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Sab, Gennaio

Sofia, 5 dicembre 2018 - Il governo bulgaro non aderirà al Global Compact sui migranti. “Il governo ha deciso che la Bulgaria si asterrà dall’aderire al ‘Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration'”, si legge in un comunicato diffuso ieri, in cui si precisa che Sofia non invierà propri rappresentanti alla conferenza di Marrakesh, in Marocco, in programma la prossima settimana per l’adesione all’accordo Onu. La Bulgaria è guidata da un governo di coalizione formato dal partito conservatore del primo ministro Boyko Borissov e da diverse formazioni nazionaliste contrarie all’accordo messo a punto dall’Onu. Anche l’opposizione socialista si oppone all’accordo. “La Bulgaria continuerà a rispettare gli impegni internazionali esistenti e ad esercitare un maggiore controllo sulle proprie frontiere”, ha precisato il governo, che ha recintato con filo spinato quasi tutto il proprio confine con la Turchia. La Bulgaria è l’ultimo dei Paesi che hanno annunciato di recente che non aderiranno all’accordo, non vincolante, adottato a luglio a New York; dopo gli Stati Uniti, che si sono ritirati lo scorso dicembre, il patto è stato respinto anche da Ungheria, Austria, Polonia, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovacchia, Australia e Israele. L’Italia ha annunciato che non parteciperà alla conferenza di Marrakesh e che sottoporrà il Global Compact all’esame del parlamento.

Roma, 5 dicembre 2018 - Niente più carta sconti per le famiglie di immigrati extracomunitari. Lo prevede un emendamento della Lega sulla famiglia, approvato tra le modifiche alla manovra. Viene così limitata la platea dei destinatari della carta istituita nel 2016 per famiglie italiane o "straniere" residenti in Italia alle sole famiglie appartenenti a Paesi membri dell'Ue.

Rispetto alla norma precedente la carta resta destinata ai nuclei familiari con almeno 3 figli, ma viene alzato il limite di età degli stessi da 18 a 26 anni. Scompare però il riferimento all'Isee per definire le modalità di rilascio della carta sconti, che saranno affidate a un successivo Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri). Fino ad ora invece la carta spettava unicamente a chi non superava un certo reddito. Come nella versione del 2016 la carta servirà alla famiglia per ottenere sconti sui trasporti pubblici e su altri servizi sia pubblici che privati. Saranno le stesse famiglie a dover richiedere l’agevolazione, che verrà rilasciata dai Comuni e avrà una durata di due anni.

Manovra, nuovo congedo di maternità: si potrà lavorare fino al parto.
Cambia con la manovra il congedo per le neomamme lavoratrici. Chi vorrà, dopo il via libera del medico, potrà rimanere al lavoro fino al nono mese, portandosi "in dote" l'intero periodo di astensione di 5 mesi a dopo il parto. È quanto prevede un emendamento della Lega dedicato alle politiche delle famiglie approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Il nuovo sistema viene proposto come “alternativa” all'attuale, che impone invece l'obbligo di astensione (di uno o due mesi) prima della nascita del bambino

Milano, 5 dicembre 2018 - Sono oltre sei milioni gli stranieri in Italia, superata la soglia “simbolica” del 10% sul totale degli abitanti. E’ la stima contenuta nel XXIV Rapporto Ismu sulle migrazioni, presentato a Milano, che conta 6 milioni 108mila stranieri presenti in Italia il primo gennaio 2018. Lo studio spiega che rispetto al dato dell’anno precedente “l’incremento della popolazione straniera è stato del 2,5%, dovuto soprattutto alla componente irregolare (+8,6%), pari a 533mila” persone. Ismu sottolinea che “il 71% degli stranieri residenti in Italia è rappresentato da cittadini dei Paesi Terzi, che sono in totale 3 milioni e 582mila”.

Circa 1,1 milioni di stranieri residenti, invece, proviene da paesi europei extra-Ue, come Albania, Ucraina e Moldova. Un altro milione proviene dall’Africa, con Marocco, Egitto, Nigeria, Senegal e Tunisia che si confermano le provenienze più diffuse. Tra i residenti c’è anche chi decide di acquisire la cittadinanza italiana: nel 2017 le pratiche concluse con successo, evidenzia Ismu, sono state 147mila. E sono destinate ad aumentare: si “stima che nei prossimi dieci anni i nuovi cittadini saranno tra 1,6 e 1,9 milioni”, viene spiegato. Gli stranieri che lavorano, invece, “sono circa due milioni 423mila”, su una popolazione complessiva di occupati di 23 milioni in totale. Se calano i disoccupati stranieri per il terzo anno consecutivo, aumenta nel 2017 la componente di inattiva tra gli stranieri in età lavorativa: sono un milione e 149mila. “Il salario medio degli stranieri – aggiunge ancora Ismu – è inferiore a quello degli italiani del 35%”.

