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Mer, Novembre

Roma, 16 novembre 2018 - “Tutto quello che di buono si è fatto in questi anni con il sistema Sprar, i risultati positivi ottenuti, anche sotto l’aspetto della sicurezza, rischiano di essere cancellati dal Dl sicurezza-immigrazione voluto dal governo e non saremo noi ad assumercene la responsabilità come sindaci davanti ai cittadini”. Lo ha detto Matteo Giffoni, sindaco di Prato e delegato Anci all’immigrazione presentando a Roma l’Atlante Sprar 2017.

Biffoni ha detto di raccogliere “lo stupore e le preoccupazioni di un vasto numero di sindaci ed amministratori locali di tutti i colori politici, anche del centro-destra, da ogni parte d’Italia”, per quella che viene definita una iniziativa “incomprensibile” dell’esecutivo che di fatto, con la normativa in via di approvazione alla Camera, depotenzia la rete Sprar su tutto il territorio nazionale. “Quello che si otterrà, se non verranno accolte le nostre proposte e gli emendamenti presentati, sarà la morte di una esperienza che ha portato ad ospitare piccoli numeri di migranti per il 70% dei casi ospitati in appartamenti e che neppure erano notati nei territori, a favore dei grandi centri molto più impattanti e mal tollerati o di vedere per le strade delle nostre città un alto numero di migranti con le relative proteste della cittadinanza sotto i nostri Comuni. Senza poi pensare all’impatto che questa situazione provocherà sui servizi sociali territoriali”.

Roma, 16 novembre 2018 - Baobab Experience non chiude. Anzi va avanti più che mai. I responsabili del centro di accoglienza migranti, a Roma, dopo lo sgombero avvenuto vicino alla Stazione Tiburtina, il 13 novembre, hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto sul loro lavoro, per annunciare iniziative e per denunciare, dicono, la politica di Salvini dettata da spot elettorali.

Andrea Costa è il coordinatore attiviste e attivisti di Baobab. Spiega, “Noi pensiamo che con lo sgombero non si risolva niente, apprezziamo lo sforzo fatto dal Comune di Roma: 130 persone sono state ricollocate. Però ci chiediamo come mai la sera prima di uno sgombero si riescano a trovare questi posti e quando noi quotidianamente chiamiamo il dipartimento sociale per segnalare l’arrivo di migranti, il posto invece non si trova mai”. Poi arriva la rassicurazione, più forte che mai: “Baobab experience non chiude, è il momento adesso di schierarsi e fare un salto di qualità sulle politiche di immigrazione. Insieme ad altre forze che hanno dato vita alla bella manifestazione di sabato scorso, continueremo a stare a loro fianco. Sgomberi come questo semmai ci rafforzano”.

Roma, 15 novembre 2018 - Quello della mia compagna di lotta Refka Znaidi non è un sogno pretenzioso, è un progetto di vita. Progetto al quale lei ha dedicato impegno, costanza e dedizione. Così come lei afferma nel suo articolo per il Corriere della Sera e io ribadisco nel mio libro “Lettera agli italiani come me”, si tratta di vera e propria discriminazione.

Discriminazione, che il Ministro Salvini intende mettere in atto, violando l’art 3 della costituzione che afferma: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Il Decreto Sicurezza voluto da Salvini non rimuove gli ostacoli, ma li crea. Molti aspiranti italiani, saranno infatti costretti ad aspettare 4 lunghi anni prima di poter godere degli stessi diritti ed opportunità dei cittadini italiani.
La costituzione, signor Ministro non è carta straccia, va rispettata. E noi, non siamo cittadini di serie B, noi siamo il futuro dell'Italia.

Invito tutti gli italiani #comeme a condividere. L'unione fa la forza!

Elizabeth Arquinigo

Il 16 novembre, alle ore 19.00, all’Accademia di Romania a Roma in piazza José San Martin 1, sarà proiettata la prima del film "Cuore blu", il corto sociale della regista romena Violeta Birla. Questa produzione indipendente ha come punto di forza l'attrice Maia Morgenstern, nota anche per il ruolo di Maria nel film di Mel Gibson "La passione di Cristo”.
“È un film sull’emigrazione Romena che racconta la storia e il sentimento di una mamma eroe che rinuncia alle sue origini e ai suoi cari e parte per poter offrire ai suoi figli un futuro migliore”, dice Violeta.
In questo film gli immigrati non sono considerati numeri ma esseri umani che portano con loro tanta sofferenza e ricchezza.
Il film racconta la tristezza che si sperimenta ogni volta che si decide di partire dal proprio paese. In questo caso, ci si focalizza sulla difficile scelta della mamma con due bambini piccoli - costretta a lasciare indietro i suoi genitori. La sua è una partenza che porta tanta sofferenza a tre generazioni.

