Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

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Roma, 21 luglio 2017 - "La differenza fra democrazia e un regime autoritario sta nel fatto che la prima gestisce situazioni difficili con strumenti ordinari. A me viene pelle d’oca quando mi viene citato lo stato d’emergenza". Così il ministro dell’Interno, Marco Minniti, nel corso della presentazione dell’ultimo numero della rivista della associazione Arel, il centro studi di Enrico Letta, dedicato alla ‘Normalita’.

“Ho la pelle d’oca quando mi viene citato lo stato d’emergenza perchè mi fa pensare che qualcosa sta già mutando. “Si puo’ affrontare una questione epocale come l’immigrazione con strumenti della normalita’? Questa e’ la sfida. Questo non vuol dire – ha sottolineato – minimizzare la dimensione epocale dei flussi ma non e’ possibile affrontare l’immigrazione con l’emergenza. Se uno suona sempre lo stesso tasto produce cacofonia, se suona piu’ tasti contemporaneamente produce armonia. Noi dobbiamo suonare piu’ tasti assieme”.

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Roma, 21 luglio 2017 - Chiudere la rotta del Mediterraneo e mettere fine ai trasferimenti dei migranti dalle isole italiane alla terraferma. Questo è quanto ha ribadito dal ministro degli Esteri austriano Sebastian Kurz all’omologo italiano Angelino Alfano, incontrato a Vienna a margine del Consiglio Permanente dell’Osce.

Secondo quanto riportato dal quotidiano austriaco Kurier, al termine dell’incontro Kurtz ha dichiarato che “c’è un clima di dialogo corretto, ma non siamo ancora della stessa idea”. Su Twitter, Kurtz ha riferito di aver avuto un “buon colloquio con Alfano sulla migrazione”, ribadendo il sostegno austriaco “all’iniziativa italiana per un codice di condotta per le ong”. Quindi ha aggiunto di aver “ribadito la nostra esigenza di chiudere la rotta del Mediterraneo e di fermare i trasferimenti dalle isole italiane alla terraferma”. Perchè, come già detto nelle scorse settimane, “un salvataggio nel Mediterraneo non significa un biglietto per l’Europa”.

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Roma, 20 luglio 2017 - "Salvare vite umane e accogliere i rifugiati non è un atto di buon cuore ma un dovere giuridico sancito dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali". Sono le parole del presidente del Senato Pietro Grasso durante la cerimonia del Ventaglio a palazzo Giustiniani.

"Soffiare sulla paura, diffondere odio e cavalcare il disagio espone la nostra comunità a un progressivo indebolimento. La paura è un sentimento legittimo, cui la politica deve prestare ascolto e attenzione: i partiti, i movimenti e i loro leader devono riappropriarsi del compito di accompagnare i cittadini, ascoltandone gli umori senza subirli, e di mostrare loro una visione complessiva dei problemi senza accettare le lusinghe di un facile quanto effimero consenso", ha sottolineato il presidente del Senato.

"Auspico che l'augurio, da più parti condiviso, possa tradursi nell'approvazione della legge sullo Ius soli che serve a rendere il nostro Paese più forte e sicuro. Chi è escluso dalla vita comune, chi non esercita i diritti e i doveri di cittadinanza, chi è rinchiuso nelle periferie esistenziali delle nostre città è più debole e quindi più vulnerabile al radicalismo ideologico e all'illegalità. Vale per tutti, italiani e stranieri. Integrare, riconoscere diritti, doveri e opportunità significa fare sicurezza" - ha concluso Grasso.

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Roma, 20 luglio 2017 - L’Italia ha bisogno del contributi degli immigrati regolari per mantenere in equilibrio il sistema pensionistico. Il monito arriva dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso di un’audizione a Palazzo San Macuto. “Abbiamo 3 milioni di immigrati regolari che contribuiscono ogni anno alle casse dell’Inps - ha spiegato - lanciamo questo campanello d’allarme sugli immigrati regolari proprio nel momento in cui l’attenzione dell’opinione pubblica è tutta sugli sbarchi. Obiettivamente, questo problema c’è. Ma credo che chi ha a cuore le prospettive del nostro sistema di protezione sociale non può che lanciare questi campanelli d’allarme”.

Boeri ha spiegato che “l’emergenza rifugiati e sbarchi non è una cosa di oggi o destinata a risolversi in poco tempo. E’ uno scenario che avremo di fronte ancora per un tempo non limitato. Il problema dei nostri equilibri va affrontato adesso, le simulazioni lo documentano. Abbiamo bisogno adesso di cominciare a pensare seriamente a questo problema. Purtroppo ci stiamo un po’ condannando a subire i costi dell’immigrazione senza ottenere i benefici”.

