Cittadinanza. Lettera a Salvini: 'Per colpa del decreto i miei sogni non si realizzano' - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Mer, Dicembre

Attualità
Egr. Sig. Ministro degli Interni On. Matteo Salvini,
mi chiamo Mariam Yowa Twahilo, ho 24 anni e sono nata e cresciuta in Italia nella città di Torino.
Ho sempre vissuto in questa città dove ho frequentato prima la scuola dell'obbligo, poi il diploma di scuola superiore e ora sono all'ultimo anno di Università frequentando la facoltà di lingue nel ramo di Scienze della Mediazione Linguistica. Non ho mai avuto modo di scoprire le mie radici nella Repubblica Democratica del Congo però ho conosciuto delle zie e zii trascorrendo qualche settimana in estate in Svizzera da alcuni parenti quando ero più piccola, ma nulla di più.
Tranne queste brevi vacanze non sono mai andata all'estero, mi considero italiana, italiana con la cittadinanza congolese, anche se alla domanda "che origini hai?" rispondo sempre: "Congolese, ma nata e cresciuta in Italia" proprio perché in molti non comprendono il fatto che io possa considerarmi solo italiana, una ragazza italiana nonostante il colore della mia pelle e la mia cittadinanza sui documenti.
Purtroppo, al compimento dei 18 anni, per problemi economici che abbiamo dovuto affrontare io e la mia famiglia, non ho potuto cogliere l'opportunità di poter richiedere la cittadinanza italiana come da legge Bossi-Fini, così ho dovuto rinunciare a questa possibilità e continuare a rinnovare il permesso di soggiorno.
Nel luglio 2016 ho potuto, finalmente, presentare domanda di cittadinanza italiana, solo questione di tempo, 2 anni, e avrei potuto realizzare tanti sogni e progetti che ho dovuto accantonare a malincuore. Ma tutto crolla quando, il mese scorso giunge una modifica con il Decreto Sicurezza (Salvini), che aumenta il termine di conclusione delle pratiche di cittadinanza, elevando a 4 anni il termine di conclusione dell'iter. Sono amareggiata, rattristata per tutto ciò che in questi anni ho dovuto rinunciare per cause di forza maggiore, questo mi sembra ingiusto per me e per tutti gli studenti e studentesse che dovranno rinunciare a gite fuori Europa o interscambi culturali.
Non posso votare, non posso partecipare ai concorsi, non posso fare determinati lavori, non posso fare richiesta per i viaggi studio, non ho potuto e non posso fare esperienze all'estero per migliorare le lingue che studio e per arricchirmi culturalmente, sono limitata sotto molti punti di vista. Il mio desiderio, una volta laureata, è quello di poter accedere al corso di laurea magistrale negli U.S.A. ma così mi toccherà attendere ancora 2 anni finché non avrò ottenuto la cittadinanza e realizzare così tutti i miei sogni.
Cordiali saluti.
Mariam Yowa Twahilo