Roma, 16 novembre 2018 - Il decreto sicurezza varato dal governo è incostituzionale nella parte che si occupa di migranti e richiedenti asilo. Lo scrive la VI commissione del Consiglio superiore della magistratura in un corposo parere indirizzato al ministero della Giustizia e che sarà discusso mercoledi prossimo dal plenum di Palazzo dei Marescialli. Il testo, i relatori sono il laico Alberto Maria Benedetti (M5S) e il togato Paolo Cricuoli (Magistratura Indipendente), è stato approvato all'unanimità.

Su trattenimenti, "il legislatore - si legge nel parere - non individua i parametri in base ai quali il questore può decidere di trattenere o meno lo straniero, in tal modo accordandogli una discrezionalità svincolata da qualsiasi tipizzazione dei presupposti di esercizio come tale non conforme al grado di garanzie richieste dall’articolo 13 della Costituzione". E ancora: nel documento che sarà vagliato dal plenum si osserva che "l’ampliamento della categoria dei reati-presupposto del diniego o revoca della protezione internazionale appare per talune fattispecie non pienamente rispettoso degli obblighi costituzionali derivanti dagli articoli 10 e 117 della Costituzione".

Con il parere lungo 50 pagine - di cui sono relatori il laico Alberto Maria Benedetti e il togato Paolo Criscuoli - si evidenziano in particolare le "ricadute" che le nuove norme avranno sul sistema giudiziario. In primis, l'eliminazione della clausola 'aperta' di protezione per motivi umanitari, che potrebbe portare a una "condizione di incertezza" dello status dello straniero, con il conseguente "possibile incremento del contenzioso ed un ritardo nella tutela dei diritti fondamentali degli stranieri vulnerabili".

Nel pomeriggio di ieri, durante un incontro a Lucca sul quadro giuridico europeo e internazionale in materia di immigrazione, il vicepresidente del Csm David Ermini aveva detto che "la sfida dell'immigrazione richiede da parte della comunità internazionale politiche condivise e solidali".

Roma, 15 novembre 2018 – “Se riusciremo a tenere questi trend di arrivi nell’arco di un anno l’Italia tornerà ad essere un paese normale” per quanto riguarda il difficile tema dell’immigrazione. Ad affermarlo il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che a Pratica di Mare ha accolto un gruppo di 51 richiedenti asilo che facevano parte di un corridoio umanitario organizzato dal Viminale in collaborazione con l’Unhcr e l’Associazione Giovanni XXIII. Salvini ha quindi spiegato che le politiche che il Viminale intende adottare sono quelle di proseguire nella chiusura, già avviata, dei grandi centri di permanenza per migranti, dislocandoli, invece, in realtà sempre più piccole. Lo stesso ministro ha poi proseguito, tornando a polemizzare con l’Europa. “In cinque mesi – ha infatti detto – ho trovato ascolto zero dall’Unione europea che non rispetta gli accordi. Pensate solo che si erano impegnati a ricollocare trentamila persone ed ad oggi sono ancora tutte qua. Se avessi dovuto aspettare l’ok di Bruxelles stavamo qui ancora ad attendere”.

Roma, 15 novembre 2018 - «Ho saputo della nuova nomina della Senatrice di Lega Nord Stefania Pucciarelli, nominata Presidente della Commissione per la tutela dei Diritti umani del Senato e a me purtroppo nota per il suo "like" alla frase "forni ai migranti, e non case popolari" che la stessa ha giustificato dicendo che ha messo "mi piace" senza aver letto e compreso - commenta la denunciante Aleksandra Matikj, Presidentessa del "Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione" - ed è stata indagata assieme all'autore della frase Davide Tempone per il reato di cui all’art. 3 c. 1 legge 654/1975 che riguarda coloro che propagandano “idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e/o per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

Una volta finita la faccenda in Tribunale di La Spezia, la Senatrice Pucciarelli ha dichiarato di non essere razzista ed è per questo che, una volta davanti al Giudice, nel nome del nostro Comitato, le abbiamo chiesto un piccolo gesto simbolico e concreto, contro le discriminazioni: portare in Senato le nostre 50.000 firme, già approvate da Laura Boldrini l'anno scorso in Camera dei Deputati e presentare una Legge in Senato contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Ha rifiutato.
È stata assolta.

Inoltre, leggo oggi che quel 9 novembre u.s., dichiarava: “Finalmente al campo rom di Via Gragnola, a Castelnuovo Magra, sono ritornate le ruspe”...
Dopo tutto questo, sinceramente non so quanto Stefania Pucciarelli possa essere adatta al suo nuovo incarico ma in buona fede seguiremo il suo lavoro, sperando che gli episodi come quelli già citati non si ripetano mai più. Monitoreremo», conclude la Matikj.

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