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Roma, 6 luglio 2017 - Al via il vertice di Tallin. C'è il nodo degli sbarchi dei migranti. Dopo Francia e Spagna, anche Germania e Belgio si oppongono all'apertura di altri porti Ue, come invece proposto dall'Italia. Olanda: 'Non è la soluzione'.

RETROMARCIA DELL'AUSTRIA
Ieri la retromarcia dell'Austria, nessuno schieramento di forze armate al confine con l'Italia. Lo ha chiarito il cancelliere Christian Kern dopo un colloquio telefonico con il premier Gentiloni. Per il presidente del Parlamento europeo Tajani quella di Vienna è una 'scelta saggia'.

UE CONTRO APERTURA PORTI
"Non sosteniamo la cosiddetta regionalizzazione delle operazioni di salvataggio". Così il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziere arrivando alla riunione a Tallinn, in riferimento alla proposta italiana di condividere con altri Stati l'accoglienza dei migranti salvati nel Mediterraneo. Sulla stessa linea il ministro per l'Asilo e politica migratoria belga Theo Francken: "Non credo che il Belgio aprirà i suoi porti" ai migranti salvati nel Mediterraneo.
"L'Italia ha chiesto aiuto, e noi vogliamo dargliene, ma i porti della Spagna sono sottoposti ad una pressione importante nel Mediterraneo occidentale, aumentata del 140%, che impone anche a noi un grosso sforzo per i salvataggi in mare". Così il ministro dell'Interno spagnolo Juan Ignacio Zoido.
"Aprire più porti" europei ai migranti soccorsi "non risolverà il problema. Bisogna pensare al ruolo che i porti africani potrebbero avere", porti come quelli "di Tunisia ed Egitto ad esempio". Lo sostiene il ministro per la Sicurezza e Giustizia olandese Stef Blok.

MIGRANTI IN UE, IL NODO ITALIANO
Mostrare solidarietà con azioni concrete, ma senza farsi davvero carico dei migranti che arrivano a migliaia sulle coste italiane. Sembra essere questo l'imperativo per molti dei ministri dell'Interno europei che oggi saranno al vertice di Tallinn, dove l'Italia dovrà fronteggiare una delle sfide più dure. Nonostante il 'no' già dichiarato da Parigi e Madrid alla richiesta di aprire i propri porti ai migranti salvati dalle organizzazioni non governative nel Mediterraneo centrale, Roma è decisa a rilanciare, attaccando questa volta sul versante dell'operazione Triton ma con lo stesso obiettivo: condividere peso e responsabilità delle vite salvate.

Roma, 5 luglio 2017 - Oggi in aula al Senato parte l’esame del ddl sullo ius soli. A decidere l’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea è stata la conferenza dei capigruppo, al termine di una lunga discussione. Non mancano però perplessità che il calendario indicato possa essere rispettato alla lettera, sotto il profilo dei tempi.

“Chi sperava in passi indietro dell’ultimo minuto, sarà deluso. Lo Ius soli sarà in Aula al Senato per la discussione generale da domani”, ha sottolineato ieri il senatore Pd Andrea Marcucci, aggiungendo: “Nonostante l’opposizione delle destre con l’esplicito sostegno del M5S, il Pd andrà avanti, come ha promesso il segretario Renzi a Milano, perchè si tratta di una legge giusta. Un minorenne che frequenta un ciclo di studi di almeno 5 anni, ha diritto di diventare italiano”.

Roma, 5 luglio 2017 - “Sono francamente sorpreso per le dichiarazioni del Ministro della Difesa austriaco Doskozil. Come risulta evidente non c’è alcuna emergenza al valico del Brennero e i rapporti di cooperazione con la polizia austriaca funzionano perfettamente”. Sono le parole del ministro dell’Interno, Marco Minniti dopo le dichiarazioni del ministro austriaco.

