Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Le proposte formative avanzate da ICOTEA con il Master Metodologie Didattiche, Digitali e Nuovi Ambienti di Apprendimento - monte ore 1500 - durata 12 mesi - 60 CFU/20CFP, presentano una selezione delle più innovative metodologie educativo-didattiche.

Agli stranieri che vivono in Italia il Master Icotea si presenta come uno strumento di fondamentale utilità. L’aspirazione degli immigrati è quella di poter fruire di livelli di integrazione culturale e sociale sempre più elevati. La scuola è la sede ed il laboratorio centrale di questa integrazione.

Il Master si prefigge di sostituire alle metodologie didattiche tradizionali, fondate esclusivamente sull’attività espositiva del docente, sulla sua unilaterale trasmissione e sull’apprendimento passivo dell’alunno, azioni formative nuove, attive, fondate su un apprendimento autonomo, su un contenuto personalizzato, cioè adattato alle caratteristiche individuali di coloro che apprendono, capaci di rendere lo studente protagonista.

In un contesto multiculturale e plurilinguistico, questi nuovi metodi sono più efficaci. Gli alunni appartenenti a famiglie straniere in Italia ne potranno ottenere grandi benefici. La scuola non li trascura, anzi li coinvolge in apprendimenti collegiali, collaborativi, in azioni di laboratorio, in prove di problem solving o di role play che costituiscono sostanza di un’integrazione spontanea.

Anche l’aspetto lavorativo è centrato. I 60 crediti formativi universitari e i 20 crediti formativi professionali che il Master produce sono preziosi per la fisionomia professionale di chiunque voglia inserirsi in attività lavorative scolastiche e non, pubbliche e private.

Il Master è utile e comodo, perché tutto il suo contenuto è predisposto per la fruizione online a distanza mediante pc/tablet, da qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento. 

Tra le novità didattiche importanti sono da segnalare la presenza di un portale formativo disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e la presenza di un Tutor qualificato che risponde in 24 ore a qualsiasi quesito.

L’investimento è ridotto grazie alla possibilità di utilizzare un Voucher formativo finanziato dall’Unione Europea che Icotea ha ottenuto proprio per abbattere l’onere della partecipazione. Per fruire di tale beneficio è indispensabile iscriversi entro e non oltre il 30 Giugno 2017.

Nel Piano di studi rientrano tutte le novità della didattica, dalle metodologie visive ai contenuti didattici digitali, dall’e-learning al blended learning, dall’alternanza scuola-lavoro al metodo integrato di Gordon, dalla CLIL alle varie applicazioni delle TIC sulla trasformazione degli ambienti di apprendimento. Tutte le informazioni utili sono disponibili sul portale di ICOTEA.

Un  master che va a rendere ancora più completo il quadro delle azioni formative di ICOTEA destinate al settore della mediazione culturale e linguistica e alla formazione orientata a promuovere l’integrazione culturale e lavorativa.

Master Metodologie Didattiche, Digitali e Nuovi Ambienti di Apprendimento linkhttp://www.icotea.it/catalogo-metodologie_didattiche_digitali_e_nuovi_ambienti_di_apprendimento-p117956.html 

Roma, 12 giugno 2017 -  Un "impegno comune per i migranti" viene sollecitato a papa Francesco dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nelle dichiarazioni al termine del loro incontro al Quirinale.

Roma, 12 giugno 2017 - Non si arrestano gli arrivi sulle coste italiane di migranti soccorsi in mare: oltre 2500 profughi sono stati salvati nel Mediterraneo nello scorso week-end in una dozzina di operazioni ed oggi sono previsti diversi sbarchi in porti italiani, tra cui Palermo, Augusta, Catania e Reggio Calabria. Lo fa sapere l’UNHCR su Twitter.

A Palermo sono sbarcati circa 720 migranti soccorsi in mare nelle ultime ore: la Croce Rossa, presente al molo per una prima assistenza, riferisce su Twitter che sono “numerosi i casi segnalati di persone vittime di tratta e violenza”. Al porto di Reggio Calabria è invece arrivata la nave “Phoenix” della ong MOAS, con 346 persone a bordo e la salma di un uomo. Ieri erano sbarcati a Pozzallo 286 profughi dalla nave “Fiorillo” della Guardia Costiera e a Trapani 219 persone dalla “Vos Hestia” di Save the Children, mentre la ong Sea-Eye aveva soccorso in mare 140 migranti.

Bruxelles, 9 giugno 2017 – Nelle circostanze eccezionali della crisi dei rifugiati in Europa non si applica il principio del Regolamento Ue di Dublino in base al quale lo Stato membro di primo approdo è quello competente per la gestione delle domande di asilo, da parte degli immigrati in cerca di protezione internazionale; il paese competente è, invece, quello in cui le domande sono presentate per la prima volta.

