Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Sab, Gennaio

Roma, 19 dicembre 2018 - L’aula della Camera ha approvato la mozione di maggioranza con cui impegna il governo “a rinviare la decisione in merito all’adesione dell’Italia al Global Compact, in seguito ad un’ampia valutazione con riferimento alla sua effettiva portata”. A favore del documento firmato dai capigruppo di M5s D’Uva e della Lega Molinari si sono espressi 277 deputati, 224 i contrari, 3 gli astenuti. Respinte tutte le altre mozioni presentate, a cominciare da quella di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia che era contraria all’adesione italiana al Global compact.

Bruxelles, 19 dicembre 2018 – Il patto mondiale dell’Onu sulla migrazione, contestato dai nazionalisti fiamminghi, ha fatto cadere il governo belga: ieri il premier liberale Charles Michel ha presentato le dimissioni al termine di un dibattito in Parlamento in cui aveva invitato l’opposizione a sostenerlo, essendo ormai alla guida di un governo di minoranza, per consentire all’esecutivo di arrivare alle elezioni fissate per il prossimo 26 maggio. Caduto l’appello a dare vita a una “coalizione di buona volontà” per consentire al governo di continuare lavorare, Michel ha presentato le dimissioni al re Filippo. A cinque mesi dal voto, però, le dimissioni del premier non porteranno alla sua uscita di scena e ad elezioni anticipate: è “più probabile”, ha detto una fonte, che il re chieda al governo dimissionario di gestire gli affari correnti fino al giorno delle elezioni. Dopo aver ricevuto il premier, il re ha comunque annunciato di tenere “in sospeso” la sua decisione, in vista delle consultazioni con i leader di partito. La coalizione al governo dall’ottobre 2014, composta da liberali e democristiani insieme ai nazionalisti dell’Alleanza Neo-Fiamminga (N-VA), si è sfaldata sulla questione delle migrazioni. I nazionalisti hanno infatti ritirato il proprio sostegno al premier alla viglia del suo viaggio, il 10 dicembre scorso, a Marrakech per l’adesione al Global Compact. Una presa di posizione denunciata come “voltafaccia” da Michel, dopo il via libera arrivato la scorsa estate. Nonostante il carattere non vincolante, il documento è stato respinto dai nazionalisti fiamminghi per una presunta perdita di sovranità da parte degli Stati firmatari sulla loro politica in materia migratoria.

New York, 18 dicembre 2018 - Nonostante l'opposizione degli Stati Uniti e dell'Ungheria, l'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato a grande maggioranza un quadro globale non vincolante che fornisce un sostegno ai paesi dove risiedono la maggior parte degli oltre 25 milioni di rifugiati al mondo. Il Global Compact on Refugees, da non confondere con quello sui migranti, rafforza la responsabilità condivisa per aiutare coloro che sono costretti a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti o persecuzioni. Il testo è passato con 181 sì, 2 no e 3 astenuti. Il Patto Globale sui Rifugiati, il cui via libera dall'Assemblea Generale Onu arriva pochi giorni dopo l'adozione a Marrakech del Patto Globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, è stato approvato come parte della risoluzione annuale sull'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. È uno strumento operativo non vincolante che ha lo scopo di rafforzare la cooperazione e fornire un sostegno più solido ai Paesi che ospitano la maggior parte dei profughi.

Milano, 18 dicembre 2018 – “Non era un provvedimento inattuale, andava aggiornato e reso compatibile con i nostri tempi anche perché tra gli elementi fondanti della Regione Lombardia c’è la promozione delle politiche di piena integrazione nella società lombarda degli stranieri residenti, in osservanza delle norme statali e comunitarie. Con l’abrogazione della legge 38 Regione Lombardia si trova dunque scoperta dal punto di vista legislativo su un tema di fondamentale importanza”. Così, il consigliere del M5S Lombardia, Marco Degli Angeli, ha commentato l’abrogazione della Legge regionale n. 38/1988 “Interventi a tutela degli immigrati extracomunitari in Lombardia e delle loro famiglie”.
Degli Angeli aveva presentato un emendamento con l’obiettivo di mantenere la base normativa da sviluppare con una revisione complessiva della normativa regionale, ma l’emendamento è stato bocciato.
“Di fronte ad uno scenario mondiale globalizzato e volto all’integrazione dei vari popoli, non possiamo permetterci di rimanere indietro su questo tema e abrogare una legge che, seppur di 30 anni fa, avrebbe potuto rimanere attuale con le dovute modifiche e integrazioni” ha continuato Degli Angeli, spiegando che “dobbiamo spingerci verso una piena e completa integrazione nei confronti di coloro che sono già nel nostro territorio e nei confronti di coloro che arriveranno in futuro”. “Dobbiamo promuovere la conoscenza della cultura italiana in questi soggetti al fine di favorire il loro inserimento sociale e la partecipazione alla vita pubblica” ha proseguito, concludendo “con la diffusione della cultura è più probabile che si riescano ad evitare episodi di sfruttamento nei confronti di questi soggetti”.

