Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Roma, 20 marzo 2017 - Gli stranieri antidoto al rischio spopolamento. In una Italia in declino demografico, con un numero di nati mai cosi' basso dal 1861, ci sono 841 comuni in cui nell'ultimo quinquennio (2010-2015) la popolazione e' cresciuta esclusivamente grazie agli immigrati. In questi comuni, che si trovano in ogni area del Paese e hanno dimensioni diverse, risiedono quasi 13,9 milioni di abitanti, ovvero il 23% della popolazione.

E' quanto emerge da un'analisi del Censis realizzata nell'ambito del programma "Fuori dal letargo: soluzioni per una buona crescita". Le crescite maggiori si sono verificate a Collegiove nel Lazio (dove la popolazione nei cinque anni e' aumentata del 13,3%), Camini in Calabria (+12,8%), Baranzate in Lombardia (+10%). Ma non sono solo i comuni piccoli e medi ad aver beneficiato della presenza degli stranieri. Senza immigrati, negli ultimi cinque anni 51 dei 144 comuni italiani con piu' di 50.000 abitanti avrebbero sofferto di una contrazione demografica. Nel quinquennio a Bologna la popolazione cresce di 17.010 residenti, ma i cittadini italiani sono 596 in meno e gli stranieri 17.606 in piu'. A Torino si contano 16.209 residenti in piu' come risultato di una crescita di 28.780 stranieri e una diminuzione di 12.571 italiani. A Napoli i residenti aumentano di 11.413 unita', frutto di un incremento di 24.340 stranieri e di una diminuzione di 12.927 italiani. In termini percentuali, nel periodo le variazioni maggiori si registrano in tre grandi comuni della Lombardia. A Sesto San Giovanni, nonostante la diminuzione dei cittadini italiani, la popolazione complessiva e' aumentata del 6,9%, a Pavia del 5,9%, a Cinisello Balsamo del 5,7%.

C'e' una categoria di comuni, quelli piu' isolati, che distano almeno 75 chilometri dai poli urbani maggiori, che senza immigrati sarebbero a rischio di estinzione. In questi comuni minori, dove vivono piu' di 923.000 abitanti, negli ultimi cinque anni i residenti italiani sono diminuiti di oltre 10.000 unita', mentre gli stranieri sono cresciuti di oltre 13.700, garantendo cosi' un saldo demografico positivo di 3.685 abitanti e quindi una crescita della popolazione dello 0,4%. Fra questi comuni minori, che crescono esclusivamente grazie alla popolazione straniera, che ha compensato l'emorragia di italiani, si trova Ischitella in provincia di Foggia, dove gli immigrati residenti sono 278, cresciuti del 186% nei cinque anni. Poi Sant'Arcangelo in Basilicata, dove vivono 370 migranti, che sono aumentati del 94,7% dal 2010. Poi ancora alcune isole che sono meta di turisti: Ventotene, dove ci sono 91 stranieri su 739 residenti, Isola del Giglio, dove ci sono 129 stranieri su 1.442 residenti, e Pantelleria, con 549 stranieri su 7.701 abitanti. Da alcuni anni pero' le nascite di figli da genitori stranieri si stanno riducendo e nell'ultimo anno crollano rovinosamente. La debolezza delle politiche familiari sta scoraggiando anche gli immigrati, che vedevano nei figli uno strumento di crescita e di riscatto sociale.

Negli ultimi anni si e' registrato un progressivo adattamento della popolazione straniera al nostro modello demografico, fatto di pochi figli partoriti in eta' avanzata. Si e' passati dai 72.096 nati da entrambi i genitori stranieri del 2015 ai 61.000 stimati del 2016, con una riduzione del 15,3%, assai superiore a quella dei nati da donne italiane, fra le quali le nascite si sono ridotte del 2,4%. Il risultato e' che il tasso di fecondita' delle donne straniere negli ultimi cinque anni si e' ridotto da 2,4 a 2,0 figli per donna, e l'eta' media al primo parto e' arrivata a 28,7 anni, piu' vicina ai 32,3 anni delle italiane.

