Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Roma, 20 giugno 2017 - "L’Italia è consapevole del suo ruolo e di quanto è stato fatto, grazie al lavoro di tanti nostri concittadini – a volte in condizione di estrema difficoltà e a costo di sacrifici personali – per salvare vite umane e accogliere profughi e rifugiati, aventi diritto a protezione sulla base delle norme internazionali".

Sono le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. “La Giornata che oggi celebriamo ci spinge a sottolineare la coerenza con i valori della Costituzione repubblicana delle iniziative assunte in materia dall’Italia – ribadisce il Capo dello Stato -, lontani da approcci di indifferenza se non ostilità verso le vittime di tragedie dell’umanità che si sviluppano ai confini dell’Europa”.

Roma, 19 giugno 2019 - “Si gioca un tema cruciale” sullo ius soli, cioè “la partita dell’immigrazione”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, intervenendo a “La Repubblica delle Idee” a Bologna.

“C’è chi dice immigrazione uguale terrorismo – ha aggiunto Minniti – ma è un’equazione sbagliata. C’è invece un rapporto tra terrorismo e integrazione: un Paese ben integrato è un Paese più sicuro”.

Roma, 17 giugno 2017 - “Il messaggio del video è molto semplice: è arrivato il tempo di considerare a tutti gli effetti questi bambini come dei cittadini italiani”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, commentando un video sui figli dei migranti, nel corso di un dibattito a Bologna durante la manifestazione Repubblica delle idee.

“Glielo dobbiamo, penso sia un atto doveroso di civiltà e mi auguro che il Parlamento lo faccia molto presto, nelle prossime settimane”, ha detto a proposito della discussione sullo ius soli. “A chi guarda con diffidenza a questa decisione voglio dire – ha proseguito – che diventando cittadino italiano acquisisci diritti ma anche doveri. Stiamo parlando della possibilità di consentire a questi bambini non solo di sentirsi italiani ma di essere italiani, parlare la lingua, rispettare le nostre leggi. Non bisogna lasciare nessuno spazio all’idea che con questa decisione noi sottovalutiamo l’importanza della nostra cultura, della nostra identità. L’Italia è un fatto importantissimo, ma proprio per questo abbiamo la forza di aprirci e estendere la cittadinanza a tanti bambini che ne hanno diritto”.

“A chi agita in modo ingiustificato lo spettro di minacce alla nostra sicurezza, che ovviamente non hanno a che fare coi bambini che abbiamo visto in questo video. L’esperienza di questi anni di chi contrasta la radicalizzazione e il terrorismo ci dice che per contenere i pericoli e prosciugare l’acqua attorno ai quali si radicalizzano la strada non è l’esclusione, la contrapposizione, la rottura, la strada dei muri che si alzano, la strada è quella del dialogo e dell’inclusione. La cittadinanza a questi bambini è un pezzo della nostra sicurezza e per questo che dobbiamo procedere e concedere questo diritto a chi se lo merita in modo così evidente”.

Milano, 16 giugno 2017 - La legge sullo Ius soli “è la direzione giusta. Non mi sfugge che si tratta di una decisione che in Europa si segnala come coraggiosa, ma è un modo per dare a bambini e ragazzi che sono già italiani la piena cittadinanza: devono avere gli stessi diritti e doveri dei miei figli”.

In un'intervista su Repubblica, il vicesegretario del Partito democratico, Maurizio Martina, tranquillizza: “Il Pd non arretra”. E sulla possibilità di porre la fiducia dichiara: “Penso che non dobbiamo escludere nulla”. Lo scontro di ieri in Senato è stato “un’indegna, inaccettabile bagarre. È intollerabile che la Lega cerchi di ostacolare una discussione in Aula, la democrazia vive del confronto e di regole”, dichiara Martina. “Queste provocazioni sono andate oltre la soglia di guardia. E quanto accaduto a Valeria Fedeli è il frutto di atteggiamenti radicali e intolleranti, da condannare. Non ci fermeranno, comunque”.

Ginevra, 19 giugno 2017 - Il numero di sfollati e rifugiati nel mondo ha toccato nel 2016 il nuovo record di 65,6 milioni. Lo ha riferito oggi l’Alto Commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, presentando il rapporto annuale dell’agenzia delle Nazioni Unite alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato.

“Il numero globale di 65,6 milioni è in leggero aumento rispetto ai 65,3 milioni” del 2015, ha detto Grandi, aggiungendo che “da qualunque angolazione la si guardi, questa cifra è inaccettabile”.

