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Brisbane, 28 agosto 2018 . Una nave di clandestini è arrivata sulle coste australiane per la prima volta negli ultimi quattro anni e alcuni migranti sono fuggiti in un’area di mangrovie infestata da coccodrilli. Abitanti della regione hanno indicato che un numero di occupanti di questa imbarcazione di fortuna sono scomparsi nella foresta tropicale vicino a un fiume, il Daintree, nel nord dello stato del Queensland. La foresta, una delle più antiche del mondo, si trova 120 chilometri a nord di Cairns. Ospita un’importante popolazione di coccodrilli e serpenti. Il ministro della Polizia dello stato del Queensland, Mark Ryan, ha dichiarato all’Abc che quindici persone sono state arrestate. Il Courier Mail, un quotidiano di Brisbane, ha scritto che una ventina di altre persone potrebbero trovarsi nella foresta.

Roma, 28 agosto 2018 - Già nel 2018, più di 1600 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee, nonostante il numero di coloro che cercano di attraversare sia diminuito in maniera significativa rispetto agli anni precedenti. Lo afferma in una nota l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che esprime sollievo per lo sbarco delle persone rimaste a bordo della nave della guardia costiera italiana “Diciotti”. L’Unhcr elogia i paesi e le organizzazioni che hanno dimostrato solidarietà offrendo di accogliere coloro che erano rimasti a bordo. L’Unhcr continua ad incoraggiare la messa in atto di accordi prestabiliti e prevedibili per la gestione delle persone soccorse in mare nella regione mediterranea, e sollecita gli Stati ad accelerare gli sforzi per mettere in atto tali accordI. “Quanto è successo deve essere un campanello d’allarme”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. “La vita di rifugiati e richiedenti asilo è messa in pericolo mentre gli Stati sono impegnati in discussioni politiche per trovare soluzioni a lungo termine. La situazione della nave Diciotti è ora risolta, ma cosa succederà la prossima volta? Abbiamo bisogno di un approccio europeo collaborativo e prevedibile nei confronti delle persone soccorse in mare “. L’Unhcr è pronta a sostenere gli Stati nello sviluppare un approccio basato sul salvataggio delle vite e sull’affrontare alla radice le cause degli spostamenti forzati.

Roma, 27 agosto 2018 - Il ministro dell’Interno Matteo Salvini non deve dimettersi, “l’indagine di Agrigento è un atto dovuto. Perché le decisioni prese a proposito della Diciotti facevano capo al Viminale”. Lo afferma in un’intervista alla Stampa il vice premier Luigi Di Maio ribadendo che “le scelte del governo sono state condivise”. “C’è una bella differenza tra un politico indagato per un atto dovuto perché fa l’interesse della nazione ed eletti del Pd indagati per corruzione, concussione e istigazione a delinquere”, spiega Di Maio. “Quando sarà il momento – aggiunge – lo spiegheremo ai giudici con i quali non ci vogliamo certamente mettere in contrapposizione. Sono logiche del passato che non ci appartengono e dalle quali prendiamo le distanze. È giusto e normale che i giudici facciano serenamente il loro lavoro”. Il codice etico del Movimento cinque stelle? “E’ sempre lo stesso. E continua a valere. Di fronte agli atti dovuti ci siamo sempre comportati così”. Il caso Diciotti “è stato un chiaro segnale al mondo per dire che l’Italia fa sul serio sulla redistribuzione dei migranti. E i giorni passati per risolvere il caso sono serviti a trovare la soluzione migliore per chi era a bordo. Persone che invece di finire in un lager come il Cara di Mineo avranno sistemazioni dignitose”, continua Di Maio ricordando che “Albania e Irlanda hanno dato uno schiaffo ai grandi d’Europa. E anche la Chiesa”.

Roma, 26 agosto 2018 . A cinque giorni dall'attracco al porto di Catania si è sbloccato il caso della nave Diciotti con lo sbarco, nella notte, di 137 migranti. Dopo l'identificazione, il trasferimento nell'hot-spot di Messina in attesa della distribuzione tra Chiesa Italiana, un centinaio, Albania e Irlanda, una ventina ciascuno.

Per la vicenda è indagato il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, assieme al suo capo di gabinetto: dovrà rispondere di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio. Gli atti sono stati trasferiti al Tribunale dei ministri. Il capo del Viminale definisce una vergogna l'indagine: "Difendo i confini del Paese, non ci fermeranno".