“I dati Inps - ha sottolineato Boeri - ci dicono che gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e di altre prestazioni sociali. Quindi, con un saldo netto di 5 miliardi per le casse dell’Inps. Certo, a fronte di questi contributi netti vi saranno un domani prestazioni - ha segnalato - gli immigrati di oggi faranno parte dei pensionati di domani. Ma è anche vero che in molti casi i contributi previdenziali degli immigrati non si traducono poi in pensioni. Abbiamo calcolato che fin qui gli immigrati ci hanno regalato circa un punto di Pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state loro erogate delle pensioni. E ogni anno questi contributi a fondo perduto degli immigrati valgono circa 300 milioni di euro di entrate aggiuntive nelle casse dell’Inps”.

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Roma, 19 luglio 2017 - “Il Mediterraneo, mare di allevamento di civiltà e luogo di scambi e conoscenza, è baricentro della vita europea. Ma è attraversato da sofferenze e da traffici inaccettabili, che vanno contrastati perchè non si può affidare ai trafficanti di esseri umani la chiave per l’immigrazione in Europa”.

Sono le parole de presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita al comando generale delle Capitanerie di Porto. “Desidero ringraziarvi e manifestarvi l’apprezzamento per quello che fate”, ha sottolienato il capo dello Stato rivolgendosi agli uomini della Guardia costiera. “Nel corso degli anni sono tante le vite salvate nel Mediterraneo e questo ha comportato sulla Marina Militare e la Guardia costiera la riconoscenza non solo dell’Europa ma del mondo intero”.

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Roma, 19 luglio 2017 - Il ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka ha nuovamente minacciato la chiusura della frontiera del Brennero con l’Italia: “Chiuderemo il Brennero se il numero dei migranti illegali verso l’Austria aumenterà”, ha detto il ministro conservatore in un’intervista rilasciata al tabloid tedesco Bild. “Nel giro di 24 ore possiamo sbarrare i confini e approntare controlli rigorosi con la polizia e con i doganieri i preparativi per un simile passo sono già stati effettuati”.

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Trieste, 18 luglio 2017 - “Mi colpisce e trovo sciagurato il cortocircuito comunicativo per cui si rinvia la discussione sullo ius soli perchè siamo in una crisi di sbarchi. Dicono che non si può fare adesso a causa di un’overdose di sbarchi: così il messaggio che passa è che le due cose siano uguali, mentre sono completamente diverse”.

Sono le parole dell’ex premier Enrico Letta, in un convegno a Trieste. Secondo Letta, “ius soli significa lavorare perchè l’integrazione funzioni: non si può rifiutare la cittadinanza a chi in questo Paese è cresciuto, è andato a scuola. Parliamo di bambini che sono completamente italiani - ha sottolineato Letta - e dar loro la cittadinanza significa evitare di creare emarginati”.

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Roma, 18 luglio 2017 - "Abbiamo appreso che il presidente del Consiglio ha rinviato a settembre la discussione sullo ius soli. Vuol dire che avremo più tempo in estate per abolire i vitalizi". Nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S) ha risposto così a una domanda sugli ultimi sviluppi del percorso parlamentare dello ius soli, evitando di entrare nel merito della discussione sul provvedimento per la cittadinanza ai figli degli immigrati.

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Roma, 17 luglio 2017 - “Se già 200mila persone si possono distribuire sul territorio italiano senza che questo crei disagi eccessivi, figuriamoci distribundoli in Europa. Non se ne accorgerebbe nessuno. L’Italia deve costringere la Ue ad aiutarci e lo si può fare con i soldi”. Ne è convinto Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci: “Il nostro Governo – afferma in una intervista al Messaggero – facesse una proposta choc: se non aprite ai migranti non vi diamo più soldi. Li diamo ai sindaci che devono reggere l’impatto dell’accoglienza e anche ai tanti cittadini italiani che soffrono perché non hanno lavoro e non sanno come mangiare. Noi diamo 19 miliardi all’Europa e ne riabbiamo indietro 13. Abbiamo i debiti? Provocatoriamoente dico: ci cacciassero”.

“Noi sindaci – spiega Decaro – ci siamo impegnati ad aderire al sistema Sprar dopo la vicenda eclatante di Cona, nel Veneto, dove ci sono 1400 migranti su una popolazione di 3000 persone. e’ normale che in casi così vengano fatte le barricate. Gliene spetterebbero nove. In opiù a Bagnoli, un comune che è a cinque chilimetri da lì, ne hanno mandati 900 su 3500 abitanti”. A Messina “è stata fatta una gara, una coop ha messo a disposizione quell’albergo e ci hanno portato 50 persone. Ho sentito il sindaco di Castell’Umberto, mi ha detto: ‘Io non sono razzista, nel mio comune si sono sposati diversi migranti, ho fatto anche il tirocinio formativo. Il problema è che mi ero messo d’accordo con il prefetto e me ne toccavano nove, visto che sto facendo il sistema Sprar. Allora non me ne puoi portare 50, avvertimi la sera prima’. Ecco, questo è successo, non sono stati rispettati gli accordi”.

