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Praga, 6 giugno 2017 - Il governo della Repubblica ceca ha annunciato che non accoglierà più alcun migrante dall’Italia e dalla Grecia, respingendo quindi definitivamente il sistema di ricollocamento stabilito dalla Commissione Ue. La decisione è stata presa dall’esecutivo di Praga, su proposta del ministro dell’Interno, il socialdemocratico Milan Chovanec.

Quella di ieri è una reazione esplicita all’intenzione della Commissione Ue di avviare una procedura di infrazione contro i paesi del Gruppo di Visegrad – Repubblica ceca, Polonia, Ungheria e Slovacchia – che respingono il sistema della redistribuzione dei profughi. Il governo ceco ha ribadito di considerare questo sistema inutile, non funzionante e piuttosto rischioso in termini di sicurezza. Praga si ferma quindi ai dodici migranti fatti giungere dalla Grecia lo scorso anno, rispetto ai circa 2600 che avrebbe dovuto accoglierne.

Firenze, 6 giugno 2017 - Seconda edizione per il progetto “Migranti bonificatori”. Circa 200 puliranno l’asta dell’Arno, senza escludere qualche affluente come la Sieve o l’Ombrone pistoiese. L’intervento lungo gli argini inizierà a fine giugno e il lavoro volontario dei giovani richiedenti asilo, che senza utilizzo di macchinari raccoglieranno i rifiuti sulle sponde, sarà preceduto anche quest’anno da un’adeguata formazione realizzata in collaborazione con l’agenzia Chiantiform. Il corso si concluderà con un attestato, utile per futuri percorsi di formazione professionale.

In tutto, per l’edizione 2017, saranno circa duecento i migranti che si alterneranno nell’attività volontaria, in gran parte provenienti dall’Africa sub sahariana e dall’Asia. L’anno scorso, tra Firenze, Pistoia e Lucca, sono stati una quarantina. In questi giorni si stanno firmando le diverse convenzioni per poi partire.

Padova, 5 giugno 2017 2 - Chiudere tutti i grandi centri di accoglienza per i migranti, compreso quello padovano di Bagnoli. È l'impegno assunto a Padova dal ministro dell'Interno Marco Minniti, durante un incontro elettorale. 

"Quando qualcuno dice che c'è un’equazione fra terrorismo e immigrazione non credetegli, sono dei cattivi maestri - ha spiegato - Invece c'è un rapporto fra terrorismo e mancata integrazione. Vogliamo lavorare per chiudere i grandi centri di accoglienza che non producono integrazione". 

Poi una battuta sui 'complimenti' fatti all'Italia per la gestione del fenomeno: "ringrazierei di più e sarei più orgoglioso dell'Europa se almeno una delle navi straniere che intervengono nel Mediterraneo per le operazioni di salvataggio portasse i migranti in un altro porto e non nei porti italiani".

Genova, 1 giugno 2017 - "Mi auguro che il governatore della Regione Liguria si ravveda al più presto e si scusi per il messaggio razzista postato su Facebook". Sono le parole del segretario genovese del sindacato di polizia Siap, Roberto Traverso, commentando le polemiche suscitate da un commento razzista pubblicato da un utente sulla pagina Facebook del governatore della Liguria, Giovanni Toti.

"In un momento così delicato per la sicurezza - ha spiegato il segretario provinciale del Siap - le forze dell’ordine democratiche a Genova e in Liguria non hanno bisogno di provocazioni istituzionali che possono gravare sui già delicati equilibri sociali. Bisogna evitare - ha concluso Traverso - iniziative che potrebbero riverberarsi negativamente sull’ordine pubblico".

Milano, 5 giugno 2017 – Nell’ultimo decennio i dati sulle acquisizioni di cittadinanza italiana hanno registrato un forte aumento: si è passati da 29mila nel 2005, a 66mila nel 2010 e a 100mila nel 2013. Dal 2013 la crescita è stata notevole, sino al picco di ben 178 mila nel 2015 e ai 205mila che l’Istat stima per il 2016. Numeri, si legge in un rapporto della Fondazione Ismu, che pongono l’Italia al primo posto in Europa (21% del totale) per numero di acquisizioni di cittadinanza: un nuovo cittadino europeo su 5 è divenuto italiano.

