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Lun, Febbraio

Brindisi, 15 febbraio 2019 - Circa 50 migranti africani che vivevano in condizioni di degrado e in uno stato di grave carenza igienico-sanitaria, senza riscaldamento e acqua corrente, sono stati trovati a Brindisi in una struttura multifamiliare composta da 6 piccoli appartamenti e alcuni box. Durante i controlli dei carabinieri è emerso che sei di loro erano migranti irregolari due, invece, un 32enne e una 39enne nigeriani, sono stati trovati in possesso di marijuana. Uno dei due è stato arrestato per il possesso ai fini di spaccio di 40 grammi di stupefacente, l'altra denunciata in stato di libertà per la detenzione di 25 grammi di droga, suddivisi in dosi. Sono stati anche trovati 300 euro in contanti.

Genova, 15 febbraio 2019 - Momenti di panico ieri mattina su un treno partito da Ventimiglia e diretto a Nizza, con a bordo decine di lavoratori frontalieri italiani. Quando il convoglio è arrivato nei pressi della stazione di Mentone Garavan, a pochi chilometri dalla frontiera, i passeggeri hanno iniziato a tossire e ad avvertire bruciori agli occhi e alla gola. Secondo quanto riferito da diversi viaggiatori, alcuni poliziotti francesi, per fermare dei migranti che si sarebbero chiusi in un bagno del treno, avrebbero tentato di forzare la porta della toilette e poi avrebbero spruzzato una sostanza urticante che si sarebbe velocemente propagata all’interno della carrozza.
A puntare il dito contro la polizia francese anche il deputato ventimigliese della Lega, Flavio Di Muro, che nel pomeriggio ha pubblicato un duro post sulla sua pagina Facebook, accompagnato da un video amatoriale in cui si vedono i passeggeri scendere dal treno tossendo.

Roma, 14 febbraio 2019 – Sono ancora in bilico i senatori M5s su come votare sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. Questa almeno è la posizione ufficiale. Per i senatori pentastellati si tratta di trovare una sintesi tra il profilo tecnico-giuridico e quello politico, sintesi non facile per il Movimento che si è sempre dichiarato a favore delle autorizzazioni a procedere per i parlamentari. Ma questa vota si fanno dei ‘distinguo’. Diversi senatori dicono che “si tratta di un caso diverso da quelli fino ad ora affrontati”. Nella altre occasioni, hanno spiegato diversi senatori cinque stelle “ci siamo trovati a votare autorizzazioni a procedere per reati previsti dall’articolo 68 della Costituzione” ossia commessi individualmente a prescindere dal legame con l’esercizio delle funzioni inerenti il mandato elettivo.

Nel caso di Matteo Salvini, invece, la richiesta di autorizzazione a procedere è in base all’articolo 96 della Costituzione e all’articolo 9 della legge costituzionale n.1 del 1989. Riguarda i reati ‘ministeriali’, cioè commessi da un ministro nell’esercizio delle proprie funzioni e in attuazione delle politiche del governo sulle migrazioni. Questa impostazione, contenuta anche nella relazione di Gasparri, di fatto spiana la strada ai 5 Stelle per la decisione di votare no.

Roma, 14 febbraio 2019 - “Sapete la differenza tra me e Prince Jerry? Io sono vivo. Lui è morto”. Inizia così il discorso di Alberto Rosada, presidente del Consiglio degli Studenti, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Padova.
“Io potrò andare in Erasmus. Lui, già laureato, per cercare un futuro migliore è dovuto passare attraverso l’inferno libico e il Mediterraneo”. E ancora: “Altre differenze? Il colore della pelle. Lui era nigeriano, io sono italiano”. E “proprio perché sono italiano la mia vita, per qualcuno, sembra valere di più”. Parole toccanti, dure e al tempo stesso commoventi, che non sono state prese affatto bene da Roberto Marcato, assessore della Regione Veneto allo Sviluppo economico, che ha assistito al discorso al fianco della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Un intervento evidentemente non gradito dall’assessore del Carroccio, che più volte mostrato chiari segnali di insofferenza.

Roma, 14 febbraio 2019 – Le richieste di asilo politico in Europa sono scese a livello precedente alla crisi migratoria, con circa 635mila dossier in attesa di valutazione e un 34% in meno di possibilità di ottenere il diritto di restare. E nella classifica delle 10 nazionalità più rappresentate tra i richiedenti asilo ora compaiono i venezuelani: dall’inizio della crisi nel Paese latinoamericano, le domande di accoglienza a Paesi europei sono raddoppiate, superando e 22.200.
Questo il quadro descritto da un rapporto dell’ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo). Un totale di 634.700 hanno presentato domanda di asilo l’anno scorso nei Paesi europei (sono state prese in considerazione Ue, Svizzera e Norvegia), ovvero un calo del 10% rispetto al 2017.
Se al picco della crisi i richiedenti asilo erano soprattutto siriani (74.800 domande), afghani (45.300) e iracheni (42.100), queste tre nazionalità hanno rappresentato un quarto delle richieste totali nel 2018. Oltre ai venezuelani, crescono le domande d’asilo da iraniani (24mila), mentre dalla Georgia sono arrivate l’anno scorso 20mila richieste. 

Palermo, 14 febbraio 2019 - La Polizia di Catania, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura, ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 5 persone ritenute responsabili, a vario titolo, in concorso con altre persone al momento non identificate in Nigeria e in Libia, di tratta di persone pluriaggravata, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravata nonché di sfruttamento della prostituzione. L’ indagine ha preso avvio dalle dichiarazioni di una giovane cittadina nigeriana che, reclutata nel paese di origine, giunta in Italia come minore straniera non accompagnata, è stata destinata alla prostituzione e che dopo diversi mesi di sfruttamento, è riuscita a sottrarsi ai propri trafficanti. Dal dettagliato racconto della giovane è emerso che quest’ultima era oggetto di una più ampia operazione economica realizzata da due sorelle nigeriane che ormai residenti in Italia da diversi anni, avevano avviato una fiorente attività economica nel settore della tratta di esseri umani.

Roma, 13 febbraio 2019 - Il presidente della Giunta per le immunità del Senato Maurizio Gasparri ha proposto di non concedere l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno Matteo Salvini sul caso dellanave Diciotti. Gasparri ha deciso inoltre di trasmettere alla presidente del Senato Elisabetta Casellati gli atti firmati dal premier Giuseppe Conte e dai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, allegati alla memoria difensiva presentata da Salvini, affinché l'intero dossier venga inviato - tramite la procura di Catania - al Tribunale dei ministri della città etnea. Gasparri ha dunque accolto, di sua iniziativa, la richiesta avanzata in questo senso anche dal senatore di Liberi e uguali Pietro Grasso, membro della Giunta per le immunità. Una richiesta che di fatto rimanda al Tribunale dei ministri il compito di valutare l'operato di tutto il governo, non più del solo Salvini.

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