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Sab, Gennaio

Milano, 27 dicembre 2018 - Strascichi pesanti nel post partita tra Inter e Napoli. Non tanto per il risultato, quanto per i cori razzisti ai danni del difensore azzurro Koulibaly, senza dimenticare gli episodi di violenza avvenuti fuori dallo stadio, in cui ha perso la vita un tifoso. Dal sindaco di Milano Sala a De Magistris, sono diverse le reazioni all'ennesimo caso di razzismo nella serie A italiana.
Cori razzisti a Koulibaly: Sala chiede scusa
“Quei 'buu' a Koulibaly sono stati una vergogna. Un atto vergognoso nei confronti di un atleta serio come lui, che porta con fierezza il colore della sua pelle. E anche, pur in misura minore, nei confronti di tante persone che vanno allo stadio per tifare e per stare con gli amici". Il sindaco di Milano Giuseppe Sala interviene così con un post su Facebook sulla vicenda dei cori razzisti indirizzati al difensore del Napoli in occasione della sfida di campionato vinta ieri sera 1-0 dall'Inter contro la squadra di Ancelotti con l'espulsione del francese a 10' dalla fine. “Non mi piace, per mia natura, pensare a cosa devono fare gli altri per risolvere i problemi della società in cui viviamo. Preferisco sempre partire da cosa devo fare io -prosegue Sala-. E in questo caso farò una cosa molto semplice. Continuerò ad andare a vedere l'Inter, ma ai primi 'buu' farò un piccolo gesto, mi alzerò e me ne andrò. Lo farò per me, consapevole del fatto che a chi ulula contro un atleta nero non fregherà niente di me. Ma lo farò”.
De Magistris e il razzismo di Stato
"Poteva mai essere sospesa la partita Inter-Napoli in un Paese che vive sempre più di razzismo di Stato e che vede nel Governo un ministro dell'Interno che dovrebbe garantire la sicurezza negli stadi ma che cantava qualche anno fa cori razzisti contro i napoletani?". A chiederlo, in un tweet, è il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando così quanto accaduto ieri sera a Milano durante Inter-Napoli, con i cori razzisti rivolti a Kalidou Koulibaly e la richiesta del Napoli di sospendere la partita.

Madrid, 27 dicembre 2018 - Oltre 124 migranti a bordo di quattro imbarcazioni sono stati tratti in salvo nelle ultime 48 ore nel Mare di Alboran e nello Stretto di Gibilterra: si tratta soprattutto di persone di origini sub-sahariane, rendono noto fonti del Soccorso marittimo spagnolo. Fra il 24 e il 25 dicembre il Soccorso marittimo ha tratto in salvo 253 persone su sette imbarcazioni nel Mediterraneo occidentale, dove si mantiene alta la pressione migratoria. Secondo i dati dell'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim), dall'inizio dell'anno al 19 dicembre scorso oltre 63.085 migranti sono entrati clandestinamente in Spagna, quasi il triplo dei 28.707 registrati nel 2017. Dei sin papeles giunti in territorio spagnolo, 56.480 sono sbarcati via mare, mentre 6.605 hanno scavalcato le recinzioni metalliche alle frontiere di Ceuta e Melilla in Nord Africa. Anche il bilancio delle vittime e dei dispersi in mare lungo la rotta del Mediterraneo occidentale si è aggravato, con almeno 701 morti.

Roma, 21 dicembre 2018 - Migranti e rifugiati subiscono "orrori inimmaginabili" in Libia, denuncia un rapporto delle Nazioni Unite che descrive dettagliatamente in 61 pagine l'inferno degli abusi subiti da donne, bambini e uomini dal momento in cui entrano in Libia, durante la loro permanenza nel Paese e - se vi riescono - mentre tentano di attraversare il Mediterraneo. "La stragrande maggioranza delle donne e delle adolescenti intervistate - si legge nel documento - ha riferito di essere stata violentata dai trafficanti".

Madrid, 20 dicembre 2018 - Undici migranti sono stati ritrovati morti in una imbarcazione al largo della costa meridionale della Spagna, a fianco di 33 persone in vita. Lo ha annunciato la Guardia costiera iberica. L’imbarcazione era ricercata “da due giorni” nel mare di Alboran, tra l’Andalusia e il Nord del Marocco, ha detto un portavoce, precisando che il natante è stato rimorchiato verso il porto di Almeria nella notte tra mercoledì e giovedì.