Il presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani sottolinea che “ci sono 5500 comuni che non hanno migranti. Quando si fanno le gare andrebbero rivolte soprattutto a loro. Bisognerebbe coinvolgere tutti quelli che non fanno accoglienza. In Italia ci sono 60 milioni di cittadini, meno di duecentomila migranti non sono niente, soprattutto se si pensa che nel 2016 sono morte 134mila persone. Vanno praticamente a coprire quel numero”.

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Roma, 17 luglio 2017 L’approvazione del disegno di legge sullo ius soli non potrà arrivare entro l’estate. E0 questo il parere del premier Paolo Gentiloni. “Tenendo conto delle scadenze urgenti non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva. Si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”, ha affermato in una nota il presidente del Consiglio.

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Roma, 13 luglio 2017 - “Disinnescare la trappola dell’immigrazione, subito!”: Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle, rilancia dal suo blog quella che evidentemente sarà una delle parole d’ordine della campagna elettorale dei suoi. “Il nostro vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ha incontrato – spiega Grillo – i responsabili di Frontex (l’agenzia che si occupa delle frontiere della Ue). Gli hanno spiegato di come il nostro governo ha venduto un Paese quasi allo stremo per fare da unico porto (ed unica speranza possibile) per altra gente allo stremo con l’accordo Triton. Il nostro governo si è impegnato a ricevere tutte le navi cariche di disperati in cambio di… non riesco a scriverlo!”.

A giudizio di Grillo “così è stata ulteriormente fomentata la speranza di entrare nella Ue attraverso l’Italia, dove invece resteranno intrappolati ad ammassarsi con noi. Neppure la più perversa delle immaginazioni poteva prefigurarsi una cosa del genere! Infatti non ci aveva pensato nessuno, come poteva questo caos arido essere frutto di un calcolo? Gentiloni e Renzi da settimane insistono, insomma inscenano delle mosse decise, con i paesi a cui ci hanno venduto perché facciano almeno finta di restituirci un minimo di dignità. Perché lo fanno se conoscono benissimo le ragioni di ciò che sta accadendo dal momento che ne sono la causa?”.

“Avrei davvero preferito che le esternazioni della Bonino – dice ancora il fondatore del M5S – fossero delle Fake news. Insomma il bottegaio amorale ha comprato la soglia della povertà di molti italiani con 80 euro per rivendersela subito dopo: trasformare il nostro Paese e la nostra sovranità in una trappola per disperati. Tutti noi ne eravamo inconsapevoli, così come chi da noi arriva disperato. Capiamo bene adesso quelle quattro parole concesse dai giornalisti alla gente ammassata: ‘di dove sei? Come sei arrivato? Dove vuoi andare… vuoi restare qui da noi?’ ‘No grazie per avermi salvato, ma io voglio andare in Germania, in Francia o in Belgio, li c’è qualcuno che mi aspetta’ Ed invece sarai tu ad aspettare qui, in mano a criminali e caporali, non si sa che cosa”.

Secondo il leader 5 stelle “quello che è venuto fuori con l’incontro tra il direttore di Frontex e Luigi Di Maio rappresenta un crimine contro l’umanità perché, di fatto, hanno costruito con la complicità del nostro ‘governo’ una trappola demografica. Mentre lasciavano illudere dei poveracci e dei profughi di poter entrare in Europa attraverso l’Italia già sapevano che non avrebbero mai potuto superare i nostri confini: e questi poveretti infatti non lo sanno proprio! Ecco perchè tutti gli sbarcati dicono ‘voglio proseguire per la Germania e la Francia’ illusi e ancora più ingannati di noi. Hanno gettato nella confusione gli italiani (che non sapevano dell’accordo con Frontex). Così i nostri cittadini, non avendo la minima idea del perché tutte le navi sbarcano i profughi soltanto in Italia, cominciano a pensare male, molto male. E questo è pericoloso, molto pericoloso, perchè una guerra fra poveri prende sempre il colore nero. Si tratta di un fenomeno più cinico rispetto agli scorsi crimini contro l’umanità, perché non li vede come atto finale ed estremo di un’involuzione della democrazia ma addirittura come scintilla per scatenare l’involuzione. Questo schifo può essere avvenuto soltanto con la complicità degli altri leader europei. Tu mi dai la possibilità di vincere le europee (gli 80 euro) e io mi faccio sommergere così sperimentiamo sull’Italia gli effetti dell’impoverimento di massa sul mercato del lavoro. Siamo diventati un laboratorio della miseria, forse il primo nel mondo occidentale”.

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Roma, 12 luglio 2017 - "La prima cosa da fare da domattina è bloccare il più possibile dall’Africa le partenze, siamo a circa un 10% in più rispetto allo scorso anno. Ci sta lavorando molto il ministro Minniti". Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi, ai microfoni di Rtl 102.5. “Tutto questo problema – ha spiegato – nasce dal fatto che nel 2011 si è deciso di fare un’operazione in Libia che non aveva senso e questa operazione ha prodotto come conseguenza immediata che abbiamo un Paese da cui partono tutti”.