Godega (TV), 20 marzo 2017 - "Chi stupra o commette reati, e non deve essere classificato in base al colore della pelle, alla nazionalita' o alla religione, va punito. Punto e basta". Lo ha dichiarato il presidente del Veneto Luca Zaia, commentando a Godega Sant'Urbano (TV), l'aggressione subita da una donna, da parte di uno straniero mentre stava facendo jogging nelle vicinanze del centro di accoglienza per richiedenti asilo a Bagnoli, nel padovano.

"Il problema - ha aggiunto Zaia - e' che siamo in un paese nel quale per andare in galera si fa molta fatica". Secondo il presidente veneto "se sono veri i fatti riportati dalle agenzie e' l'ennesima prova che questo modo di dare ospitalita' e' da rigettare al mittente. Non possiamo dare ospitalita' ad otto su dieci che non saranno mai riconosciuti come profughi - ha proseguito -, non possiamo far entrare nei nostri territori, in Veneto, persone che vengono dal resto del mondo dei quali non sappiamo nulla. Non sappiamo se facevano le crocerossine oppure se facevano i delinquenti a casa loro".

Roma, 19 mar 2017 - "Attualmente sono circa 15 mila i minori giunti nel nostro paese", la maggior parte dei quali (circa 12 mila) ospitati in strutture degli enti locali. Ad affermarlo e' stata il Capo del Dipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, Gerarda Pantalone nel corso di una audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione ed espulsione.

Il prefetto ha poi definito quello dei minori, spesso non accompagnati, "il problema dei problemi" anche per la mancanza d strutture dedicate.

Roma, 15 marzo 2017 - Quasi 13 milioni di elettori olandesi sono chiamati alle urne oggi per rinnovare i 150 seggi della camera bassa del Parlamento, in un voto considerato come un termometro della febbre populista e xenofoba in Europa, prima delle elezioni presidenziali di aprile/maggio in Francia e quelle legislative in Germania di settembre.

Un appuntamento tanto importante quanto dai tratti incerti. Ancora ieri il 60% dei 12,9 milioni di potenziali elettori si diceva indeciso: se votare e per chi votare. Sono 28 in totale i partiti che si presentano al voto, al termine di una campagna elettorale dominata dal tema dell'identita' e del multiculturalismo e fagocitata negli ultimi giorni dalla crisi diplomatica con Ankara. I seggi sono stati aperti alle 7.30 ora e verranno chiusi stasera alle 21, quando saranno diffusi i primi exit poll, che nelle precedenti elezioni del 2012 risultarono molto affidabili. I primi risultati definitivi dalle circoscrizioni piu' piccole arriveranno gia' in serata, quelli delle grandi citta' non ci saranno prima di notte fonda. Il nuovo Parlamento si insediera' il 23 marzo, e solo allora cominceranno le trattative ufficiali per la formazione del nuovo governo.

Secondo l'ultimo studio pubblicato dal sito Peilingwijzer, il partito liberale conservatore (VVD) del premier Mark Rutte puo' raccogliere il 17% dei voti, quindi 24-28 seggi alla camera bassa del Parlamento, ben al di sotto dei 40 di cui dispone attualmente. Rutte, che si candida per un terzo mandato alla guida di questo Paese di 17 milioni di abitanti con il 5% di popolazione musulmana, ha detto di volersi "battere con tutte le sue forze" per "evitare di risvegliarsi il 16 marzo in un Paese in cui Geert Wilders e' la maggiore forza politica".

Cavalcando l'onda dei sentimenti anti-immigrati in Europa, il leader del Partito per la Liberta' (PVV) di Wilders ha visto il consenso ridursi nelle ultime settimane, con il 14% delle intenzioni di voto e 20-14 seggi. "Se volete che i Paesi Bassi tornino a noi, allora cacciate quest'uomo e mettete me nella Torentje", l'ufficio del primo ministro, ha detto il deputato anti-islam in un acceso faccia a faccia televisivo con il primo ministro. Se anche il partito di Wilders dovesse risultare la prima forza politica in Olanda, difficilmente potra' governare il Paese, poiché tutti i maggiori partiti hanno escluso di potersi alleare con lui. Verosimilmente, in un paesaggio politico cosi' frammentato, risultato di un sistema proporzionale senza soglia di sbarramento, il futuro governo avra' bisogno probabilmente di quattro cinque partiti per nascere.