Roma, 21 dicembre 2018 - Era il 23 dicembre 2017 e l’Italia si macchiò di una vergogna inaudita soprattutto nei confronti di circa 1 milione di persone in attesa speranzose di veder riconosciuto un sacrosanto diritto: il SENATO della Repubblica italiana infatti, pur di non discutere sulla Legge per la cittadinanza fece mancare il numero legale e di fatto decretò la fine dell’iter di una Legge che in tantissimi aspettavano ed auspicavano senza fare i conti però con i “senatori codardi” che fecero in modo che il provvedimento restasse al palo, cioè neanche si degnarono di parlarne e così fu la fine per una legge giusta, di una prova di civiltà!
Il PD alla guida del Governo allora, per scelta opportunistica e per palese contrasto dei centristi nella maggioranza ma mostrando una paura insensata non pose la fiducia e così i populisti del M5S e i razzisti della lega (degni compari sin d’allora!) con il resto della Destra affondarono di fatto il provvedimento.
Quella Legge approvata dalla Camera nel 2015 rimase bloccata in Senato per il resto della Legislatura e quel “pavido” del Presidente Gentiloni ne porta la principale responsabilità, il suo Governo la bruciò sull’altare della Legge di Bilancio e di un possibile consenso elettorale (che si dimostrò davvero una pura follia politica!). Dopo circa 1 anno è cambiato il clima e l’Italia non solo ha gettato al cesso qualsiasi idea di “ius soli” o “integrazione” o “leggi di civiltà” ma ci troviamo a doverci confrontare con il DECRETO SICUREZZA voluto dai leghisti e dai grillini, quel decreto che nega anche il più semplice dei pezzi di carta agli stranieri, che getta questi esseri umani nel mare dell’illegalità, un decreto voluto e acclamato dagli stessi che quel giorno al Senato fecero mancare il numero legale ridendo e gridando e manifestando la loro gioia per aver bloccato una legge civile.
E così i figli di moltissimi cittadini stranieri che avevano sperato di diventare quello che sono di fatto (cittadini italiani) sono rimasti delusi e oscurati dai politici e seppur tifano Roma o Lazio, e studiano la storia del nostro Paese, se parlano italiano meglio del Vice Premier Di Maio, se giocano a fianco dei nostri figli, se riempiono i nostri asili e scuole……. sono rimasti semplici fantasmi, cittadini di serie B.
Ancora oggi è necessario e doveroso come italiani almeno scusarci con loro, in nome di un SENATO vigliacco e ben diverso da quello del 212 d.c. quando sotto la guida dell’Imperatore Caracalla decretò che tutti gli uomini e donne, romani e non, che vivevano sotto le leggi di Roma ed entro i suoi confini, a prescindere dal luogo di nascita, di etnia, tribù, pelle o costume……erano tutti…. cittadini romani!
Eppure, la lega e i grillini oggi trionfanti dovranno rassegnarsi, arriverà il giorno in cui anche in Italia a Presidente del Consiglio avremo un uomo d’origine straniera, invece dell’Avvocato del Popolo, ci sarà un avvocato nero, che non si chiamerà Conte Giuseppe ma Omar N’Dou, che sarà nero come l’ebano e parlerà un italiano impeccabile.
In fondo come dimenticare che negli USA un nero d’origine keniota al grido di “Yes we can” è diventato Presidente, nel Paese in cui negli anni ’60 ai neri nel SUD spettavano i posti in fondo ai bus, o non potevano andare nella stessa toilette?
Come dimenticare che persino nella gelida Londra il sindaco è un pakistano, e che molti romani lo venerano pensando alla pochezza della spenta sindaca Raggi?
È così cari razzisti, dovete rassegnarvi, per quante mura o prigioni o divieti cercherete di imporre non potrete fermare il futuro, e quel futuro è nelle mani dei cittadini che sempre di più avranno una pigmentazione diversa, mangeranno sempre meno polenta e più cous cous, indosseranno abiti più colorati e ogni tanto pregheranno un Dio diverso, ma riusciranno forse dove ormai gli italiani, quelli cosiddetti puri, non sono più in grado di andare: verso un mondo più libero e civile!
Così siamo pronti al prossimo sindaco di Roma nero e dall’accento africano? Io SI e voi?

Alessandro Latini

Firenze, 21 dicembre 2018 – “Penso che li proporrò a livello nazionale”. Così Matteo Salvini, ministro dell’Interno, sui due provvedimenti della Prefettura di Firenze, adottati a novembre, che impongono ai migranti dei centri accoglienza il coprifuoco dalle 20 alle 8 e, agli operatori, il controllo dei pacchi ordinati per corrispondenza dagli stessi migranti.

Roma, 20 dicembre 2018 - Sul Global compact per i migranti “occorre valutare nel merito la questione”, perché “non è lo strumento per valutare se l’Italia è nel consesso dei grandi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia per gli auguri alle alte cariche dello Stato, al Quirinale. “È un documento programmatico e questo ci consente una certa serenità”, ha detto Conte. A proposito della accesa polemica che si è sviluppata su questo argomento, il premier ha sottolineato: “È una questione complessa e se si partecipa così emotivamente si rischia una crisi come in Belgio”. Dunque, ha concluso, “leggiamo attentamente prima di esprimere una posizione”.

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