Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Roma, 13 aprile 2017 - In un post pubblicato lunedì sul proprio profilo Facebook, il vicepresidente della Camera mette nero su bianco: "L'Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall'Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa Ue".

"Importiamo il 40% di criminali". E scoppia la polemica
Netto il presidente del Gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento europeo Gianni Pittella: A distanza di quarantott'ore monta la polemica. "Di Maio, che idiozia - scrive su Facebook - Ma come può un esponente di spicco del M5S e vicepresidente della Camera lasciarsi andare a idiozie del genere sul conto di un intero popolo, quello rumeno, che tanto ha dato in termini umani, sociali ed economici all'Italia. Non si tratta di razzismo ma ahimè di becera ignoranza. Torna a studiare Di Maio. Risparmiaci il tuo quotidiano festival delle idiozie".

Vigorosa protesta anche da parte dell'ambasciatore romeno George Gabriel Bologan che in una lettera a La Stampa sottolinea: "Sosteneva John Austin che 'pronunciare una frase significa svolgere un'azione che può distruggere o edificare'. E le parole, anche se in un certo contesto, possono offendere senza che questo sia il fine voluto. La comunità romena è ben integrata nel tessuto sociale italiano. Al di là della dialettica politica interna che non mi riguarda, credo che i messaggi positivi possano dare di più. Il dialogo e la conoscenza aiutano tanto".

Pioggia di reazioni
Si va dall'esponente di Unione popolare cristiana Antonio Satta che consiglia al Movimento "di pensarci sulle reali capacità di Di Maio di essere un leader" al coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli che accusa il deputato Cinquestelle di essere "un giorno salviniano e l'altro ambientalista" e "a volte statista e altre sinistroide" pur di raggiungere il consenso. Per il deputato dem Khalid Chaouki, Di Maio "è il principe dei luoghi comuni" e pronuncia parole "pericolose e irresponsabili". Per Eugen Tertelac, presidente dell'Associazione romeni d'Italia, "quella di Di Maio è una dichiarazione politica che non fa altro che rovinare i rapporti tra i due Paesi". Tertelac sottolinea l'autogol del pentastellato, evidenziando il giro d'affari da 13 miliardi di euro tra Italia e Romania. "Quelle di Di Maio ? rincara - sono dichiarazioni fatte per finalità elettorali. Me le aspettavo perché il regolamento del M5S è un po' razzista, prevede che un cittadino non italiano non possa candidarsi. Dovrebbero lavorare un po' di più sullo statuto e sulle politiche che vogliono attuare".

Di Maio: "Fatto inopinabile"
Nessun passo indietro da Di Maio che ribatte: "C'è un fatto, che è inopinabile: il 40% dei ricercati con mandato internazionale emesso da Bucarest si trova in Italia. Non lo dico io, lo disse nel 2009 l'allora ministro romeno della Giustizia Catalin Predoiu, dato confermato l'altro giorno a SUM #01 dal procuratore di Messina Ardita". "Motivo per cui ? rincara - non ho nessun motivo oggettivo di mettere in dubbio questa affermazione". "Ho anche messo in evidenza, e lo ribadisco, che siccome la nostra Giustizia è inefficiente, i nostri imprenditori vanno in Paesi dove funziona meglio: come la Romania - è il pensiero di Di Maio -. Impariamo dai rumeni: scoraggiano i delinquenti e attirano le imprese. Abbiamo bisogno di una giustizia rapida, efficiente ed efficace che scoraggi chi vuole delinquere e aiuti chi vuole investire".

Lotti: "Sulla Romania dichiarazioni choc"
In serata replica il ministro Luca Lotti che definisce "dichiarazioni choc" quelle sulla Romania. Lotti si appella direttamente all'esponente M5S con queste parole: "Caro Luigi Di Maio, mi sono imbattuto in uno dei post Facebook più assurdi che io abbia mai visto, in quel post ci sono più bugie che parole". Il commento in oggetto è quello sulla Ryder Cup in cui Di Maio lo accusa di essere "riuscito a piazzare i 97 milioni di euro di fideiussione per il Golf" nella manovrina. Il ministro precisa che i 97 milioni non sono altro che una "garanzia" per un evento sportivo di carattere mondiale.

Roma, 13 aprile 2017 - L'Aula del Senato ha dato il via libera al disegno di legge di conversione del decreto sicurezza per il quale il governo ha chiesto il voto di fiducia con 141 sì, 97 no e 2 astenuti. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, diventa definitivo.