Roma, 4 dicembre 2018 - Con un emendamento, i relatori della legge di bilancio hanno proposto di svincolare i fondi volti a garantire l'assistenza sanitaria agli stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale. Secondo quanto si apprende, in sostanza l'emendamento prevede che dal 2019 le Regioni potranno spendere anche per altri scopi i fondi finora vincolati a garantire l'assistenza sanitaria agli immigrati. Il fondo è finanziato con 30,99 milioni di euro vincolati, finora, all'assistenza sanitaria degli stranieri non iscritti al Ssn, soldi che dal prossimo anno, invece, qualora l'emendamento dovesse passare, sarebbero spendibili senza più alcun vincolo di spesa e "confluiranno nella quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale".

I soldi sarebbero dunque ripartiti tra le Regioni secondo criteri e modalità "in materia di costi standard" e quindi ogni Regione potrebbe procedere in autonomia senza però essere più vincolata a spenderli per curare gli stranieri non iscritti al sistema sanitario nazionale. Lo stesso emendamento, inoltre, svincola le risorse regionali destinate alle borse di studio per la medicina generale, dunque gli stanziamenti dedicati alle borse di studio per la medicina generale pari a 38,735 milioni, e per la riqualificazione dell'assistenza sanitaria e dell'attività libero professionale pari a 41,317 milioni. Il lavoro in commissione Bilancio sugli emendamenti di governo e relatori non è ancora terminato e la manovra si prevede approderà in Aula mercoledì 5 dicembre.

Milano, 5 dicembre 2018 - Nel corso del 2018 il primato europeo sull’arrivo di migranti irregolari è passato dall’Italia alla Spagna. E’ quanto emerge dal XXIV Rapporto Ismu sulle migrazioni, presentato a Milano. Secondo i dati pubblicati, in Spagna dal primo gennaio all’11 novembre 2018 sono arrivati irregolarmente 55mila migranti, di cui 49mila via mare e 6mila via terra. In Grecia se ne sono contati 29mila e in Italia 22mila fino al 19 novembre (diventati poi 23.011 il 4 dicembre). Il rapporto spiega che nel 2018 “i flussi migratori non autorizzati via mare verso l’Italia sono drasticamente diminuiti”, in linea con quanto accaduto nella seconda metà del 2017. Lo scorso anno, ricorda Ismu, i nuovi arrivi si attestarono a 119mila persone, con un -34% rispetto al 2016. Il 4 dicembre 2018, riporta il cruscotto giornaliero del Viminale, i migranti arrivati in Italia via mare nell’intero anno risultano in calo dell’80,35% rispetto allo stesso giorno del 2017 e del -86,73% sul 2016.

Roma, 4 dicembre 2018 – “È un fatto grave la proposta della maggioranza di eliminare il vincolo sulla destinazione dei fondi per curare i migranti, soprattutto per le regioni che, come il Lazio, hanno una incidenza maggiore di migranti. Ma è ancora più grave perché quando si abbassano i diritti e i livelli di assistenza sanitaria delle persone c’è un arretramento culturale e sociale che colpisce tutti noi. Ho la netta sensazione che il governo stia pianificando il caos. Invece di risolvere i problemi li crea”. Così in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Roma, 4 dicembre 2018 - “Se io leggessi i giornali e guardassi la televisione, avrei una pessima opinione di me: razzista, fascista, nazista, xenofobo, populista, assassino, delinquente. Semplicemente ho fatto quello che molti italiani mi chiedevano. Gli sbarchi: da 120.000 si sono ridotti a 20.000, perché in Italia ce ne sono già troppi di delinquenti, senza farne arrivare dall’altra parte del mondo”. Così il ministro dell’Interno e vice-premier Matteo Salvini, intervistato da Massimo Giletti a Non è l’Arena su La7, in riferimento alle critiche sollevate, anche dal fondatore di Emergency Gino Strada, contro il suo decreto sicurezza, che restringe le possibilità di accoglienza dei migranti in Italia.
“Dare diritti agli immigrati regolari è un mio vanto. I rifugiati politici veri, finalmente avranno totale assistenza. Quello che non mi piaceva era pagare 35 euro al giorno qualcuno che diceva ‘scappo dalla guerra’ e poi andava a spacciare droga a San Lorenzo a Roma”, ha aggiunto il leader della Lega.

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