Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Roma, 10 settembre 2018 - Creare per la prima volta un'autentica polizia di frontiera europea e trasformare il controverso controllo dell'immigrazione irregolare in una competenza comunitaria. E' quanto intende fare la Commissione europea approvando un progetto legislativo, che dovrebbe essere annunciato nel discorso che il presidente Jean-Claude Juncker terrà mercoledì 12 settembre a Strasburgo. Lo rivela il quotidiano spagnolo El Pais.

Roma, 10 settembre 2018 - "Entro l'autunno": questa è la data annunciata dal ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini per gli accordi di espulsione e rimpatrio con i paesi d'origine dei migranti. "Stiamo lavorando per fare accordi di espulsioni e di rimpatrio volontario assistito con tutti i Paesi di provenienza. Attualmente l'unico che funziona decentemente è quello con la Tunisia. Noi organizziamo due charter a settimana per un'ottantina di espulsioni, però capite che se ogni settimana, fra tunisini, nigeriani e altri, ne espelliamo 100, ci mettiamo 80 anni a recuperare i 5-6-700mila immigrati entrati negli ultimi anni".

E' quanto asserito dal titolare del Viminale durante un'intervista a 'L'Indignato speciale' su Rtl 102.5. E aggiunge: "Su alcuni Paesi siamo già abbastanza avanti, in Tunisia ci andrò a settembre, perché i tunisini quest'anno sono arrivati in più di quattromila ed è la nazionalità più presente e in Tunisia non c'è la guerra, la carestia, la peste. E, quindi, non si capisce perché questi ragazzi devono scappare".
Il leader della Lega ha poi proseguito: "Stiamo lavorando per fare quello che in vent'anni non si è fatto: accordi di espulsione e rimpatrio assistito con tutti i Paesi di provenienza di questi ragazzi e di queste ragazze e sono Senegal, Pakistan, Bangladesh, Eritrea, Mali, Gambia, Costa d'Avorio, Sudan, Niger. Entro l'autunno saprò dire quanti e di che tipo ne ho fatto".

Roma, 8 settembre 2018 - I Carabinieri hanno consegnato al ministro dell’Interno, nonché vicepremier, Matteo Salvini, l’atto con il quale il Tribunale dei ministri di Palermo notifica la contestazione del reato di sequestro di persona aggravato, correlato alla vicenda dei migranti trattenuti alcuni giorni, ad agosto, su nave Diciotti. Cadono gli altri tre reati ipotizzati: il sequestro di persona a scopo di coazione (l’ipotesi più grave), l’abuso d’ufficio e l’omissione di atti d’ufficio. La Procura di Palermo ha inviato al tribunale dei ministri gli atti dell’inchiesta sul ministro dell’Interno Matteo Salvini, relativamente al blocco dei migranti a bordo della nave della Guardia Costiera “Diciotti” nel porto di Catania con oltre 150 migranti a bordo. Il reato ipotizzato è quello di sequestro di persona aggravato, “commesso nel territorio siciliano fino al 25 agosto 2018 – si legge in una nota del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi – in pregiudizio di numerosi soggetti stranieri”. Dunque, dei quattro reati contestati dalla procura di Agrigento al responsabile del Viminale e al suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi resta il sequestro di persona, cadono il sequestro di persona a scopo di coazione (l’ipotesi più grave), l’abuso d’ufficio e l’omissione di atti d’ufficio. Il ministro ha aperto in diretta facebook la lettera inviata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. “Interrogatemi domani, vengo a piedi a Palermo domani a spiegare cosa ho fatto, mi costituisco. Io avrei privato della libertà personale questi migranti che sono scappati, scomparsi, che non vogliono dare le generalità”, ha commentato.

