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Mer, Novembre

Roma, 13 novembre 2018 - “Lo sgombero del presidio del Baobab Experience rappresenta l’ennesimo atto vigliacco e disumano targato Lega-Movimento 5 Stelle”. Lo scrive in una nota Claudio Mancini, deputato del Pd e candidato alla segreteria del partito nel Lazio. “Siamo di fronte alla solita azione portata avanti al grido di ‘ruspa’, per andare sulle prime pagine dei giornali e sui Tg della sera. Un atto – continua Mancini – di prepotenza messo in campo senza aver previsto un piano alternativo per queste persone che ora non sappiamo dove saranno ricollocate”. “Le istituzioni hanno il compito di risolvere i problemi e non di nascondere la polvere sotto il tappeto come sta facendo Salvini sulla pelle di persone deboli e inermi. Lo stesso Salvini – conclude Mancini – che con una mano sventola ai quattro venti la bandiera della legalità e che con l’altra non fa nulla contro le occupazioni illegali di Casapound”.

Roma, 13 novembre 2018 - “Le questioni sociali, a Roma, si risolvono così: polizia e ruspa. Il Campidoglio a 5 stelle non è diverso né dai precedenti, né dalla Lega. Una vergogna infinita per questa città”. Questo il commento del Centro Baobab allo sgombero di stamane del centro di piazzale Maslax a Roma. Il presidio, con circa 100 persone che ancora dormivano in strada e non erano state ricollocate dal Comune di Roma, è stato smantellato dalle forze dell’ordine. Gestito dal Baobab è stato circondato dai blindati, come hanno riferito gli stessi attivisti, con le forze di polizia che hanno ‘sigillato’ i punti di ingresso non consentendo a nessuno di entrare ed uscire dall’insediamento. Una sessantina di migranti sono stati, quindi, fatti salire su due bus e accompagnati all’ufficio immigrazione di via Patini mentre si attendono altri trasferimenti.

Parigi, 12 novembre 2018 - "Abbiamo fatto in modo da inserire nella griglia di lettura della flessibilità il costo dell'accoglienza dei migranti in Italia": lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, intervistato dalla tv France 24. Quindi, ha aggiunto, "non è vero che l'Europa non sarebbe stata là dove la si attendeva. Vorrei però che ci mettessimo d'accordo il prima possibile su riforma del diritto di asilo e degli accordi di Dublino. Ma dobbiamo farlo tutti insieme e non uno contro l'altro".

Roma, 12 novembre 2018 - “Abbiamo già dimostrato che sappiamo difendere i confini, dimostreremo che eventualmente possiamo anche bloccare bilanci e attività europee fino a che l’Europa e qualche Paese continuerà a prendere in giro gli italiani. Non possiamo più spendere cinque miliardi di euro per dar da mangiare a finti profughi e per finanziare finte cooperative”. Lo ha affermato, fra l’altro, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, parlando a margine di Eicma, il salone del ciclo e motociclo alla Fiera di Rho.

Roma, 13 novembre 2018 - E’ in corso a Roma lo sgombero del centro Baobab che si occupa di assistere immigrati non ancora collocati in strutture. Pronto il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti”.
“Grande preoccupazione e solidarietà ai volontari del Baobab colpiti dallo sgombero. Le Istituzioni che si sono disinteressate al problema dell’accoglienza, ora intervengono per sgomberare chi lo ha fatto con intenzioni umanitarie: è venuta meno la buona politica per lasciare spazio a prove muscolari. Così, ancora una volta, viene preso di mira chi cerca di fare buona accoglienza: tutto in linea con i contenuti del decreto Salvini. L’immagine più chiara delle politiche sbagliate di questo Paese” ha commentato Giuseppe Civati, fondatore di Possibile. “Sabato con il Baobab a Roma – aggiunge Civati – hanno manifestato decine di migliaia di persone. È stata una manifestazione contro il razzismo che contestava le politiche del governo. La risposta è lo sgombero. Un atteggiamento che può essere definito di ritorsione. Questa è l’Italia, oggi”.