Roma, 18 dicembre 2018 - In occasione della Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti, che si celebra oggi 18 dicembre, Cara Italia rinnova la sua vicinanza a tutte le persone che sono fuggite dalle guerre, dai conflitti, dalla povertà, e a tutti gli immigrati in Italia. In questo periodo essere "immigrato", "richiedente asilo" e "rifugiato in Italia" è una vera sfida.

Purtroppo, ci sono politici, anche nel'attuale Governo, che non smettono di usare gli immigrati, i richiedenti asilo e i rifugiati come grande capro espiatorio di tanti problemi che esistono in Italia. Vorrei riaffermare che gli immigrati non sono mai un problema per il paese di destinazione: sono una risorsa preziosa senza la quale tanti Paesi si troverebbero in crisi profonda.

Auguro a tutti gli immigrati, richiedenti asilo e rifugiati di sentirsi a casa in Italia, e di continuare ad amare il paese come hanno sempre fatto. Siete a casa e nessuno deve farvi sentire stranieri a casa vostra. È per questo che il nostro movimento Cara Italia punta a far riconoscere che gli immigrati esistono: fanno parte della società italiana, contano, amano il paese, non andranno da nessuna parte e nessuno deve impedir loro di costruire il loro futuro qui. Tutti i politici e cittadini italiani devono sapere che gli immigrati in Italia contribuiscono in tutti i modi al benessere del paese e di tutti - gli immigrati e gli italiani. Un immigrato in Italia ha gli stessi obblighi di un cittadino italiano perciò deve godere degli stessi diritti.

Rinnovo l’invito a tutti a vivere in armonia, e a lavorare insieme per la costruzione di un’Italia veramente e pienamente multiculturale, multireligiosa e capace d’integrare, dove tutti i livelli di leadership politiche e professionali rispecchino la natura multiculturale del paese. Lancio, infine, la sfida al ministro dell'Interno Matteo Salvini a sviluppare e implementare le politiche di integrazione che fino ad oggi sono assenti nel suo operato come ministro con competenze su immigrazione ed integrazione.
Stephen Ogongo,
Coordinatore, Cara Italia

Città del Vaticano, 18 dicembre 2018 - “Cento anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, mentre ricordiamo i giovani caduti durante quei combattimenti e le popolazioni civili dilaniate, oggi più di ieri conosciamo il terribile insegnamento delle guerre fratricide, cioè che la pace non può mai ridursi al solo equilibrio delle forze e della paura”. Lo scrive il Papa nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2018, pubblicato oggi dal Vaticano. “Tenere l’altro sotto minaccia vuol dire ridurlo allo stato di oggetto e negarne la dignità. È la ragione per la quale riaffermiamo che l’escalation in termini di intimidazione, così come la proliferazione incontrollata delle armi sono contrarie alla morale e alla ricerca di una vera concordia. Il terrore esercitato sulle persone più vulnerabili contribuisce all’esilio di intere popolazioni nella ricerca di una terra di pace. Non sono sostenibili – sottolinea a Francesco – i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza. Va invece ribadito che la pace si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto del diritto e del bene comune, del creato che ci è stato affidato e della ricchezza morale trasmessa dalle generazioni passate”.

Roma, 17 dicembre 2018 - “E' passato un mese dallo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Maslax dove per oltre 18 mesi Baobab Experience in rete con altre associazioni ha prestato assistenza ad oltre 2000 migranti. Uno sgombero che nelle intenzioni di chi lo ha preteso doveva inibire l’arrivo di altri migranti nell’area mettendo la parola fine ad un flusso di transito sulla Stazione Tiburtina”. Lo ricorda l’Associazione Baobab experience. “Nonostante le pressioni e i continui sgomberi, ma soprattutto per la tutela di chi durante e dopo lo sgombero non è stato accolto, abbiamo proseguito a mantenere alta e vigile la presenza dei volontari a Piazzale Spadolini anche monitorando la situazione nei giorni successivi. Ora che un mese esatto è passato vogliamo tracciare un bilancio di quanto accade nello snodo ferroviario di Roma est”, continuano dal Baobab. “Ribadiamo che dallo sgombero del 13 novembre rimangono non accolti ancora 41 migranti, dei quali purtroppo 7 non risultano a noi più reperibili. Ricordiamo che tra le ormai restanti 34 persone orfane di accoglienza che proseguono nel dormire per strada dopo la chiusura di Piazzale Maslax ci sono 20 richiedenti la protezione internazionale e 12 tra titolari di protezione internazionale e speciale”, aggiungono. “Abbiamo anche un ragazzo con titolo per lavoro e un ultimo dalla condizione legale non regolarizzata. Tutte persone che come vediamo continuano a dormire all’addiaccio nonostante nella maggior parte dei casi sia accoglibile dalle istituzioni – quantificano dal Baobab -. A questa condizione drammatica si aggiungono i dati del nostro monitoraggio alla stazione Tiburtina, dove durante la giornata continuiamo a fornire i servizi di prima necessità e un orientamento socio-sanitario grazie anche alla collaborazione di volontari e attivisti presenti sul piazzale per molte ore al giorno”. In un mese esatto “abbiamo registrato l’arrivo di 48 migranti che in una buona parte dei casi erano stati dimessi da pochissimo dai centri nei quali erano stati accolti a seguito dello sbarco.

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