Bruxelles, 7 settembre 2018 – I 50 migranti sbarcati dalla nave Diciotti e trasferiti nel centro di Rocca di Papa che oggi risultano irreperibili avrebbero potuto essere trattenuti in centri di detenzione per evitarne la fuga. Lo ha sottolineato a Bruxelles la portavoce della Commissione Ue per l’Immigrazione, Tove Ernst, durante il briefing quotidiano dell’esecutivo Ue. In altre parole, la responsabilità di quanto è accaduto è tutta delle autorità italiane. “Siamo stati molto chiari nei mesi scorsi nel sottolineare che naturalmente, quando serve, la detenzione può essere utilizzata per facilitare l’identificazione dei migranti e per impedire che spariscano, anche durante le procedure di asilo”, ha ricordato la portavoce. “Abbiamo chiesto a tutti gli Stati membri, inclusa l’Italia, di fornire centri di accoglienza adeguati, che comprendano la detenzione. Quando si tratta di impedire che le persone si nascondano, è possibile trattenerle in detenzione, anche nel caso in cui abbiano ricevuto un ordine di rimpatrio o durante le procedure di asilo, al fine di condurle a termine. Abbiamo chiesto agli Stati membri di farlo, anche all’Italia”, ha concluso Tove Ernst.

Madrid, 10 settembre 2018 - Il servizio marittimo spagnolo ha tratto in salvo nel weekend oltre 300 migranti che tentavano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l'Europa. Circa 160 persone a bordo di sei imbarcazioni sono state salvate venerdì mentre altre 172 che si trovavano su 4 barche sono state recuperate ieri nello Stretto di Gibilterra.     La Spagna è diventato il principale punto di ingresso per i migranti e i trafficanti che li aiutano a raggiungere le coste d'Europa. Secondo le Nazioni Unite, solo quest'anno sono giunte nel Paese 34.994 migranti, mentre ad oggi i morti mentre tentavano di attraversare il Mar Mediterraneo sono 1.565.

Trieste, 7 settembre 2018 – “Salvini ha sguinzagliato oltre 12mila clandestini in giro per l’Italia: da parte del ministro dell’Interno è una tattica spregevole quella di creare un problema di sicurezza e sociale, e poi denunciarlo senza risolverlo”. Lo ha affermato la deputata del Pd Debora Serracchiani ricordando le statistiche sull’immigrazione elaborate dall’istituto Ispi .“Se questo è il pugno duro della Lega contro i migranti – ha aggiunto Serracchiani – possono cominciare a spaventarsi gli Italiani, che a seguito di una fasulla stretta securitaria si ritrovano 12mila stranieri sconosciuti che circolano liberamente sul territorio. Salvini continua a dire che lo pagano per far arrivare meno clandestini, e invece non li ferma e non li rimpatria, e anche se li prendesse tutti non saprebbe dove metterli”. “Non è lontano il momento in cui i problemi smetteranno di essere messi in conto al Pd – ha concluso Serracchiani – e questo Governo, Salvini in testa, sarà chiamato a rispondere di quello che fa e di quello che non fa”.

Firenze, 7 settembre 2018 - Il punto sul sistema di accoglienza e il rispetto delle convenzioni sottoscritte con la prefettura sono i temi trattati nella riunione di lavoro che si è tenuta a Palazzo Medici Riccardi, presieduta dal prefetto Laura Lega, alla quale hanno preso parte i gestori dei centri di accoglienza, operanti sul territorio provinciale. “Conoscere personalmente il mondo del privato sociale che in questi anni ha lavorato a fianco della prefettura, ha esordito Lega, è il motivo che mi ha spinto a convocare l’incontro di oggi. Il modello di accoglienza diffusa si è rivelato efficace, ha garantito una distribuzione equa e sostenibile in tutti i comuni e grazie alla collaborazione con gli enti locali e la Regione abbiamo un sistema positivo ed efficiente”. Ad oggi nelle strutture del territorio si contano 2120 presenze e si registra un decremento costante di arrivi. “Ora che siamo fuori dalla fase emergenziale, ha detto il prefetto, intendo iniziare una stagione nuova che ci impone un sistema di accoglienza dagli standard molto elevati, per conseguire i quali è necessario apportare tutti gli aggiustamenti necessari perché il sistema funzioni al meglio”. E qui Lega invita i gestori a svolgere un ruolo sempre più attivo e improntato al massimo rigore, ad osservare puntualmente gli obblighi contrattuali imposti dalle convenzioni e le linee guida della prefettura. Lega spiega che saranno intensificate le ispezioni improvvise, a tappeto, condotte dal personale della prefettura e delle asl, dalle forze di polizia e dai vigili del fuoco, dando la massima attenzione alle modalità di erogazione dei servizi e alle condizioni strutturali e ambientali per garantire sicurezza e incolumità sia degli ospiti che degli operatori.

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