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Sab, Gennaio

Roma, 4 gennaio 2019 – Sea Watch e Mediterraneo partono oggi con due imbarcazioni da Malta per portare sostegno e rifornimenti alla nave Sea Watch 3, da 14 giorni in mare in attesa di vedersi assegnare un porto dove far sbarcare i 32 migranti, tra cui tre bambini piccoli, tratti in salvo nel Mediterraneo centrale il 22 dicembre scorso. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dalle due ong. “Questa missione ha tra i suoi scopi quello di portare supporto logistico e materiale alla nave, consentendo il cambio equipaggio e i rifornimenti – si legge nella nota – di permettere ai parlamentari tedeschi di rendersi conto della situazione a bordo per poter fare pressione sul governo di Berlino che non ha ancora dato risposta positiva alla richiesta di decine di città tedesche disponibili ad accogliere le persone salvate… e di spingere gli Stati europei, a cominciare da Malta e dall’Italia, a dare un porto sicuro, come il diritto di mare prevede, alle 49 persone soccorse dalla Sea Watch e dalla Professor Albrecht Penck di Sea-Ey.

Roma, 4 gennaio 2019 – “Ti chiediamo, caro Presidente, di farti garante affinché l’Associazione su queste ed altre questioni cruciali non venga usata strumentalmente per sostenere le posizioni politiche di una parte del Paese. Certi del tuo impegno ti invitiamo a convocare i massimi organismi dell’associazione per avviare un confronto sul tema del decreto sicurezza che elimini alla radice il rischio di una grave lesione dei principi che stanno alla base dell’azione dell’Anci”. Così una lettera che sarà indirizzata al Presidente dell’Anci Antonio Decaro da parte dei primi cittadini delle città di Verona, Novara, Ascoli Piceno, Terni, Arezzo, Grosseto, Chieti, L’Aquila, Monza, La Spezia Imperia, Andria, Terni, Alessandria, Vicenza, Avola, Domodossola, Treviso, Mortara, Cinisello Balsamo, Morazzone, Piacenza, Gottolengo, Sartirana Lomellina, Mede Lomellina, Torreberetti, Castellaro che tra gli altri chiedono la convocazione degli organismi dirigenti dell’Associazione per discutere di tematiche importanti come quella dell’immigrazione evidenziando l’importanza dell’Associazione e delle decisione da intraprendere collegialmente. Molte sono le adesioni che stanno arrivando in queste ore da parte di altri Sindaci, chiarisce una nota. “Un’Associazione – si legge nella nota – che sin dalla sua costituzione ha inteso perseguire gli interessi generali fissati dall’assemblea dei soci e dagli altri organismi associativi e non interessi politici di parte. La forza e la credibilità dell’Anci, negli anni, sono dipese proprio dalla capacita di formulare indirizzi che risultassero rappresentativi di tutti comuni associati”. “Nella tua dichiarazione – scrivono i Sindaci al Presidente dell’Anci – fai riferimento alla posizione assunta all’unanimità dalla commissione immigrazione dell’Anci ma non può sfuggirti che, vista la delicatezza della materia, la posizione ufficiale dell’Anci deve necessariamente scaturire da un confronto che coinvolga i massimi organismi dell’associazione a partire dal direttivo e dal consiglio nazionale. Per quanto ci riguarda i sottoscritti sindaci sono convinti che il Decreto Sicurezza contenga norme principi giusti e condivisibili. La gestione dell’immigrazione in questi ultimi anni ha aumentato il senso di insicurezza e il disagio sociale dei cittadini. La cancellazione dei flussi programmati e l’equiparazione tout court tra rifugiati e migranti economici ha prodotto conseguenze che era doveroso contrastare agendo alla radice di quella equiparazione”. “In Italia - sottolineano - d’ora in avanti si accoglie solo ed esclusivamente chi ha diritto e chi rispetta le regole, senza aprire le porte indiscriminatamente, così come avviene negli altri paesi europei che peraltro ci hanno completamente lasciati soli nella gestione del fenomeno. Anche alla luce di queste nostre convinzioni, chiediamo che Anci non dia la sensazione di aderire tout court alle tesi del “partito dell’accoglienza” e che si faccia carico anche della sensibilità di tantissimi sindaci di città piccole, medie e grandi che guardano al decreto sicurezza come a un necessario, e da tempo auspicato, strumento normativo che ha favorito un cambio di paradigma rispetto alla questione dell’accoglienza”.

Roma, 3 gennaio 2018 - Nel 2018, sono stati 57.250 gli immigrati arrivati in Spagna dall'Africa attraversando il Mediterraneo. Una cifra doppia rispetto al 2017. Oltre a quelli sbarcati, 769 sono morti nella traversata, secondo quanto riportato dall'Organizzazione Mondiale per i Migranti (Oim). Il numero di morti è triplo rispetto ai 223 morti nel 2017. La Spagna, riferisce l'organizzazione, è diventata la porta principale dell'immigrazione irregolare che arriva dall'Africa, davanti all'Italia, alla Grecia, a Cipro e Malta. Il balzo in avanti è dovuto alla politica dei porti chiusi di Italia e Malta e la chiusura della rotta dalla Turchia alla Grecia.     La maggioranza degli immigrati che arrivano in Spagna hanno come destinazione altri Paesi europei e verranno rimandati nei Paesi d'origine, che sono, per la maggior parte, Marocco, Guinea e Mali.    