Roma, 16 giugno 2017 - “I parlamentari del Partito Democratico vivono smart. Centocinquantamila italiani scappano all’estero perché cercano lavoro, le culle non sono mai state così vuote. Ogni giorno chiudono cento aziende in Italia e sbarcano mille immigrati. Di cosa si occupa il Pd? Di ridurre le tasse, di aiutare i pensionati? No, di regalare cittadinanza e magari domani anche il diritto di voto agli immigrati. E’ una follia, e per fermarla le proveremo tutte: non ultima un referendum, coinvolgendo 60 milioni di italiani chiedendogli se vogliono continuare a vivere in Italia o se pensano di essere stranieri in casa loro”.

Così Matteo Salvini, in diretta a Tgcom24, commentando la bagarre scoppiata ieri in Senato durante la discussione per l’approvazione della legge sullo “Ius Soli”. “Non si capisce l’urgenza di questa legge se non per cercare di recuperare qualche voto o qualche iscritto ai sindacati, altrimenti un Parlamento serio si occuperebbe di altro. Gli unici razzisti in Italia sono quelli del Pd che sono razzisti nei confronti degli italiani”, ha continuato Salvini. “La gente è esasperata, bisogna bloccare l’invasione clandestina in corso, non regalare altri pseudo-diritti. Possiamo avere urlato troppo in Aula, ma io inviterei i ministri del Pd a un confronto al mercato, con i poliziotti, con i commercianti e i pensionati”.

Roma, 16 giugno 2017 - L'Aula di palazzo Madama incardina il disegno di legge sullo ius soli mentre fuori impazza la protesta di Casa Pound e dentro i parlamentari della Lega si avventano sui banchi del governo lanciando insulti al presidente Grasso.

Una seduta di fuoco che finisce con dei contusi: la ministra della Scuola Valeria Fedeli viene portata in infermeria, mentre il capogruppo del Carroccio, Gianmarco Centinaio, conclude la "resistenza da Fort Alamo" con dita steccate e mano gonfia. 

La strategia di Lega e M5S contro il ddl che riconosce la cittadinanza anche allo straniero che nasce in Italia era già pronta da mercoledì. I 5 Stelle avevano chiesto e ottenuto in Conferenza dei capigruppo che, subito dopo la fiducia sulla manovra e prima che si cominciasse l'esame sullo ius soli, l'Assemblea si pronunciasse sul parere riguardante i presupposti di costituzionalità del decreto vaccini: "escamotage" che avrebbe consentito di far mancare il numero legale sullo ius soli con conseguente slittamento del suo esame. Sul parere di costituzionalità infatti "si sarebbe potuto parlare a lungo". Grasso aveva accolto la richiesta perché obbligato dal Regolamento (art.78 comma 3) e così è toccato alla presidente del Misto Loredana De Petris (SI) sparigliare le carte e chiedere l'inversione dell'ordine del giorno per parlare prima di ius soli e poi di vaccini. Richiesta condivisa dal capogruppo Pd Luigi Zanda e poi votata.

E' a questo punto che nell'emiciclo scoppia l'inferno. La Lega, guidata da Roberto Calderoli, alza il livello dello scontro per costringere Grasso a sospendere la seduta. Raffaele Volpi rivolge un plateale "Vaffa..." al presidente del Senato che prima lo espelle irato, ma, poi, con abile mossa tattica e creando "il primo precedente nella storia repubblicana" gli revoca nel giro di pochi minuti l'espulsione per evitare lo stop dei lavori. Il Regolamento prevede infatti che sia nel caso in cui l'espulso resti in Aula (Volpi rimane "coperto" dai colleghi), sia nel caso in cui questo venga trascinato fuori, la seduta si sospenda. Così a Grasso non resta che far buon viso a cattivo gioco e deferire disciplinarmente Volpi senza cacciarlo. La decisione innervosisce Calderoli che paragona Grasso "all'arbitro Moreno". "Quando i giocatori si arrivano a nascondere l'arbitro deve comportarsi come può" è la risposta.

Ma i leghisti non si fermano e corrono verso i banchi del governo con cartelli con la scritta "No Ius soli", "Stop all'invasione". Centinaio si abbarbica accanto alla Fedeli mentre 7 commessi cercano di farlo alzare. "Ho fatto una resistenza da Fort Alamo" commenterà poi. "Ma sul ddl non molliamo". Del resto i ballottaggi sono alle porte "e ognuno fa la sua partita". Il voto sul ddl infatti slitta a dopo le urne. Magari con la fiducia come chiedono i dem Luigi Zanda e Matteo Orfini.

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