Secondo Minniti, la decisione austriaca di blindare le frontiere appare come “una iniziativa ingiustificata e senza precedenti che se non immediatamente corretta comporterà inevitabili ripercussioni nella cooperazione in campo di sicurezza tra due Paesi che hanno fatto dell’amicizia e delle positive relazioni transfrontaliere un elemento fondamentale dei loro rapporti”.

Roma, 4 luglio 2017 - "Chiudendo le frontiere rischiamo di distruggere il nostro sistema di protezione sociale". A lanciare l’allarme è stato questa mattina il presidente dell'Inps, Tito Boeri, illustrando alla Camera la Relazione annuale dell'Istituto. Una simulazione basata su un'ipotesi di azzeramento dei lussi in entrata di contribuenti extracomunitari produrrebbe, ha spiegato, per il 2040 "73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate a immigrati, con un saldo netto negativo di 38 miliardi per le casse dell'Inps"..

Valori, ha sintetizzato, che comporterebbero a "una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo". Secondo Boeri, pertanto, "una classe dirigente all'altezza deve avere il coraggio di dire la verità agli italiani: abbiamo bisogno degli immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale".

Strasburgo (Francia), 5 luglio 2017 – La Commissione europea ha proposto un “piano di azione” per sostenere l’Italia riguardo gli arrivi senza sosta di migranti dalla Libia sulle coste. Un piano che prevede in particolare nuovi finanziamenti per aiutare le autorità di Roma e Tripoli a gestire la situazione.

Il piano, presentato al Parlamento europeo a Strasburgo, prevede di “rafforzare ulteriormente le capacità delle autorità libiche grazie a un progetto da 46 milioni di euro elaborato congiuntamente con l’Italia” e di aumentare l’aiuto all’Italia grazie a uno stanziamento supplementare di “35 milioni di euro da sbloccare immediatamente”.

Roma, 4 luglio 2017 - Sono vicino con l'affetto e l'incoraggiamento a quanti, istituzioni, realtà associative e singoli si aprono saggiamente al complesso fenomeno migratorio con adeguati interventi di sostegno, testimoniando quei valori umani e cristiani che stanno alla base della civiltà europea". Lo afferma papa Francesco in un messaggio inviato all'ANSA.

"Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento - dice il Papa - per l'importante iniziativa e auspico che da una parte favorisca l'integrazione di queste persone con un doveroso rispetto delle leggi dei Paesi che accolgono, dall'altra susciti nella società un rinnovato impegno per una autentica cultura dell'accoglienza e della solidarietà".

Roma, 4 luglio 2017 - L’Austria potrebbe mettere in campo l’esercito per bloccare i migranti in attivo dall’Italia. La questione “dei controlli è di grande attualità”, ha dichiarato il ministro della Difesa Hans Peter Doskozil in un’intervista pubblicata ieri dal sito del quotidiano Kronen Zeitung.

“Un’operazione di assistenza” dell’esercito, secondo il ministro, sarà “indispensabile se l’afflusso verso l’Italia non diminuisce”. L’Austria già nel 2015, all’epoca della grande ondata di migranti dalla ‘via balcanica’ verso la Germania, aveva introdotto controlli e blocchi alla frontiera con la Baviera, poi aveva minacciato la costruzione di un muro al Brennero, per chiudere l’ingresso dal Sud dei profughi. La questione si era poi risolta con un rafforzamento dei controlli su entrambi i lati della frontiera austro-italiana.

Ora un rapporto della Difesa di Vienna prospetta la messa in campo di 750 soldati per sigillare eventualmente la frontiera con l’Italia. Una minaccia che arriva non a caso alla vigilia del vertice dei ministri dell’Interno Ue a Tallinn, che si ritrovano il 6 luglio con l’emergenza sbarchi in Italia sul tavolo.

Ieri da Bruxelles si è appreso che anche Francia e Spagna sono poco propensi a dare una mano all’Italia sulla questione più urgente e più scottante: l’eventuale apertura dei loro porti alle imbarcazioni cariche di migranti che ogni giorno approdano nel Sud italiano.

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