Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Roma, 30 ottobre 2017 - Un bengalese è stato aggredito e lasciato ferito a terra. E' accaduto la scorsa notte in piazza Cairoli, a Roma, e sul posto è intervenuta la polizia dopo aver ricevuto la segnalazione. Immediato l’invio, da parte della sala operativa della Questura, delle pattuglie in zona, che, anche grazie a una sommaria descrizione degli aggressori, fornita da alcuni testimoni, sono riusciti a risalire ai ragazzi.

Dopo pochi minuti gli agenti dei commissariati Colombo e Trevi hanno infatti fermato in via delle Botteghe Oscure cinque giovani, tutti identificati, che sono stati accompagnati negli uffici di Polizia per i dovuti accertamenti. Per uno dei cinque, di 18 anni, ritenuto responsabile materiale della violenta aggressione, è scattato l’arresto per il reato di tentato omicidio in quanto la vittima è ricoverata in ospedale con una prognosi di 30 giorni. In particolare l'uomo ha riportato gravi lesioni e fratture al viso per un calcio sferrato dal ragazzo.

Per gli altri quattro giovani fermati, uno di 19 anni, due di 18, e uno di 17, è scattata la denuncia per i reati di lesioni e percosse. Alla base dell’accaduto, fa sapere la polizia, sembrano esserci motivazioni razziali: "Negro", "Extracomunitario tornatene a casa tua", ll branco avrebbe urlato contro l'uomo insulti e frasi come queste. La vittima era insieme a un egiziano, che è riuscito però a defilarsi.

Città del Vaticano, 30 ottobre 2017 - “Responsabilità comune dei leader è favorire un’Europa che sia una comunità inclusiva, libera da un fraintendimento di fondo: inclusione non è sinonimo di appiattimento indifferenziato. Al contrario, si è autenticamente inclusivi allorché si sanno valorizzare le differenze, assumendole come patrimonio comune e arricchente. In questa prospettiva, i migranti sono una risorsa più che un peso”. Sono le parole di papa Francesco che in Vaticano ha incontrato i vertici della Comunità europea per un simposio sul contributo dei cristiani alla costruzione dell’Europa.

Lo stesso Francesco ha anche invitato in primo luogo i cristiani “a meditare seriamente l’affermazione di Gesù: ‘Ero straniero e mi avete accolto’. Soprattutto davanti al dramma dei profughi e dei rifugiati, non ci si può dimenticare – ha insistito il pontefice – il fatto di essere di fronte a delle persone, le quali non possono essere scelte o scartate a proprio piacimento, secondo logiche politiche, economiche o perfino religiose”. Un approccio questo che, secondo Francesco, “non è in contrasto con il dovere di ogni autorità di governo di gestire la questione migratoria con la virtù propria del governante, cioè la prudenza, che deve tener conto tanto della necessità di avere un cuore aperto, quanto della possibilità di integrare pienamente coloro che giungono nel paese a livello sociale, economico e politico”.

Ma davanti a tutto ciò, ha concluso, “non si può pensare che il fenomeno migratorio sia un processo indiscriminato e senza regole, ma non si possono nemmeno ergere muri di indifferenza o di paura. Da parte loro, gli stessi migranti non devono tralasciare l’onere grave di conoscere, rispettare e anche assimilare la cultura e le tradizioni della nazione che li accoglie”.

Roma, 27 ottobre 2017 - È finito sotto accusa il sussidiario "Diventa protagonista" - utilizzato nelle scuole elementari - del gruppo editoriale Il Capitello per una pagina sui migranti e sulla fuga dei cervelli dall'Italia, in cui si associa la parola "migranti" a termini come "profughi" e "clandestini". Nel paragrafo in questione si collega anche la difficile condizione e integrazione degli stranieri in Italia al malessere manifestato talvolta dai cittadini. Parole, queste, che hanno suscitato polemiche e che hanno spinto anche l'ex sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, a intervenire: "Libri adottati per formare i cittadini di domani all'intolleranza". La replica dell'editore alle polemiche: "Il testo è una fotografia realistica della situazione. Siamo comunque pronti ad accettare consigli costruttivi per delle correzioni".

La segnalazione di Baobab
A segnalare la pagina è stata con un post su Facebook una mamma di Monza, che ha fotograto il libro utilizzato in classe da sua figlia. A diffondere sui social la foto è stato poi il collettivo Baobab Experience, attivo da molti anni nell’accoglienza dei migranti in transito a Roma. Questo il testo in questione: "È aumentata la presenza di stranieri, provenienti soprattutto dai paesi asiatici e del Nord Africa", si legge nel paragrafo contestato, "molti vengono accolti in centri di assistenza per i profughi e sono clandestini, cioè la loro permanenza in Italia non è autorizzata dalla legge". Continua poi il testo sulle condizioni economiche dei migranti: “Nelle nostre città gli immigrati vivono spesso in condizioni precarie: non trovano un lavoro, seppure umile e pesante, né case dignitose. Perciò la loro integrazione è difficile: per motivi economici e sociali, i residenti talvolta li considerano una minaccia per il proprio benessere e manifestano intolleranza nei loro confronti". Baobab commenta nel tweet in cui allega la foto della pagina del sussidiario: "Speravamo che fosse tutto finto, invece è vero. Questo è quello che si racconta su un sussidiario di quinta elementare. Qualcuno deve risponderne".

