Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Dom, Maggio

Roma, 14 dicembre 2017 – Il premio alla nascita di 800 euro va concesso a tutte le madri, anche quelle straniere, che l’Inps aveva escluso perché non in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Lo ha deciso il Tribunale di Milano accogliendo il ricorso delle associazioni ASGI, APN e Fondazione Piccini che ne danno notizia. L’INPS dovrà revocare le proprie circolari e pubblicare sul proprio sito una “nota informativa” che informi della estensione del beneficio.

Secondo il Tribunale di Milano, si legge in una nota della stessa Asgi, la legge istitutiva del cosiddetto premio alla nascita di 800 euro una tantum non conferiva all’Inps alcun potere di restringere il numero di beneficiari, escludendo le mamme straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo. Non è quindi neppure necessario – come avevano fatto invece altri giudici – fare riferimento a quelle norme comunitarie che prevedono la parità di trattamento per i titolari di permesso unico lavoro: in questo caso è proprio la legge nazionale istitutiva a prevedere il beneficio con la massima ampiezza (persino senza alcun limite di reddito) e dunque non può essere l’INPS ad escludere l’una e l’altra categoria di stranieri.

“Confidiamo che ora l’INPS si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale – dichiara l’avv. Alberto Guariso che assisteva le associazioni ricorrenti – evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso INPS, ma soprattutto ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi, in una materia così delicata, tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell’INPS”. Nel frattempo è importante che tutte le donne straniere che si trovano almeno al settimo mese di gravidanza entro il 31.12.2017 facciano domanda all’INPS al fine di poter beneficiare della decisione milanese che, lo ricordiamo, riguarda la “discriminazione collettiva” e quindi tutte le donne straniere regolarmente soggiornanti in Italia, indipendentemente dal titolo di soggiorno. Coloro che hanno maturato il diritto nel 2017 potranno comunque presentare domanda: in proposito va tenuto presente che , secondo la circolare INPS n. 78 del 28.4.17, la domanda deve essere presentata entro un anno dalla nascita, ma per le nascite intervenute dal 1^ gennaio al 4 maggio 2017, il termine decorre dal 4.5.2017. In poche parole, sino al 4.5.2018 tutte le mamme sono in termini per fare la domanda, mentre dal 5.5.2018 in poi occorrerà fare riferimento al termine di 12 mesi dalla nascita.

Bruxelles, 11 dicembre 2017 - La Commissione europea ha deferito alla giustizia europea Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia per il loro rifiuto di accettare quote di rifugiati nell’ambito del programma di ricollocamento dei migranti. “La Commissione europea ha deciso di deferire la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia alla Corte di giustizia dell’Ue per il mancato rispetto dei loro obblighi giuridici in materia di ricollocamento”, ha dichiarato la Commissione in una nota.

Milano, 7 dicembre 2017 Il fenomeno delle migrazione può e deve essere visto non solo come una sfida in termini di integrazione, ma anche come una vera e propria risorsa. Il cibo, in questo senso, può ricoprire un ruolo fondamentale. E’ questo uno dei messaggi emersi dalla presentazione dello studio “Food and Migration. Understanding the geopolitical nexus in the Euro-Mediterranean” avvenuta durante l’ottavo Forum della Fondazione Barilla su Alimentazione e Nutrizione, realizzato da MacroGeo insieme a Fondazione Barilla for Food & Nutrition.