I migranti sbarcati. Prima notte tranquilla, con assistenza necessaria, nell'hot-spot realizzato nell'ex caserma Gasparro di Messina, per i 137 migranti sbarcati poco dopo la mezzanotte dalla nave Diciotti, fatti scendere dopo cinque giorni trascorsi sul pattugliatore della guardia costiera ormeggiato nel molo di Levante del porto di Catania. In molti hanno dormito poco visto che sono arrivati, su autobus dell'aeronautica militare di stanza a Sigonella, nella tarda nottata. Resteranno nella struttura gestita dalla società Badia Grande in attesa della successiva distribuzione tra Chiesa Italiana, un centinaio, Albania e Irlanda, una ventina ciascuno.

Milano, 27 agosto 2018 - “Se il Tribunale dei ministri dirà che devo essere processato andrò davanti ai magistrati a spiegare che non sono un sequestratore. Voglio proprio vedere come va a finire”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini in un’intervista a Libero, quotidiano che si schiera pubblicamente dalla parte del leader leghista. “Io ho fatto solo il mio lavoro di ministro – ha aggiunto Salvini – e sono pronto a rifarlo. Per il resto mi spiace per il procuratore di Agrigento. Penso che con tutti i problemi che ha la Sicilia, la priorità non sia certo indagare Salvini. Ho agito per difendere i confini del mio Paese. E se questo è il prezzo da pagare, ok. Ma nessun magistrato pensi di potermi fermare con un’inchiesta”. “Io non parlerei di linea dura – ha aggiunto Salvini a proposito delle sue decisioni sul caso della nave Diciotti – la definirei piuttosto coerenza. E quella paga, sempre. Siamo riusciti a fare una cosa mai fatta prima: coinvolgere un Paese dell’Est, l’Albania, e la Chiesa”.

Catania, 27 agosto 2018 – Quattro migranti, tre egiziani e uno del Bangladesh, che erano a bordo dalla nave Diciotti, sono stati fermati dalla Polizia perché sospettati di essere scafisti. Ai quattro indagati vengono contestati associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violenza sessuale e procurato ingresso illecito. I migranti sono sbarcati a Catania la notte tra il 25 e il 26 agosto scorsi dopo oltre 10 giorni di attesa a bordo della nave della Guardia costiera, di cui gli ultimi 5 al molo etneo, al termine di un lungo braccio di ferro politico.In 143 sono stati condotti nell’hotspot di Messina, dal quale successivamente saranno trasferiti in strutture messe a disposizione dalla Chiesa, mentre altri saranno accolti da Albania e Irlanda.Fra le persone sbarcate molte soffrono di scabbia, hanno passato 10 giorni su un ponte di una nave in condizioni igieniche precarie, e necessitano di assistenza sanitaria.

Roma, 25 agosto 2018 - E' scontro totale tra l'Italia e l'Unione europea. Casus belli è stata la riunione degli sherpa di 12 Paesi, convocati da Bruxelles per trovare soluzioni comuni a lungo termine sugli sbarchi dei migranti e finita con una fumata nera sulla ridistribuzione dei 150 bloccati a bordo di nave Diciotti, mettendo a nudo un'Italia sempre più isolata. "L'Europa non è riuscita a battere un colpo in direzione dei principi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali. Ne trarremo le conseguenze", ha attaccato il premier Giuseppe Conte, puntando il dito contro "l'ipocrisia" dei partner, mentre dal Viminale l'esito dell'incontro veniva bollato come "l'ennesima dimostrazione che l'Europa non esiste".

D'ora in poi, scrive su Facebook, l'Italia "si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa". "L'Italia è costretta a prendere atto che l'Europa oggi ha perso una buona occasione: in materia di immigrazione non è riuscita a battere un colpo in direzione dei principi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali dell'ordinamento europeo".

Interviene anche il vicepremier, Luigi Di Maio, secondo il quale l'Italia ha deciso di voltare le spalle all'Italia. "A questo punto l'Italia deve prendersi in maniera unilaterale una riparazione. Non abbiamo più intenzione di farci mettere i piedi in testa". E rilancia: "Noi siamo pronti a tagliare i fondi che diamo all'Unione Europea. Vogliono 20 miliardi dei cittadini italiani? Dimostrino di meritarseli". "Hanno deciso di fregarsene dei principi di solidarietà e di responsabilità - incalza Di Maio - nonostante nell'ultimo consiglio europeo avessero assicurato che chi sbarcava in Italia sbarcava in Europa".

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