Mentre nel nostro Paese le acquisizioni di cittadinanza aumentano, nel resto dell’Europa diminuiscono: secondo i dati Eurostat nel 2015 sono 840mila i cittadini stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza di uno degli Stati Membri, il 6% in meno rispetto al 2014 e il 14% in meno rispetto al 2013, anno in cui furono quasi 1 milione le acquisizioni di cittadinanza nell’Unione Europea. In termini assoluti la diminuzione più significativa ha interessato la Spagna (-91mila rispetto al 2014), l’aumento più importante appunto l’Italia con +48mila acquisizioni in un anno. Sono diventati italiani soprattutto molti di coloro che appartengono a comunità di antico insediamento e che hanno dunque maturato i requisiti di residenza o naturalizzazione: albanesi e marocchini in testa.

Negli ultimi anni è cambiata molto infatti la modalità con cui si ottiene la cittadinanza: se negli anni ’90 e in parte nel 2000 era largamente maggioritario il matrimonio con cittadino/a italiano/a (gli anni delle migrazioni giovani e individuali), oggi (e velocemente in pochi anni) sono divenute prevalenti le acquisizioni ottenute a seguito di residenza regolare e continuativa sul territorio italiano. Se nel 2012 oltre 20mila cittadinanze erano state concesse a seguito di matrimonio (un terzo del totale), nel 2015 questa modalità ha rappresentato solo il 9,4% dei casi. La naturalizzazione o residenza oggi è diventata la modalità prevalente: più di 90mila nel 2015, pari al 51%. La trasmissione/elezione (modalità che interessa quasi esclusivamente i minori e i giovani) rappresenta oggi il 39,7%.

San Pietroburgo, 5 giugno giu 2017 – Milioni di migranti si lanciano nei viaggi della speranza verso Paesi occidentali, ma secondo Vladimir Putin questo “non è ancora niente” se non si riuscirà a stabilizzare i Paesi d’origine, “lavorando assieme”. “Nessuno saprà fermare questa ondata, nessuno può fermare l’aspirazione a una vita migliore, dignitosa, se non si migliorano le condizioni nei Paesi d’origine”, ha detto il presidente russo concludendo la plenaria al Forum Economico di San Pietroburgo con un appello a unire le forze a livello internazionale.

Chiamato a indicare i temi che possono unire, invece di dividere, sull’arena globale, il leader del Cremlino ha citato la lotta al terrorismo, alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e i flussi migratori. “Ci vuole stabilità: se si decide qualcosa assieme, bisogna continuare a lavorare nella stessa direzione, ci sono molte cose che ci uniscono, c’è la possibilità di cambiare il mondo in meglio”, ha detto Putin.

Genova, 1 giugno 2017 – Polemiche a non finire sul governatore della Liguria e consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, per la risposta data sulla sua pagina Facebook ad un commento razzista di un cittadino. "Ma quando le rimpatriamo quelle bestie straniere?", aveva chiesto l’utente al governatore sulla sua bacheca ufficiale. "Appena andiamo al governo", la replica di Toti.

A sollevare il caso è stata la capogruppo del Pd in consiglio regionale, Raffaella Paita. "Che la mutazione lepenista e salvinista di Toti fosse già a buon punto – ha affermato Paita in una nota – lo sapevamo da tempo ma non immaginavamo che il governatore ligure fosse arrivato a questi livelli di indecenza. Non ci sono altre parole infatti – ha aggiunto – per descrivere questo dialogo apparso il 29 maggio scorso sulla pagina Facebook ufficiale del presidente della Regione Liguria". "Uno scambio di battute da pelle d’oca – ha sottolineato la capogruppo del Pd – che dimostra come le dita spesso siano più veloci del cervello e tradiscano la vera natura di chi scrive".

"La volontà di fare polemica ad ogni costo – ha risposto il governatore della Liguria dopo aver rimosso il commento incriminato – annebbia la lucidità di qualcuno. Io – ha spiegato – non ho mai usato espressioni come ‘bestie’ riferite in generale agli stranieri, né l’ho fatto in questo caso. Nel rispondere mi sono riferito a persone responsabili di reati particolarmente gravi. Il senso – ha concluso il consigliere politico di Forza Italia – era chiarire che, in ogni caso, le competenze in materia sono governative e non regionali”.

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