Confrontando i numeri degli abitanti con i bacini di approvvigionamento di prodotti alimentari, si può notare che la distribuzione alimentare dei nove principali mercati dell’Europa occidentale (Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Austria e Portogallo) nel 2016 è arrivata a 427 miliardi di euro (+4,3 miliardi di euro per i prodotti di consumo e +0,9% rispetto al 2015). In Paesi come Germania (121miliardi di euro), Francia (100), Italia (57) e Spagna (43) il volume totale del mercato ammonta a circa 321 miliardi di euro e la quota “etnica” per gli alimenti per uso domestico ammonta a circa 3 miliardi di euro. Quota che in futuro potrebbe crescere, come mostra il caso degli Stati Uniti. Qui la “famiglia dei prodotti etnici”, rispetto al mercato alimentare, raggiunge un volume d’affari di 10,5 miliardi di euro. Insomma, integrazione e condivisione stanno dando vita, anche nel mercato transfrontaliero, alla costante ricerca di nuovi sapori da parte dei cuochi, dei produttori alimentari e dei consumatori locali, che si traduce in un beneficio economico concreto. Un esempio? La crescita del mercato delle spezie e delle erbe aromatiche, che si stima possa arrivare fino a 8,74 miliardi di euro nel 2020 con un tasso di crescita del +5% su base annua.

Roma, 4 dicembre 2017 - Qualcuno li chiama ancora “seconde generazioni” ma in realtà non sono altro che i figli degli immigrati. Una parte del governo uscente ancora promette di portare ad approvazione la legge sullo Ius Soli, ma i tempi non saranno brevi. Intanto le conseguenze dell’attuale regime di Ius Sanguinis non mancano di farsi sentire a danno di ragazze e ragazzi nati o cresciuti in Italia.
Non possono usufruire dell’Erasmus nei paesi dove è richiesto il visto, non possono andare a giocare nei tornei all’estero se i loro permessi di soggiorno non sono in regola.
Il vero dramma inizia quando cominciano ad avere tra i dodici e i diciotto anni. Proprio a questa età i giocatori di vari sport vengono selezionati per diventare professionisti. La legge italiana dello sport prevede che non più di due stranieri possano partecipare alle gare regionali, nazionali e mondiali. Ci sono migliaia di ragazze e ragazzi non comunitari che si allenano nelle palestre e nei campi di tutta Italia, ma questa restrizione discrimina questo "giovane esercito italiano" di forza sportiva.
Chi sono?
Sono ragazzi nati nelle famiglie degli immigrati che avevano deciso di restare in Italia, vengono da più di 180 paesi del mondo e sono un mosaico di colori, religioni e culture. Hanno fatto le scuole in Italia e considerano l’Italia come prima patria, andando a visitare ogni tanto il paese di genitori da "turisti".
Mentre crescono non si accorgono di essere stranieri perché, la scuola italiana non fa distinzioni. Quando compiono i dodici anni, inizia la tragedia. I club di karate, calcio, basket e di tanti altri sport che rispettano la vecchia regola sportiva comunicano questa notizia ai piccoli atleti: “Voi non siete italiani e purtroppo non potete più continuare lo sport che vi piace”. Ho visto con i miei occhi questi bambini e i loro genitori d’origine non comunitaria soffrire moltissimo per questa regola ingiusta che si potrebbe cambiare senza aspettare la legge dello Ius Soli. Ci sono un milione di piccoli italiani cresciuti nelle case degli immigrati, non stiamo parlando di briciole.
Molte di queste ragazze e ragazzi quando ricevono la sconvolgente notizia che non sono considerati come cittadini entrano in una profonda crisi d’identità. Molti lasciano subito gli sport, alcuni continuano con la speranza che cambi qualcosa, alcuni fanno solo gli allenamenti.
La realtà è che l’Italia sta perdendo migliaia di talenti in nome dell’orgoglio di essere un paese di antica tradizione sportiva ma ignorando che questi talenti extracomunitari potrebbero giocare un ruolo importante.
Vivo in Italia da più di ventotto anni e ho visto nascere e crescere questi nostri figli negli ultimi venti anni. Ho visto la loro sofferenza per essere discriminati per il colore della loro pelle, per la loro religione o per il modo di vivere. Hassan figlio di Abbas pakistano ha lasciato il calcio, Lorenzo figlio di Guo cinese ha lasciato il karate. E non parliamo di Stephen, figlio di Godwin nigeriano: quando gli hanno detto che non poteva giocare al basket perché straniero, aveva cominciato a piangere e non aveva più messo piede sul campo dove era cresciuto da piccolo, per settimane aveva pianto e poi aveva anche cominciato ad andare male a scuola...