Lo ha affermato, ieri a Lussemburgo, l’Avvocato generale della Corte europea di Giustizia Eleanor Sharpston, nelle sue conclusioni su due cause di un cittadino siriano e di due sorelle afghane contro le decisioni, rispettivamente, delle autorità slovene e di quelle austriache, che avevano rinviato le loro richieste di asilo alla Croazia, in applicazione del principio di Dublino sul paese di primo approdo.

In sostanza, se uno Stato membro (in questi due casi la Croazia) non soltanto tollera gli attraversamenti in massa della propria frontiera, ma facilita attivamente sia l’ingresso sia il transito di gruppi di immigrati attraverso il proprio territorio, verso un altro Stato membro, il paese in cui gli immigrati arrivano non può considerare che sia stata “varcata illegalmente” la propria frontiera. L’Avvocato generale è del parere che il Regolamento di Dublino semplicemente non è stato concepito per disciplinare circostanze eccezionali come quelle della crisi dei rifugiati sulla “rotta balcanica” nel 2015-2016, quando si è verificato il più imponente movimento di massa di persone attraverso l’Europa dalla seconda guerra mondiale, con l’arrivo nell’Ue di più di un milione di persone – rifugiati, profughi e altri migranti – molte delle quali hanno chiesto la protezione internazionale.

Nessun criterio “ad hoc”, afferma l’Avvocato generale, è stato inserito nel regolamento Dublino III per disciplinare questo tipo di situazioni d’emergenza: e se gli Stati membri di confine, come la Croazia, fossero ritenuti competenti per accogliere e gestire numeri eccezionalmente elevati di richiedenti asilo, rischierebbero concretamente di non riuscire a far fronte alla situazione, e non potrebbero ottemperare ai propri obblighi discendenti dal diritto Ue e dal diritto internazionale. Le conclusioni dell’Avvocato generale sono tenute in conto dai giudici nella sentenza finale, ma non vincolano la Corte di giustizia dell’Ue, che delibererà su questi due ricorsi nei prossimi mesi. Nel frattempo, è in corso una difficile discussione all’Europarlamento e in Consiglio Ue sulla proposta della Commissione di riformare il Regolamento di Dublino, proprio al fine di prevedere un nuovo meccanismo di redistribuzione equa dei rifugiati in caso di afflusso massiccio di richiedenti asilo.

Roma, 12 giugno 2017 - “Per quanto riguarda il vasto e complesso fenomeno migratorio, è chiaro che poche nazioni non possono farsene carico interamente, assicurando un’ordinata integrazione dei nuovi arrivati nel proprio tessuto sociale: per tale ragione, è indispensabile e urgente che si sviluppi un’ampia e incisiva cooperazione internazionale”.

Così Papa Francesco, nel suo discorso durante la visita al presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.

Praga, 9 giugno 2017 – Il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha attaccato la Repubblica Ceca per la sua riluttanza ad accogliere rifugiati da Grecia e Italia secondo il programma di ricollocamenti europeo. Lunedì il governo di Praga ha detto che non accoglierà un solo rifugiato dai due Paesi. In base al programma biennale Ue in vigore da settembre 2015, il Paese che ha 10,2 milioni di abitanti ha accolto solo 12 migranti dalla Grecia a fronte di una quota prevista di 2.600 su un totale di 160.000 persone da ricollocare.

"Mi rattrista che la Repubblica Ceca abbia accolto solo 12 persone l’anno scorso e nessuno da allora" - ha spiegato Juncker in un discorso all'università Carlo di Praga.  "Per me i cechi e la Repubblica Ceca sono molto europei. Dovrebbero essere europei anche sulle migrazioni".

Cagliari, 8 giugno 2017 - Arresti e perquisizioni in tutta Italia contro l'immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani. L'operazione, iniziata nelle prime ore del mattino, è stata eseguita dagli agenti della Squadra mobile di Cagliari, impegnati contro un'organizzazione criminale nigeriana dedita alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione. Sarebbero 13, stando a quanto riportato dall' "Unione sarda", le persone fermate.

I poliziotti stanno eseguendo le misure emesse dalla locale Procura della Direzione distrettuale antimafia sarda, a carico del pericoloso gruppo di malviventi nigeriani che, secondo gli investigatori, rappresenterebbe l’anello finale di una rete ben radicata in Africa centrale, con collegamenti importanti in Europa. Le Forze dell’ordine stanno dando esecuzione ai provvedimenti restrittivi spiccati dall’autorità giudiziaria a Cagliari e in varie province d’Italia: Reggio Calabria, Perugia, Pistoia e Pescara. Zone nelle quali risiedono alcuni degli indagati raggiunti dalle misure cautelari.

Altri articoli...