ECCO LE NORME:
CPR AL POSTO DEI CIE - Al posto dei vecchi Cie saranno creati in ogni regione i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), 1.600 posti in tutto, preferibilmente fuori dai centri urbani e vicino ad infrastrutture di trasporto. Queste strutture ospiteranno i migranti da rimandare in patria. Per garantire l'esecuzione delle procedure di espulsione vengono stanziati 19 milioni di euro. Le disposizioni escludono il trattenimento nei Centri di persone "in condizioni di vulnerabilità". Previsto l'accesso ai Centri, senza previa autorizzazione, per i parlamentari e gli altri soggetti ammessi a visitare le carceri.

TAGLIO TEMPI RICORSI SU ASILO - Altro punto fondamentale è il taglio dei tempi di trattazione delle domande di asilo, aumentate nel 2016 del 47% rispetto all'anno precedente (in tutto sono state 123mila). Ci sarà l'assunzione straordinaria di 250 specialisti per rafforzare le commissioni di esame delle richieste. Vengono poi istituite 26 sezioni specializzate in materia di immigrazione ed asilo presso ciascun tribunale ordinario del luogo in cui hanno sede le Corti d'appello. Deciso inoltre il taglio dell'appello per i ricorsi contro il diniego dello status di rifugiato, che diventa ricorribile solo in Cassazione.

LAVORI PUBBLICA UTILITA' PER RICHIEDENTI ASILO - Il decreto prevede la promozione dell'impiego di richiedenti asilo in lavori di pubblica utilità gratuiti e volontari, ad opera dei prefetti, d'intesa con Comuni e Regioni.

PROROGA SOSPENSIONE TRIBUTI PER LAMPEDUSA - Nell'articolato è stata infine inserita la proroga fino al 15 dicembre 2017 della sospensione dei versamenti tributari a favore dei contribuenti di Lampedusa.

Roma, 12 aprile 2017 - "Il governo mettera' la fiducia su un decreto sbagliato che introduce la giustizia su base etnica e punisce i migranti, anche richiedenti asilo. Un vero e proprio passo indietro sul piano dei diritti e della civilta' giuridica del nostro Paese".

Lo afferma il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana-Possibile Giulio Marcon. "Queste norme - prosegue Marcon - vanno cambiate ma non e' stato possibile farlo in commissione perché il decreto e' arrivato blindato, inemendabile, intoccabile. Il ministro Minniti anche oggi dice che l'accoglienza trova un limite nell'integrazione. Piu' o meno le stesse cose che va ripetendo Salvini in questi anni. Infatti il decreto che porta il suo nome ha sposato le peggiori politiche delle destre italiane ed europee. Sui migranti Minniti fa a gara con Salvini. Oggi alle 17 Sinistra Italiana-Possibile partecipera' al presidio sotto Montecitorio".

Genova, 11 aprile 2017 - "Non siamo pronti e non siamo organizzati per grandi flussi. I numeri ad oggi sono sostenibili ma se le proiezioni sono quelle di un'estate 'calda' non credo che siamo organizzati strutturalmente per farvi fronte".

Lo ha detto il segretario generale di Anci Liguria, Pierluigi Vinai, a margine della visita a Genova del ministro dell'Interno, Marco Minniti, per parlare di immigrazione e sicurezza. "Non e' facile - ha concluso Vinai - reperire luoghi attrezzati, con i Cas si e' qualche volta passati sopra a tutti i requisiti strutturali necessari ma con il sistema Sprar questo non e' giustamente possibile".

Il titolo non è un’iperbole. Non vuole essere una provocazione, contenente un’esagerazione. Esso, al contrario, può essere una realistica rappresentazione della situazione che sta maturando nel nostro Paese, nel settore del lavoro scolastico.

L’immigrato intellettuale, laureato ma disoccupato, può trovare occupazione nella scuola italiana, come docente.

Sono tanti, anzi tantissimi, gli immigrati in Italia che dispongono di una laurea italiana, o straniera equipollente a quelle italiane dello stesso tipo. A quanti, tra questi, già titolati dal punto di vista della conoscenza della nostra lingua, dovesse interessare l’insegnamento nelle nostre scuole secondarie, tendono la mano le nuove norme, in esame al Parlamento, per la disciplina dell’accesso al Concorso per docenti, che si prevede di prossima indizione.

Tali norme si caratterizzano per un intento di valorizzazione sociale e culturale dell’attività del docente. Richiedono, infatti, 24 crediti formativi universitari o accademici nelle seguenti quattro materie: antropologia, psicologia, pedagogia e metodologia didattica. Inoltre sono orientate a fissare, come requisito minimo, il possesso di almeno sei crediti in almeno tre della quattro materie suindicate.