Ahmad Ejaz

Città del Vaticano, 11 dicembre 2017 - “I migranti hanno bisogno certamente di buone leggi, di programmi di sviluppo, di organizzazione, ma hanno sempre bisogno anche e prima di tutto di amore, di amicizia, di vicinanza umana; hanno bisogno di essere ascoltati, guardati negli occhi, accompagnati; hanno bisogno di Dio, incontrato nell’amore gratuito di una donna che, col cuore consacrato, ti è sorella e madre”.

Lo ha detto Papa Francesco tornando a trattare il tema dell’accoglienza dei migranti nel corso di una udienza in Vaticano le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù in occasione del primo Centenario della morte di Santa Francesca Cabrini, la santa che si occupò delle povertà nelle nostre società occidentali.

Francesco ha richiamato proprio all’esempio della santa per ricordare che anche oggi “nuovi volti di uomini, donne e bambini, segnati da tante forme di povertà e di violenza, stanno di nuovo davanti ai nostri occhi e attendono di trovare sulla loro strada mani tese e cuori accoglienti come quelli di Madre Cabrini” il cui “carisma è di un’attualità straordinaria”.

Milano, 5 dicembre 2017 - Sono quasi sei milioni (5 milioni e 958mila) le presenze di cittadini stranieri, regolari e non, al 1 gennaio 2017. La stima è della Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità), che riporta un aumento di 87mila unità (+1,5%) rispetto all’anno precedente, dovuto soprattutto alla componente irregolare (+56mila), che registra una lieve ripresa: al 1 gennaio 2017 ISMU stima che non sono in possesso di un valido titolo di soggiorno 491mila stranieri (contro i 435mila alla stessa data dell’anno precedente).

L’incidenza degli irregolari sul totale della popolazione straniera presente è quindi dell’8,2%. Per quanto riguarda le provenienze, anche per il 2016, si conferma il primato dei romeni, che, con quasi un milione e 169mila residenti, rappresentano il 23,2% del totale, cui seguono circa 450mila albanesi (8,9%) e 420mila marocchini (8,3%).

Ismu sottolinea una crescita delle acquisizioni di cittadinanza: nel corso del 2016 si contano ben 202mila nuovi italiani (in 4 casi su 10 si tratta di minori). Per quanto riguarda gli arrivi, i dati quantitativi sulla presenza straniera in Italia non sembrano mettere in luce dinamiche e prospettive preoccupanti. Infatti anche se gli sbarchi sulle coste italiane sono passati da 63mila del 2011 a 181mila del 2016 (mentre nel 2017, al 4 dicembre, se ne contano oltre 117mila), non siamo di fronte a un’invasione.

Ma quali sono le previsioni sul futuro? In base alle stime di Fondazione ISMU, estrapolando le tendenze in atto nel periodo 2014-2016 (tenuto conto delle crescenti acquisizioni di cittadinanza), nel prossimo ventennio potremmo assistere a un sempre più ridotto incremento della popolazione straniera iscritta nelle anagrafi dei comuni italiani, sino a raggiungere un massimo di 5 milioni e 374 mila unità alla fine del 2033 e a dar vita, da allora in poi, a una fase di sostanziale stabilità (i residenti si assesterebbero quindi sui 5,3 milioni).

Roma, 4 dicembre 2017 - “Già raccolte 100.000 firme per fermare lo Ius Soli, Renzi non faccia sciocchezze”. Lo ha annunciato il segretario della Lega Matteo Salvini sull’iniziativa della Lega e Noi con Salvini in tutta Italia. “Mentre altri chiacchierano - ha sottolineato – noi saremo in più di 1.000 piazze in tutta Italia per bloccare lo ius soli e lanciare le nostre proposte su lavoro e tasse”.

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