Israele: revocato accordo con Onu su migranti - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Ven, Agosto

Attualità
Roma, 6 aprile 2018 - Travolto dalle polemiche, in patria e all’estero, Benjamin Netanyahu ha fatto un passo indietro. Il premier israeliano ha annunciato di avere annullato l’accordo stipulato poche ore prima con l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati che prevedeva la regolarizzazione di migliaia di migranti africani in Israele e il ricollocamento di un numero paragonabile nei Paesi occidentali. Una decisione che il primo ministro aveva già fatto presagire con un post sui suoi profili social in cui annunciava “la sospensione” dell’intesa, sulla scia dei malumori emersi in alcuni dei Paesi da lui indicati come destinatari, come Italia e Germania.

“Dopo aver ascoltato numerose osservazioni su questo accordo, ho esaminato vantaggi e inconvenienti e ho deciso di annullarlo” ha detto Netanyahu, secondo un comunicato diramato dal suo ufficio. Una decisione che sarà seguita da altre iniziative. Mantenendo fede al suo impegno di ascoltare le ragioni degli israeliani più critici, Netanyahu ha infatti fatto visita ai quartieri poveri di Tel Aviv, dove i migranti si sono stabiliti in gran numero. E qui ha provato a rassicurare chi gli chiedeva espulsioni di massa, in strada e sull’arena politica, in particolare alcuni rappresentanti autorevoli del suo partito Likud e dei nazionalisti di Focolare ebraico: “Nonostante le restrizioni legali e le crescenti difficoltà, continueremo con determinazione a fare tutto il possibile per portare gli immigrati clandestini fuori dal Paese”, ha detto Netanyahu. Un progetto che va chiaramente contro lo spirito dell’accordo annullato poco prima dal premier. E che l’Unhcr spera ancora di poter ripristinare in qualche modo.

“Continuiamo a credere nella necessità di un accordo win-win che possa giovare a Israele, alla comunità internazionale e alle persone che hanno bisogno di asilo”, ha detto il portavoce dell’Unhcr, William Spindler. “Ci auguriamo che Israele riconsideri presto la sua decisione”, ha aggiunto.