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Mer, Novembre

Roma, 18 ottobre 2018 – “Ci sono due temi distinti: credo che il modello di accoglienza di Riace non vada smantellato, poi c’è un iter processuale che non deve far parte del dibattito politico. Penso che Lucano sia un esempio e sia una persona che è stata lasciata sola ad affrontare un tema immenso e a quel modello di integrazione dovremmo guardare con grande attenzione”. Così a margine di un evento a Roma, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in merito alla vicenda del sindaci di Riace.

Roma, 18 ottobre 2018 – Un ragazzo ventiduenne proveniente dal Gambia, Amodou si è suicidato nel Tarantino dopo aver ricevuto il diniego per l’asilo politico nel nostro paese. A portare alla luce il tragico gesto l’associazione Babele che sta raccogliendo fondi per poter rimpatriare la salma nel paese africano. “Qui in Italia, per la legge, non poteva più starci. – si legge su Facebook – Il suo sogno era tornare in Africa. Riportiamo la sua salma nel suo villaggio in Gambia. Realizziamo insieme il suo ultimo desiderio”.

Reggio Calabria, 17 ottobre 2018 - Il tribunale del riesame di Reggio Calabria ha revocato gli arresti domiciliari nei confronti del sindaco (sospeso) di Riace, Mimmo Lucano. Il Tdl ha quindi accolto parzialmente quanto invocato dai legali Mazzone e D’Aqua e ha sostituito la misura emessa dal Gip di Locri con quella del divieto di dimora nel comune jonico. Lucano rimane quindi indagato per una serie di reati tra cui il favoreggiamento di immigrazione clandestina e l’illecito affidamento dei servizi della raccolta differenziata. Per il momento, inoltre, rimane sospeso dalla carica di primo cittadino così come aveva disposto il prefetto Michele Di Bari all’indomani dell’Operazione Xenia. Passa dal divieto di dimora nel comune di Riace all’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria Lemlem Tesfahun, la compagna di Lucano. Anche per lei i giudici del Tribunale della libertà di Reggio Calabria hanno affievolito la misura cautelare emessa dal Gip di Locri il 2 ottobre scorso. Se Lucano, alla luce del provvedimento emesso nei suoi confronti dal TdL dovrà lasciare il piccolo borgo jonico, visto l’allontanamento disposto dai giudici, viceversa la sua compagna vi potrà fare ritorno.

