuni militari avrebbero usato frasi come «se parli ti stacco la testa» o «ti spezzo le gambe». Si evidenziano inoltre lesioni personali e contusioni multiple per avere sbattuto la testa di un extracomunitario contro il citofono della caserma, colpi di manganello sulle mani appoggiate alle portiere delle auto durante i controlli, scariche elettriche prodotte da 2 storditori per costringere uno spacciatore (sempre straniero) a rivelare dove tenesse la droga e anche contravvenzioni immotivate.

Gli episodi sono emersi nell’ambito dell’inchiesta partita a febbraio 2017 e chiusa nei giorni scorsi: a giugno quattro carabinieri furono arrestati (ma solo uno finì in carcere) e per altri otto scattarono diverse misure cautelari, tra cui il divieto di dimora e la sospensione dai pubblici uffici. Per i 37 militari, i reati contestati a vario titolo vanno dalle lesioni al falso in atti, dall’abuso d’ufficio al rifiuto di denuncia, dal sequestro di persona alla violenza sessuale (un solo episodio avvenuto in caserma ad Aulla), al possesso di armi.