Roma, 2 gennaio 2019 - "Più sicurezza, più lavoro, più attenzione agli ultimi, diritto alla salute, allo studio e ad uno sport sano e civile, un'Europa diversa più attenta ai cittadini e non più schiava della finanza e delle multinazionali. Condivido le riflessioni del Presidente e le faccio mie, col lavoro che ho già fatto e quello che farò nei prossimi mesi". E' il commento a caldo del ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini, sul discorso del presidente Mattarella.  "Sono contento - afferma il vicepremier e ministro dell'interno, Matteo Salvini in diretta Facebook per l'ultimo dell'anno - che il Presidente Mattarella abbia cominciato il suo discorso parlando di sicurezza: abbiamo dimostrato che volere è potere, l'Italia ha riconquistato i suoi confini".      "Tutto questo grazie a voi", ha commentato Salvini.

Roma, 3 gennaio 2019 – “Come hanno pensato di aprire l’anno nuovo alcuni sindaci, guardacaso di sinistra? Dicendo non applicheremo il decreto sicurezza approvato dal Parlamento, dal governo e firmato dal presidente della Repubblica. Hanno applaudito il discorso di Mattarella, che a me peraltro è molto piaciuto, e contestano un decreto firmato e promulgato dallo stesso presidente della Repubblica. Per loro è un decreto disumano e criminogeno”. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, replica così in diretta su facebook al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha deciso di non applicare il decreto sicurezza. “Vuoi disobbedire? Disobbedisci pure, non ti mando l’esercito, la polizia, i carabinieri: mi spiace per i tuoi concittadini che da stamattina mi stanno riempendo la casella di posta imbufaliti dicendomi ‘con tutti i problemi che abbiamo…’. Agli immigrati irregolari – ha aggiunto Salvini – l’Italia e gli italiani hanno dato anche troppo. Per quello che mi riguarda in questo paese fin quando sarò ministro si entra bussando la porta e dicendo grazie. Io lavorerò nel 2019 per aumentare le espulsioni e i rimpatri”.

Palermo, 3 gennaio 2019 – E’ guerra aperta tra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Terreno di scontro è il Decreto Sicurezza. Il primo cittadino palermitano ha infatti deciso di sospendere l’applicazione del documento in attesa di conoscere l’esito degli approfondimenti giuridici chiesti al responsabile dell’anagrafe, per comprendere se e quali violazioni potrebbero derivare dall’applicazione del testo. “In un quadro di riferimento che alimenta, col contribuito di questo governo, l’odio verso i diversi – ha detto Leoluca Orlando -, il decreto 132/2018 costituisce un esempio di provvedimento disumano e criminogeno. Disumano perchè eliminando la protezione umanitaria toglie ogni residuo di comprensione nei confronti del dramma dei migranti, ma anche criminogeno perchè trasforma in illegale la posizione legale di chi ha il permesso di soggiorno ottenuto per ragioni umanitarie e che alla sua scadenza non viene riconfermato perchè non c’è più la protezione umanitaria”. Orlando ha quindi annunciato: “Darò disposizione formale agli uffici comunali di servizio al cittadino di sospendere il decreto perchè non posso essere complice di una violazione palese di diritti umani, quelli previsti dalla Costituzione, come scuola e salute, nei confronti di persone oggi legalmente presenti sul territorio nazionale”. A stretto giro di posta è arrivato il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che attraverso twitter ha detto: “Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare “disobbedienza” sugli immigrati”. “Ma a voi dei vostri concittadini italiani che vi pagano lo stipendio non interessa nulla? A Napoli e a Palermo non ci sono italiani che hanno bisogno di una casa, di un lavoro, di assistenza? Oggi i sindaci del Pd lanciano una crociata contro il decreto sicurezza. Immagino che rinunciate anche a tutti i soldi che il decreto aggiuge per le vostre città…”. “Per Palermo – ricorda il leader della Lega – c’è mezzo milione per la videosorveglianza, 1,2 milione di fondo per la sicurezza urbana nel 2019, 200mila euro per scuole sicure nel 2018. Cosa fate? Prendete i soldi e boicottate il decreto?”.

Roma, 2 gennaio 2019 – Un volontario britannico a bordo della nave Sea Watch ha lanciato un drammatico appello perché venga dato il via libera allo sbarco dei 32 migranti tratti in salvo il 22 dicembre al largo di Malta. La nave della ong tedesca “non sa ancora dove andare” dopo giorni di navigazione tra Malta e Lampedusa, mentre stanno peggiorando le condizioni meteo. “Nessun porto europeo vuole fornire un rifugio” ai migranti, ha detto Robin Jenkins, il cui appello è stato rilanciato oggi dall’Independent. “Queste persone sono fuggite da sfruttamento, schiavitù, violenza e dall’incubo che è oggi la Libia”, ha aggiunto. Tra i migranti soccorsi ci sono tre bambini piccoli, tre adolescenti non accompagnati e quattro donne, provenienti da Nigeria, Libia e Costa d’Avorio. Sulla propria pagina Facebook il volontario ha pubblicato le fotografie di due bambini, di sei e sette anni, esprimendo preoccupazione per l’approcciarsi di una tempesta. “Tutto quello che chiedono è l’opportunità di vivere la loro vita come ogni altro essere umano”, ha scritto. Due giorni fa un’altra ong tedesca, Sea-Eye, ha soccorso altri 17 migranti ed è in attesa di conoscere dove farli sbarcare. Contattato dalla France presse, un portavoce del governo di Berlino ha spiegato che la Germania accetterà di accogliere i migranti solo in condivisione con altri paesi europei, come è accaduto negli ultimi mesi dopo la decisione dell’Italia di chiudere i proprio porti. Il portavoce ha quindi riferito di negoziati in corso tra Berlino e diversi Stati membri dell’Ue, in particolare l’Olanda

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