Roma, 12 novembre 2018 - Una nuova figura professionale, legalmente riconosciuta, con una qualifica valida a livello nazionale e non più soltanto regionale: è il mediatore interculturale, chiamato a “fare da ponte” tra le decine di migliaia di cittadini stranieri presenti in Toscana e la realtà di tutti i giorni, a partire dalla scuola, per arrivare ai servizi per l’impiego, a quelli sanitari e ad altri. Il nuovo soggetto è stato al centro di un affollatissimo convegno, organizzato dalla Regione e da Anci Toscana, rappresentata dal direttore Simone Gheri, che si è tenuto nell’auditorium della Facoltà di Architettura in piazza Ghiberti a Firenze.

Una iniziativa apparentemente paradossale, l’ha definita l’assessore regionale all’immigrazione, Vittorio Bugli, nel suo intervento introduttivo. “Siamo infatti bombardati – ha spiegato Bugli – da una rappresentazione che dipinge la presenza degli stranieri come il problema più grosso che abbiamo. Non è così. Pensate infatti cosa accadrebbe se improvvisamente gli stranieri lasciassero la Toscana. Riusciremmo a sopravvivere in una realtà che invecchia sempre di più e in cui il 25% della popolazione ha più di 65 anni?”. Bugli ha invitato quindi a governare, senza sottovalutazioni, ma serenamente, questa presenza, visto che “non possiamo aver paura di chi vive e lavora in Toscana” e che “i 20.000 richiedenti asilo rappresentano il 3 per mille dell’intera popolazione regionale”. “Siamo qui – ha aggiunto – per affermare che lavorare in questo sistema complesso è possibile e sono convinto che se riusciremo a costruire dei percorsi di serenità, le cose si sistemeranno, nonostante il brutto clima che si sta alimentando nel Paese. Per questo la Regione prevede un rafforzamento dei servizi di mediazione culturale, la messa a sistema dei vari servizi offerti e un aumento delle risorse economiche dedicate a queste politiche”. Tra queste, come ha spiegato l’assessore regionale al lavoro e alla formazione professionale, Cristina Grieco, figura quella che si basa appunto sulla formazione di questi nuovi soggetti. “Anche se questo clima – ha detto Cristina Grieco – non si adatta al DNA della Regione Toscana, che è accogliente e aperta, stiamo cercando di definire un sistema di apprendimento permanente, capace di intercettare i bisogni dei tanti bambini stranieri che frequentano le nostre scuole e degli adulti stranieri, così da applicare l’articolo 3 della Costituzione. La nuova figura del mediatore interculturale, riconosciuta a livello nazionale, sarà l’anello di congiunzione con i servizi scolastici e con quelli del lavoro. Non un semplice traduttore, ma un professionista in grado di mediare e mettere ogni volta in relazione due culture. Per questo quello di oggi è un traguardo importante di un lavoro che come Regioni abbiamo condotto da tempo, ma è anche l’inizio di un percorso di valorizzazione di una figura che intendiamo mettere al centro del nostro sistema di accoglienza”.

Roma, 9 novembre 2018 - Cambia la normativa per chi possiede delle auto con targhe estere: il governo ha deciso di mettere un freno al fenomeno della "esterovestizione", cioè alla finta residenza fiscale all'estero di una società che con questo escamotage può immatricolare un veicolo oltreconfine e avere una targa straniera, pur svolgendo la propria attività lavorativa prevalentemente in Italia. Stesso discorso vale per un privato straniero residente in Italia.

Ad annunciare il giro di vite e a spiegare un po' più nel dettaglio la novità è stato il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli: "Abbiamo inserito nel decreto Sicurezza una norma che, con alcune deroghe, vieta, a chi risiede in Italia da oltre 60 giorni, di circolare sul territorio nazionale con veicoli a targa estera". Dunque, avverte: "Con noi i furbi non avranno più vita facile. Coloro che violeranno il divieto che abbiamo imposto dovranno pagare una multa salata e, se non si metteranno in regola, si potrà arrivare sino alla confisca del veicolo".

Cosa cambia
In arrivo quindi controlli più serrati e sanzioni più severe per chi non è in regola. Se sinora per una o due volte l'automobilista poteva essere avvertito dell'obbligo di reimmatricolare il veicolo e cambiare la targa con una italiana, per poi pagare una sanzione (da 84 a 335 euro) nel caso in cui fosse fermato per tre volte nell'arco dei sei mesi, ora le pene diventano più dure. In sostanza, infatti, la sanzione amministrativa partirà da 712 euro e la regolarizzazione dovrà avvenire entro 180 giorni, tempo nel quale il veicolo sarà tenuto in deposito. Scaduto questo termine di 6 mesi scatterà poi la confisca.

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