L’immigrato intellettuale, laureato ma disoccupato, trova in ICOTEA, gli strumenti più consoni all’eventuale suo proposito di trovare occupazione nella scuola italiana, come docente. Per i seguenti motivi:

perché ICOTEA è un Istituto formativo accreditato presso il MIUR, secondo la Direttiva 170/2016 (Codice Esercente ZAIXV), e riconosciuto da vari altri Ministeri, Enti ed Ordini professionali;

perché ICOTEA ha una collaudata esperienza anche nel settore della Mediazione Linguistica e Culturale, avendo attivato in questo senso un apposito Corso di Laurea;

perché ICOTEA ha lavorato da sempre, con strategie mirate, alla predisposizione di strumenti culturali e linguistici per la formazione e preparazione degli stranieri in Italia (Corsi, Master, ecc.);

perché ICOTEA, nell’ambito della sua programmazione, ha già inserito e predisposto un MASTER intitolato “Pedagogia e Scuola”, per un ammontare complessivo di 1500 ore ed una durata di 12 mesi.

La frequenza di questo MASTER consente ai corsisti, alla fine del Corso, di conseguire un attestato avente valore legale sia in Italia che all’estero. Tale attestato comporta il conseguimento per il corsista di 60 crediti formativi universitari o accademici.

Inoltre, l’attestato finale comporta, per i corsisti già operanti nel settore della Sanità, l’ottenimento di 50 crediti formativi in ECM (Educazione Continua in Medicina), essendo ICOTEA accreditato anche presso il Ministero della Salute.

L’occasione è preziosa.

L’attestato potrà essere utilizzato in tutti i concorsi pubblici e per ogni tipo di avanzamento di carriera. Ai dipendenti pubblici e privati ed ai liberi professionisti, esso assegna crediti formativi professionali.

Al Master si accede con la Laurea o con diploma di Laurea in discipline umanistiche, psicologiche, pedagogiche e sociali. Esso si rivolge ad insegnanti, docenti, aspiranti alla docenza tramite il suddetto concorso, ai precari, agli immigrati titolati, ai Capi d’Istituto.

Le novità didattiche, molto utili agli stranieri in Italia, sono rilevanti. Gli studenti potranno avvalersi di un portale formativo attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Le lezioni, che hanno inizio 24 ore dopo l’iscrizione, si effettuano a distanza, online, ed è possibile fruirne, tramite il proprio computer, da qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento. 

Anche gli esami avvengono online.

Ogni corsista può avvalersi dell’attività di un tutor che metterà la sua preparazione alla base delle sue risposte a tutti i quesiti che gli studenti vorranno sottoporgli riguardo agli argomenti del corso.

Il Master ICOTEA, ai vantaggi competitivi derivanti dalle novità didattiche e dalla versatilità di impiego del relativo attestato finale, aggiunge una straordinaria convenienza economica.

Infatti, ICOTEA, grazie alle sue credenziali formative, beneficia di un riconoscimento da parte dell’Unione Europea, che con un Voucher Formativo Finanziato, copre parzialmente il costo del Master per ogni singolo corsista.

Il Voucher è compatibile con la Carta del Docente.

Infine,  in due versamenti.

L’investimento sul futuro è sicuro.

L’integrazione, in una società multiculturale e multietnica, è anche e soprattutto questo: conoscenza, rispetto, apprendimento ed insegnamento delle rispettive culture. 

ICOTEA lo ritiene indispensabile e ne ha fatto un vessillo.

 

 

 

 

Roma, 12 aprile 2017 - 'Sul tema dei flussi migratori il vice di Alfano al ministero degli Esteri dice che "l'Italia intende allargare i corridoi umanitari per favorire viaggi piu' sicuri". Prima riducono la nostra Marina militare a servizio taxi degli scafisti, poi ignorano le attivita' sospette delle ong che recuperano i barconi a ridosso delle coste libiche e oggi arrivano addirittura a dire che vogliono agevolare i viaggi della morte. Ormai e' chiaro: chi ci governa e' complice dell'invasione dell'Italia'.

Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Roma, 11 aprile 2017 - "Salvini usa parole inaccettabili nei confronti del presidente della Repubblica. Mattarella sul tema dell'immigrazione, cosi' come in tutti i suoi interventi, ha sempre dimostrato saggezza e lungimiranza per il bene del Paese e dei suoi cittadini. L'esatto opposto delle volgarita' a cui ci ha abituato il leader leghista".

Lo ha affermato in una dichiarazione Emanuele Fiano, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali alla Camera.

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