Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Chemnitz, 3 settembre 2018 - Almeno 18 persone sono state ferite a margine di nuove manifestazioni i nella città tedesca di Chemnitz, epicentro della contestazione anti-migranti dell’estrema destra contro la quale il ministro degli Esteri ha lanciato un appello alla mobilitazione generale. Secondo un bilancio pubblicato ieri dalla polizia, scontri con le forze dell’ordine sono scoppiati nel corso della dispersione di due cortei che hanno visto la partecipazione di più di 11.000 persone. Da una parte, circa 8.000 simpatizzanti della destra ultra anti-migranti hanno marciato per le strade di questa città sassone dell’ex Rda, in omaggio ad un tedesco di 35 anni ucciso una settimana fa a coltellate. La polizia ha arrestato nell’ambito delle indagini un richiedente asilo iracheno e un siriano. Dall’altra circa 3.000 simpatizzanti di sinistra hanno organizzato una contro manifestazione per denunciare l’estrema destra. Fra i feriti, quasi tutti lievi, figurano tre poliziotti. La Sassonia, nella Germania orientale ex comunista, è tornata alla ribalta per gli incidenti xenofobi dopo l’accoltellamento che domenica mattina ha ucciso il 35enne a Chemnitz e che ha fatto esplodere proteste degenerate almeno la settimana scorsa in una vera e propria caccia allo straniero per le strade da parte di gruppi di estrema destra.

Roma, 31 agosto 2018 - La Procura di Agrigento ha trasmesso ai pm di Palermo il fascicolo d'indagine sul ministro dell'Interno Matteo Salvini e sul capo di gabinetto Matteo Piantedosi, indagati per il trattenimento illegale dei migranti soccorsi dalla nave Diciotti.
A portare gli atti del procedimento, che entro 15 giorni la Procura di Palermo dovrà trasmettere al tribunale dei ministri con eventuali richieste, anche istruttorie, sarà la Guardia costiera a cui i pm agrigentini hanno delegato l'inchiesta.
Salvini e Piantedosi sono indagati per sequestro di persona a scopo di coazione, sequestro di persone, omissione di atti d'ufficio, abuso d'ufficio e arresto illegale. Nel fascicolo trasmesso alla Procura di Palermo, oltre ai verbali con le testimonianze dei funzionari del Viminale e degli ufficiali della Guardia costiera sentiti, c'è la memoria dei pm che illustra gli aspetti tecnico-giuridici del caso.

Roma, 30 agosto 2018 - Un invito a lottare contro xenofobia, odio interreligioso, odio razziale e traffici di esseri umani è stato lanciato oggi dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, nel suo discorso al Consiglio permanente dell’Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce), di cui è l’Italia è presidente di turno. “Dobbiamo lottare contro elementi che possono turbare il quadro: xenofobia, odio interreligioso, addirittura rigurgiti di odio interrazziale, concetti che pensavamo superati con il nuovo millennio, ebbene li abbiamo ancora davanti”, ha denunciato il capo della diplomazia italiana. “Avremo a Roma nel mese di ottobre – ha proseguito – una conferenza dedicata alla lotta ogni intolleranza e discriminazione, che include la lotta senza quartiere ai trafficanti di esseri umani e alle violenze sugli esseri umani che si muovono dalle loro terre d’origine per cercare una situazione migliore, per fuggire situazioni estremamente difficili”. Il ministro poi ha sottolineato l’importanza d’intervenire nei paesi di provenienza dei migranti. “Noi – ha detto – dobbiamo intervenire nelle terre di origine di queste persone per migliorare la realtà socioeconomica. Il continente europeo è stato per secoli un continente di persone che emigravano altrove. Oggi è un continente dove le persone immigrano, ma non possiamo dimenticare ciò che siamo stati nella diversità dei diversi fenomeni, delle diverse epoche. Dobbiamo intervenire con un’azione di cooperazione di sviluppo che favorisca la crescita, che favorisca il miglioramento delle condizioni socio-economiche dei paesi dai quali queste persone partono. Nessuno ama lasciare la propria terra, soprattutto quando i movimenti riguardano un enorme numero di persone”.

Roma, 30 agosto 2018 - Il ministro dell’Interno Matteo Salvini torna ad attaccare il presidente francese Emmanuel Macron sul tema dei migranti. “Più di 40.000 respingimenti alle frontiere francesi con l’Italia dall’anno scorso, altro che solidarietà e accoglienza. Macron abbia il buon gusto di tacere e non dare lezioni agli italiani”, dice Salvini in una nota, e poi ribadisce su Facebook: “Al posto di dare lezioni agli altri, inviterei l’ipocrita presidente francese a riaprire i confini e accogliere le migliaia di rifugiati che aveva promesso di prendere. L’Italia non è più il campo profughi d’Europa, la pacchia per scafisti e buonisti è finita!”. “Da inizio 2017 ad oggi – prosegue il titolare del Viminale – la Francia del ‘bravo Macron’ ha respinto più di 48.000 immigrati alle frontiere con l’Italia, comprese donne e bambini. Sarebbe questa l’Europa ‘accogliente e solidale’ di cui parlano Macron e i buonisti?”, conclude Salvini.

