Accoglienza, parte il nuovo Piano di distribuzione dei profughi tra i Comuni - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

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2,5 posti ogni 1000 abitanti, incentivi e tutele per gli enti locali che fanno parte della rete Sprar. Ok dal tavolo di coordinamento tra Viminale, enti locali e associazioni

 

 

Roma - 15 dicembre 2016 -  Non più di 2,5 profughi ogni mille abitanti, distribuzione più equa su tutto il territorio, incentivi ai Comuni che accolgono e un maggior coinvolgimento dei sindaci, per evitare decisioni calate dall'alto. 

Sono i punti principali del Piano nazionale di riparto preparato da Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e Ministero dell'Interno, che ieri ha ottenuto il via libera del Tavolo di coordinamento nazionale  dell'accoglienza insediato al Viminale. Ne fanno parte rappresentanti dei Comuni, delle Province, delle Regioni, dell’UNHCR, dell’OIM e delle organizzazioni non governative impegnate sui temi delle migrazioni e dei rifugiati.

Il Piano, spiega una nota dell'Anci,  vuole essere lo strumento per la gestione di un fenomeno complesso e si fonda su alcuni principi cardine: la proporzionalità dell’accoglienza dei migranti rispetto alla popolazione residente che, in linea di massima, si attesta su circa 2,5 posti di accoglienza ogni 1.000 residenti con i necessari correttivi per il piccoli Comuni e i Comuni capoluogo sedi delle città metropolitane e le zone terremotate; il coinvolgimento dei prefetti e delle istituzioni locali affinché i territori che accolgono siano esclusi da gare finalizzate ad acquisire strutture.

I Comuni che aderiscono alla rete SPRAR saranno, come da direttiva del Ministro, salvaguardati da ulteriori invii; il progetto è fondato sulla volontaria adesione delle Amministrazioni e presuppone il coinvolgimento – sulla base dell’Intesa della Conferenza Unificata del 10 luglio 2014 – delle Regioni che incontreranno il Ministro dell’interno nelle prossime settimane; a disposizione dei Comuni che aderiranno sono previsti incentivi di natura economica e, soprattutto, la garanzia di una proporzionalità delle presenze rispetto alla popolazione residente in un percorso che rende i Sindaci protagonisti delle scelte di programmazione del proprio territorio.

“Il Piano permetterà una distribuzione equilibrata dei migranti sul territorio nazionale – dichiarano il presidente dell’ANCI e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il delegato Immigrazione ANCI e sindaco di Prato, Matteo Biffoni - attraverso l’adesione volontaria dei Comuni alla rete SPRAR. Un’occasione per gli stessi Comuni per evitare invii di migranti in maniera massiva e non condivisa, ottenendo anche degli incentivi di natura economica”.