Roma, 19 marzo 2017 - "Forte contrarietà" rispetto all'abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e alla sostanziale abolizione del contraddittorio nell'unico grado di giudizio, limitato da una procedura semplificata priva del dibattimento.

Ad esprimere critiche al ai decreti Minniti-Orlando su immigrazione e sicurezza sono una serie di realta' dell'associazionismo e del volontariato (tra queste A Buon Diritto, ACLI, Antigone, ARCI, CGIL, Centro Astalli, CISL, Comunita' di S.Egidio, Fondazione Migrantes della Cei, Legambiente) che hanno lanciato un Appello per un'assemblea pubblica il 21 marzo, in occasione della Giornata Internazionale contro il razzismo. Con il provvedimento governativo, secondo le realta' associative e della societa' civile, ad esempio, "non solo viene violato il diritto di difesa di cui all'art. 24 della Costituzione, ma si preclude al giudice la valutazione in concreto della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini della valutazione sul rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari".

Critiche anche al Decreto 'Sicurezza', entrato recentemente in vigore ed in fase di conversione in Parlamento. Provvedimenti che rappresenterebbero "un passo indietro sul piano dei diritti e della civilta' giuridica del nostro Paese". "Riteniamo inaccoglibile - affermano le associazioni - la pretesa di ricondurre la materia del 'decoro urbano' al tema della sicurezza, avallando una concezione dell'ordine pubblico che non produce vera sicurezza ma, al contrario, rischia di creare maggiore insicurezza criminalizzando la marginalita' sociale senza preoccuparsi di intervenire per combattere la poverta' e la marginalita' di un numero crescente di cittadini".

Sono stati inaugurati ieri a Roma due  innovativi percorsi di alta formazione dedicati ai mediatori interculturali. Si tratta del Corso di Laurea triennale per Mediatori per l’Intercultura e la Coesione Sociale in Europa e del Corso di Alta Formazione per Mediatori Interculturali,  avviati entrambi nel corrente accademico presso Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.

 Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria

Presenti all’evento  Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il viceprefetto Maria Eleonora Corsaro, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, e Salvatore Berlingò, rettore dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.

I corsi, di livello universitario, intendono formare operatori capaci di svolgere la preziosa attività di mediazione tra i cittadini immigrati, i rifugiati, le istituzioni e la società civile, rafforzando la preparazione di una figura professionale, quella del mediatore, che svolge un ruolo chiave per favorire l’integrazione dei nuovi italiani.

I due corsi sono promossi da Sant’Egidio in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con il Ministero dell’Interno, che ha contribuito al finanziamento con il FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) e si basano su un’esperienza maturata presso l’Università per Stranieri di Perugia.

Corso di laurea per "Mediatori per l’intercultura e la Coesione sociale in Europa

In particolare, il Corso di laurea per "Mediatori per l’intercultura e la Coesione sociale in Europa" è strutturato in modo da fornire agli studenti le competenze e le capacità, non solo linguistiche, ma altresì socio-assistenziali, pedagogiche, economiche e giuridiche, necessarie ad interagire con le culture e le popolazioni dei Paesi del Bacino del Mediterraneo o permeati delle civiltà che in esso hanno avuto origine (come i Paesi ispano-americani), nella prospettiva di uno sviluppo delle relazioni sociali interculturali e multietniche e della eliminazione di situazioni di disagio, riferite a singoli come pure a gruppi e comunità anche di immigrati.  

I laureati possono trovare sbocchi occupazionali nelle strutture di servizio alla persona, frutto di iniziative della società civile (volontariato, enti no profit, organizzazioni non governative) o emanazione di istituzioni pubbliche nei settori scolastici, assistenziali, giudiziari, sanitari, nelle reti di scambi commerciali e turistici, negli ambiti della formazione e della ricerca. 

Per ulteriori informazioni: Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.

Roma, 15 marzo 2017 - Manifestazione e sit-in in piazza Montecitorio delle associazioni di migranti e di alcune realta' dell'associazionismo italiano, come la "Casa dei diritti sociali", per protestare contro il decreto Minniti sull'immigrazione per chiedere piu' facilitazioni per quanto riguarda la concessione dei permessi di soggiorno.

Ad inscenarla alcune centinaia di migranti che hanno voluto, cosi', chiedere piu' diritti e del riconoscimento per la loro permanenza in Italia spesso da molti anni.

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