Venezia, 31 agosto 2018 - Sulla gestione dell’emergenza migranti “stiamo facendo un sacco di proposte all’Europa: per il momento stiamo raccogliendo una sequela infinita di no, da Macron e dagli altri, abbiamo quasi esaurito i bonus dei no a disposizione, poi faremo da soli. Non ci mancano le idee e la fantasia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a Venezia a margine della firma del nuovo protocollo legalità per la Pedemontana Veneta con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. In particolare sulla missione Sophia, ha detto Salvini, “abbiamo chiesto come estremo gesto di volontà quantomeno la condivisione dei porti di sbarco, perchè noi ci facciamo carico di salvare decine di migliaia di vite umane”, ma “se arriverà l’ennesimo nodovremo valutare l’opportunità di continuare a spendere soldi, per una missione che sulla carta è internazionale, ma che poi in sostanza tutti gli oneri sono a carico di 60 milioni di italiani”.

Roma, 30 agosto 2018 - Con l’accusa di frodi nella gestione delle strutture di accoglienza per i migranti i carabinieri di Signa e la guardia di finanza del Comando provinciale di Firenze hanno arrestato (ai domiciliari) due persone e notificato ad altre due una misura di interdizione da incarichi societari all’interno delle stesse strutture. Le misure cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Firenze, su richiesta della Procura di Firenze. L’operazione conclude un’indagine avviata nel 2014 nei confronti degli aggiudicatari diretti e indiretti (attraverso cooperative del terzo settore) di bandi di gara indetti dalla Prefettura per la gestione dei servizi di prima accoglienza nei confronti di migranti. I bandi di gara prevedevano, in capo ai vincitori, la sistemazione logistica dei migranti e la fornitura di numerosi servizi a loro favore (come mediazione linguistica, lavanderia, barberia, consegna pocket money, tessere telefoniche, assistenza sanitaria). Le indagini dei carabinieri, svolte anche attraverso testimonianze acquisite direttamente dai migranti, hanno fatto emergere una non corretta erogazione dei servizi previsti e le pessime condizioni igienico-sanitarie in cui versavano i locali. Inoltre è stata accertata la presenza di “ospiti” in sovrannumero rispetto alla capienza massima prevista dalle singole strutture. Successivamente le indagini tecniche e l’esame della documentazione e dei supporti informatici sequestrati durante le perquisizioni (a cui si sono aggiunti dal 2017 approfondimenti economico-finanziari dei militari della Guardia di Finanza di Firenze) hanno permesso di rilevare molteplici irregolarità di natura penale e fiscale a carico delle cooperative appaltatrici: incompleta giustificazione dei costi sostenuti per l’erogazione dei servizi (a fronte delle somme elargite dalla Prefettura di Firenze), mancata documentazione dei costi per il personale impiegato nell’attività, mancata erogazione dei pocket money nei confronti di almeno 300 migranti per l’impossibilità di identificazione, omessa fornitura della ricarica telefonica di 15 euro per ogni ospite, contestuale registrazione di alcuni migranti presso diversi centri di accoglienza dislocati in varie località. La Procura ha così richiesto e ottenuto dal gip del Tribunale di Firenze le misure cautelari per il reato di frode nelle pubbliche forniture. Eseguite anche perquisizioni domiciliari per l’individuazione di ulteriori elementi probatori di rilevante interesse sotto il profilo tributario.

Roma, 29 agosto 2018 - E' arrivato a Rocca di Papa nella notte, intorno alle 2.15, il secondo pullman con a bordo i migranti della Diciotti. Il mezzo - partito ieri dall'hotspot di Messina assieme al primo pullman - si era fermato nei pressi di Salerno a causa di un guasto, per poi ripartire. "C'è stato un abbraccio commosso tra gli ospiti e i nuovi arrivati. I ragazzi erano stremati", hanno riferito gli operatori del centro 'Mondo Migliore' a Rocca di Papa, dove i profughi, tutti eritrei, resteranno per qualche giorno prima di essere distribuiti in varie diocesi che hanno dato disponibilità.
I cento profughi hanno viaggiato a bordo di due pullman privati, scortati dalla polizia. Al loro arrivo nella cittadina laziale gli eritrei sono stati accolti da una folla divisa fra contrari e favorevoli all'accoglienza.
Altri 39 naufraghi sono rimasti invece nell' hotspot di Messina in attesa di essere trasferiti in Irlanda e Albania, nazioni che hanno dato la disponibilità ad accoglierli.

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