Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Roma, 22 agosto 2017 - Riconoscere a tutti i migranti lo ius soli e lo ius culturae è una delle strade da intraprendere per “proteggere” adeguatamente i rifugiati, un verbo che insieme ad “accogliere, promuovere e integrare” è fondato “sui principi della dottrina della Chiesa” e deve articolare “la nostra comune risposta” alle “numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee”. Lo ha detto Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018, che si celebrerà il prossimo 14 gennaio proprio sul tema “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”.

Il Papa si è schierato a favore dello ius soli: “Nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità – ha infatti precisato – questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita. La apolidia in cui talvolta vengono a trovarsi migranti e rifugiati può essere facilmente evitata attraverso ‘una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale'”. Ma secondo Bergoglio ai migranti va garantito anche lo ius culturae: “La Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo offre una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti. Ad essi occorre evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria".

Roma, 21 agosto 2017 – Ululati razzisti all’indirizzo del portiere di colore, Alfred Gomis, si sono levati dalla curva nord laziale, prima e durante il match di campionato nello stadio Olimpico, tra Lazio e Spal. Curva che ha visto l’assenza dagli spalti del gruppo degli "Irriducibili", che hanno lasciato l’impianto poco prima del fischio d’inizio della partita.

Roma, 21 agosto 2017 - “Gentiloni: “Lo Ius Soli arricchisce la nostra identità”. Priorità dell’Italia sono altre, noi restiamo contrari! #NoIusSoli”. Lo scrive su Facebook Giovanni Toti, presidente della regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi,

Trieste, 18 agosto 2017 - “Lo schieramento di 70 soldati austriaci sul Brennero può essere utile, se contribuiranno a limitare il flusso dei migranti illegali dall’Austria verso l’Italia”. Lo ha detto la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, commentando l’annuncio delle autorità austriache, a proposito di un imminente dispiegamento di militari sul confine con l’Italia.

“Sappiamo che la campagna elettorale, in Austria come in Italia, induce ad alzare i toni e – ha sottolineato Serracchiani – a immaginare gesti a effetto, ma l’auspicio è che ci sia prima di tutto il senso di responsabilità a guidare determinate scelte. Questa in particolare non ha alcun effetto pratico e soprattutto è contraddittoria, dal momento che siamo noi, in particolare in Friuli Venezia Giulia, a registrare arrivi di migranti in rientro dai Paesi del nord. Per questo, è importante migliorare sempre di più la collaborazione tra forze dell’ordine sull’area confinaria. Lo dimostra – ha spiegato la presidente – l’operazione dei Carabinieri che l’altra notte hanno fermato quattro immigrati clandestini, portati dall’Austria in Italia da un passeur che si è rivelato un cittadino afgano regolarmente residente in Austria”. “Ci consola sapere che non saranno dispiegati carri armati, la cui funzione e capacità primaria – ha concluso Serracchiani – non pare essere quella di bloccare i migranti o fuggitivi in genere”.

Rimini, 21 agosto 2017 - “Rivendico al governo italiano” l’impegno nella gestioni dei profughi. Il governo “certo non accetta da nessuno lezioni in campo umanitario”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Meeting di Cl. “Ha fatto bene Jean-Claude Juncker”, presidente della Commissione europea, “quando ha detto che l’Italia ha difeso l’onore dell’Europa sulla questione migratoria”, ha sottolineato il premier.

Roma, 18 agosto 2017 - Mentre le imprese italiane arrancano quelle avviate in Italia da imprenditori immigrati hanno conosciuto negli anni della crisi una crescita a due cifre. E' quanto emerge da uno studio di Intesa Sanpaolo. "Negli anni recenti (2011-15), infatti, una riduzione complessiva dello 0,9% delle imprese presenti è la sintesi di una contrazione del 2,9% delle imprese italiane e di un aumento del 21,3% delle imprese fondate da migranti".

Un successo quello degli stranieri in Italia che dipende anche e soprattutto - come emerge dallo studio - dalla loro capacità di reagire alla crisi, ad esempio aumentando le vendite. Lo studio sull'imprenditoria immigrata in Italia, analizza nel periodo 2012-2015 le performance economico-finanziarie aziendali e il posizionamento competitivo di un campione di oltre 135 mila imprese del manifatturiero e di alcuni servizi più aperti al mercato (alloggio e ristorazione, servizi alle imprese, ICT, trasporti e logistica). Da tempo, in Italia, - spiega lo studio - l'imprenditoria straniera costituisce una quota significativa dell'offerta imprenditoriale e una componente rilevante della demografia industriale. Negli anni recenti e soprattutto durante la Grande Recessione il fenomeno si è ulteriormente rafforzato: a fine 2015 la quota delle imprese condotte da imprenditori immigrati aveva raggiunto il 9,1% del totale.

Gli imprenditori stranieri in Italia provengono soprattutto dall'Est Europa (37,7%) e dall'Asia (32,8%), il 15,6% proviene dall'Africa, il 13,9% dall'America Latina.

Londra, 17 agosto 2017 - Non ci sarà l'obbligo di un visto per i viaggiatori Ue che arrivano nel Regno Unito dopo la Brexit. È la linea proposta dal governo britannico secondo la Bbc. Dovranno invece richiedere un permesso quanti vogliono lavorare, studiare o trasferirsi nel Paese. La posizione di Londra è destinata a suscitare le critiche di chi afferma che in questo modo non si può controllare in modo sicuro l'immigrazione in Gran Bretagna.

Secondo il Times il nuovo sistema di immigrazione per i cittadini Ue prevede un periodo di transizione dopo che il Regno Unito uscirà ufficialmente dall'Ue nel marzo 2019. Inizialmente infatti, quanti vengono in Gran Bretagna per lavorare dovranno semplicemente registrarsi presso l'Home Office senza incorrere in forme di restrizioni.

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