La replica dell'editore: "Fotografia realistica della situazione"
La casa editrice "Il Capitello" ha affidato la propria replica a una dichiarazione scritta: “Basta leggere senza pregiudizi il testo 'incriminato' per accorgersi che si tratta di una fotografia purtroppo realistica della situazione attuale", spiega Alessandro Castellano, figlio di uno dei tre fratelli fondatori della casa editrice torinese. "Anzi, se proprio si vuole dare una connotazione, il testo suggerisce esattamente l’opposto di quanto ci viene rimproverato. Semmai emerge la considerazione che i residenti tendono a interpretare in modo distorto la questione degli immigrati". Castellano vuole infine precisare che "la nostra casa editrice vanta una tradizione democratica, da sempre evidente nei testi pubblicati. E, proprio per questo, è disponibile e aperta a consigli e suggerimenti costruttivi per eventualmente rivedere quanto pubblicato".

Milano, 24 ottobre 2017 - L’Italia è al primo posto in Europa per numero di acquisizioni di cittadinanza, in controtendenza nell’area dell’Unione Europea dove le concessioni di cittadinanza stanno invece diminuendo. Lo ha segnalato la Fondazione Ismu di Milano, spiegando che nell’arco degli ultimi dieci anni le acquisizioni di cittadinanza italiane sono aumentate velocemente: dalle 35mila del 2006 si è passati alle 101mila nel 2013, 130mila nel 2014, 178mila nel 2015, per raggiungere il numero di 202mila nel 2016. Nel 2006 le acquisizioni erano state poco più di un sesto di quante concesse nel 2016, e quindici anni fa, nel 2002, erano appena 12mila. In questo contesto, se consideriamo il panorama europeo, l’Italia è al primo posto in Europa per numero di cittadinanze concesse durante il 2015 (ultimo anno disponibile in cui è possibile un confronto internazionale secondo Eurostat), seguita da Regno Unito (con 118mila cittadinanze concesse), Spagna e Francia (114mila), Germania (110mila), Svezia (49mila), Belgio e Paesi Bassi (27-28mila). Complessivamente, dal 2007 al 2016 le acquisizioni di cittadinanza in Italia sono state 956mila, che portano il totale di “residenti stranieri o con un recente passato con cittadinanza non italiana” che sfiora i 6 milioni.

Napoli, 30 ottobre 2017 - Il governo lavorerà per arrivare all’approvazione della legge sullo Ius soli. Lo ha spiegato Paolo Gentiloni parlando alla conferenza programmatica del Pd. “Ci sono leggi importanti, come quella sulla cittadinanza, su cui lavoreremo per creare le condizioni perché possa essere approvata dal Parlamento”.

Roma, 26 ottobre 2017– Al 31 dicembre 2016 il numero dei cittadini stranieri residenti in Italia (5.047.028) è aumentato di appena 20.875 persone rispetto al 2015; eppure tra sbarchi, altri flussi in arrivo e cancellazioni anagrafiche, i movimenti migratori hanno interessato quasi 1 milione di persone. Lo si legge nel Dossier Statistico Immigrazione 2017 elaborato Centro Studi Idos e Confronti. L’esiguo aumento netto di questa popolazione è stato anche determinato dal gran numero di acquisizioni della cittadinanza italiana.

Colpisce la crescente consistenza del pluralismo religioso: la Moschea di Roma Monte Antenne è la più grande d’Europa, così come lo sono il Centro Culturale Ikeda per la Pace di Milano della comunità buddhista, inaugurato nel 2016, e il Tempio di Settebagni, alle porte di Roma, della comunità mormone (Chiesa di Gesù e dei Santi degli ultimi giorni).

Dai primi anni del 2000 persiste la netta prevalenza dei cristiani (53,0%), tra i quali gli ortodossi sono i più numerosi, seguiti dai cattolici e dai protestanti (rispettivamente circa 1,5 milioni, quasi 1 milione e più di 250.000 tra protestanti e altre comunità cristiane). La rilevante incidenza dei musulmani, pari a un terzo dell’intera presenza straniera (1,6 milioni di persone), non giustifica il timore di un’invasione e l’atteggiamento contro l’islam. Discreta la presenza di fedeli di religioni orientali (tra gli altri, induisti 150.800 e 3,0% del totale, buddhisti 113.900 e 2,3%), senza contare i gruppi religiosi minori e gli atei.

Nel 2016 si sono trasferiti all’estero, cancellandosi dalle anagrafi comunali, 42.553 cittadini stranieri e 114.512 italiani. In entrambi i casi si tratta di una sottostima dei movimenti reali. L’Istat ha cancellato d’ufficio (in quanto irreperibili) altri 122.719 stranieri, mentre, sulla base degli archivi dei paesi nei quali si sono indirizzati in prevalenza gli emigrati italiani (Germania e Regno Unito), il Dossier stima che, complessivamente, nel 2016 siano espatriati almeno 285.000 italiani.

Roma, 24 ottobre 2017 - Quello dei migranti è “uno dei temi che rischia di creare più tensioni nelle nostre democrazie ma è un problema con cui dobbiamo abituarci a fare i conti, perché non possiamo illuderci di non avere più i flussi di migranti e rifugiati ma organizzarli, regolarli e renderli compatibili con i nostri sistemi e non in mano alla criminalità dei trafficanti di esseri umani. Insomma il problema non è chiudere un rubinetto ma gestire il fenomeno in modo legale e organizzato, questo è l’impegno del governo su cui abbiamo ottenuto qualche risultato”. Lo ha spiegato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, parlando alla sede di Generali Italia di Mogliano Veneto.

Altri articoli...