Il mio nome è Elizabeth Arquinigo Pardo e sono una cittadina peruviana, residente in Italia da oltre 18 anni. Sono nata a Lima e mi sono trasferita qui quando avevo dieci anni.
Scrivo perché mi sento tradita dalla nazione in cui vivo e della quale faccio parte integrante. Ma sono anche molto arrabbiata. Arrabbiata, con quella parte di "sinistra", che ha dato inizio alla deriva (con l'affossamento dello Ius Culturae) ma arrabbiata anche con chi continua a creare legami inesistenti tra un fenomeno naturale e strutturale, com'è il fenomeno migratorio e la criminalità organizzata. Facendo passare il messaggio che tutti gli stranieri dal primo all'ultimo arrivato siano dei "clandestini".
Clandestino, parola, che grazie ad un astuto provvedimento viene poi associato ad un reato: il reato di clandestinità. Reato di cui stando ai sempre più frequenti tweet del nostro ministro dell'interno nonché vice primo ministro Matteo Salvini, ci saremo macchiati tutti dal primo all'ultimo e che ci porta ad essere più propensi al crimine, per l'appunto.
Ma è soprattutto a lui, che vorrei rivolgere alcune "segnalazioni". A lui, che durante la campagna elettorale e nel suo becero e maldestro tentativo di porci gli uni contro gli altri: creando, addirittura dei cittadini extracomunitari di serie A (coloro regolarmente residenti) e extracomunitari di serie B (richiedenti asilo politico), asseriva: "tutti i cittadini extracomunitari, che lavorano, pagano le tasse, studiano e sono ben integrati sono miei amici” e ancora "i cittadini extracomunitari regolari non hanno nulla di che preoccuparsi: sono tutti amici miei".
Vorrei chiedere al ministro che cos'è cambiato? Perché quest’accanimento anche nei miei confronti. Perché sono aumentati a 48 mesi i tempi di attesa dell'istruttoria per la cittadinanza? Perché ha previsto la revoca di un diritto civile nonché fondamentale come quello della cittadinanza? Non eravamo suoi amici?
Io, signor ministro, rappresento il suo perfetto "prototipo" di immigrata (quello pre risultati elettorali, intendiamoci). Sono residente nel belpaese da oltre 18 anni, mi sono laureata, come può ben notare faccio un uso corretto sia scritto che parlato dell'italiano e sono (anche) un’onesta contribuente. Ho iniziato a lavorare stabilmente (con contratti regolari sia da dipendente che da partita iva) subito dopo l'università.
Non ho potuto per motivi familiari presentare la domanda di cittadinanza a carico dei miei genitori. Quindi, questa cittadinanza non solo me la sono conquistata, in quanto è il coronamento di un percorso di integrazione, per l'appunto. Ma, questa cittadinanza me la sono anche sudata e guadagnata. Ho presentato domanda con i miei redditi infatti. Sono sicura che approverà questa mia scelta, dato che lei ama affermare nei suoi comizi, che la cittadinanza deve essere conquista e guadagnata.
Ecco signor ministro, sta proprio qui il paradosso, che mette in luce tutte le sue contraddizioni: io, una cittadina perfettamente regolare, contribuente in regola, laureata e con la voglia di proseguire con i suoi studi, rischia di non avercela questa cittadinanza.
Eh già, mi piacerebbe continuare con gli studi con un master all'estero. Ora, purtroppo, per via di quest'ultima sua riforma non sono libera, sono in trappola, prigioniera della burocrazia nostrana. Per colpa della burocrazia e della legge vigente sono obbligata a rimanere in Italia fino alla fine dell'istruttoria, che ora a causa del nuovo decreto durerà 4 anni. Mi trovo infatti costretta a NON poter cambiare residenza per i prossimi 4 anni. Non potrò, quindi accedere a molte opportunità lavorative ed accademiche all'estero.
Trovo il suo provvedimento ingiusto (per molti altri motivi), inadeguato a governare il fenomeno ma soprattutto ipocrita. Già perché viene meno alla parola data in campagna elettorale a noi suoi "amici regolari".
Spesso dimentico che la sua parola è valida (forse) solo per i cittadini italiani, e io ai suoi occhi non lo sono ancora. E molto probabilmente non lo sarò mai.
A causa del suo provvedimento, nonostante gli anni di contributi versati, l'investimento in educazione e il contributo economico/sociale. Insomma, nonostante io me la sia sudata e quasi conquistata questa cittadinanza, io così come altri, anzi moltissimi altri ragazzi rimarremo in una gabbia burocratica.

Elizabeth Arquinigo Pardo

Mosca, 17 ottobre 2018 - “Da quando il nostro governo è salito al potere, abbiamo lavorato per cambiare radicalmente il modo di gestire i flussi migratori verso l’Europa e non saremo soddisfatti con piccoli cambiamenti momentanei. Al contrario, andremo avanti fino a quando l’Unione europea non inizierà ad agire direttamente in Africa”. Lo ha detto il leader della Lega, vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in un’intervista alla Tass prima della sua visita in Russia.

Roma, 17 ottobre 2018 - “Orari di rientro e maggiori controlli per gli immigrati ospitati in città. Ha fatto bene il prefetto di Firenze: chi viene assistito a spese degli italiani non è in vacanza e deve rispettare delle semplici regole”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Roma, 16 ottobre 2018 - “La prima sfida” di questo Consiglio europeo che si apre in una fase molto delicata è “la gestione condivisa e multilivello dei flussi migratori. Per affrontare un problema globale serve un cambio di paradigma, privilegiando un approccio strutturale ad un approccio emergenziale occorre dare una risposta comune con un meccanismo stabile e sostenibile già nelle fasi di sbarco, redistribuzione e rimpatrio, senza oneri aggiuntivi per paesi come l’Italia di primo arrivo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre.

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