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Dom, Maggio

Milano, 15 gennaio 2018 - Accettare tutti gli immigrati significa mettere a rischio “la nostra etnia”, quindi “dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società, deve continuare ad esistere. E’ una scelta”. Questo uno dei passaggi dell’intervista del candidato sindaco del Centrodestra lombardo Attilio Fontana alle elezioni del prossimo 4 marzo. Fontana, che ha parlato ieri a Radio Padania, ha parlato di gestione dell’immigrazione, e ha affermato: “Noi non possiamo accettarli tutti. Se dovessimo accettarli tutti vorrebbe dire mettere a rischio noi stessi come realtà sociale, come realtà etnica. Perché loro – ha detto – sono molti più di noi. sono molto più determinati di noi nell’occupare questo territorio. Per cui – ha proseguito Fontana – di fronte a queste affermazione dobbiamo ribellarci. Non possiamo accettarlo".

Roma, 15 gennaio 2018 - "In Italia ci sono 500.000 clandestini costretti a vivere di espedienti e a delinquere. Questo grazie al lassismo di chi non ha saputo chiudere la porta all’immigrazione clandestina, come noi avevamo fatto tramite trattati con la Libia". Lo ha detto ieri Silvio Berlusconi, ospite di Barbara D'Urso su Canale5.

Roma, 11 gennaio 2018 - Costruire un sistema comune di asilo europeo: è il passo necessario per affrontare l’emergenza migranti emerso al summit tra i paesi dell’Europa meridionale in programma a Roma.“Siamo determinati a rafforzare le nostre partnership con alcuni paesi, particolarmente in Africa”, hanno affermato i capi di Stato e di governo di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Cipro e Grecia.

A presiedere i lavori del summit sulle politiche migratorie, il premier italiano Paolo Gentiloni: “Nella politica migratoria nel 2017 abbiamo sicuramente ottenuto risultati incoraggianti nella dimensione esterna, nel governo dei flussi e nella lotta al traffico di esseri umani, ma sappiamo che questi risultati vanno continuamente consolidati”.“Siamo tutti d’accordo sul fatto che dobbiamo rafforzare gli elementi di solidarietà per proteggere meglio le frontiere europee e andare verso una gestione comune” dei flussi migratori, “rispondendo alle incoerenze del Trattato di Dublino”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron.“I paesi del Sud Europa devono battersi per attuare una politica migratoria europea comune che abbia come punto guida una gestione efficace delle frontiere e la solidarietà, in particolare verso i paesi che ricevono i flussi maggiori”, ha concluso il premier greco Alexis Tsipras.

Roma, 3 gennaio 2018 - Sono stati 119.310 gli immigrati sbarcati sulle coste italiane nel 2017. Erano stati 181.436 nel 2016. Sono i dati ufficiali diffusi dal Viminale, che sottolinea come il calo registrato sia del 34,24%. Inverso il rapporto tra primo e secondo semestre: da gennaio a giugno gli sbarchi (con una differenza di 13.532) sono stati minori nel 2016 (70.222) che nel 2017 (83.754), mentre il calo (-75.658) si è registrato da luglio a dicembre: 11.214 nel 2016, 35.556 nel 2017. Nel solo mese di dicembre il calo è stato del 73%, del 77% se si prendono in considerazione i migranti provenienti dalla Libia.

New York, 12 gennaio 2018 -  Nuovo attacco del presidente americano Donald Trump nei confronti dei migranti. Il Washington Post ha riportato la notizia, citando due fonti differenti, secondo cui in un incontro tenutosi nello studio ovale della Casa Bianca con alcuni legislatori, il presidente ha reagito male all’idea di offrire protezioni ai migranti giunti in Usa da Haiti, El Salvador e da nazioni africane.“Perché abbiamo tutta questa gente da Paesi… ‘di merda’?”, avrebbe dichiarato Trump usando la parola “shithole” e riferendosi a Haiti ed ai Paesi africani. Secondo lui, gli Stati Uniti dovrebbero invece puntare su gente in arrivo dalla Norvegia, il cui primo ministro è stato di recente alla Casa Bianca.

Secondo i primi commenti, Trump è un “razzista che preferisce migranti bianchi a quelli di colore”. Basti pensare che il magnate del mattone di New York annunciò la sua discesa in campo dicendo che i messicani che sceglievano di trasferirsi in Usa erano tutti stupratori.

Roma, 5 gennaio 2018 - La piccola Asel, venuta alla luce 47 minuti dopo la mezzanotte del primo gennaio è la prima nata del 2018 a Vienna. Ma invece di auguri per il suo arrivo – riportato con grande rilievo dai media austriaci, come di prassi a Capodanno – la bimba è stata accolta da un’ondata di dichiarazioni razziste, odio e insulti di vario tipo. La sua colpa: essere figlia di una coppia di musulmani, Naime e Alper Tamga, con l’aggravante di essere finita su molte prime pagine in braccio alla mamma, con il capo velato.

Le associazioni che militano per la difesa di migranti e rifugiati e per i diritti sul web dicono di non avere mai visto nulla di simile. Tra lo stupefatto e il preoccupato, gli operatori che lavorano con gli stranieri immigrati commentano la marea di odio diretta ad un neonato nell’Austria guidata da un governo sbilanciato verso la destra.

Roma, 24 dicembre 2017 - Stop tra le polemiche allo ius soli: l'anno 2017 del Parlamento si chiude al Senato con un naufragio, quello della legge sulla cittadinanza ai minori stranieri, previsto e prevedibile. Per lo ius soli non ci sarà più tempo, almeno fino al prossimo marzo: a chiudere, infatti, non è solo l'anno solare di Camera e Senato ma l'intera legislatura parlamentare, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ormai pronto a sciogliere il Parlamento tra il 28 e il 29 dicembre.

A segnare il fischio finale dei lavori parlamentari è stata la polemica sullo ius soli. L'esame del ddl arriva in Aula in tarda mattinata ma subisce subito uno stop (di fatto un addio) per mancanza del numero legale. Assenti i senatori M5S, gran parte dei centristi e un gruppo dei Dem. Grasso, constatando l'impossibilità di andare avanti, ferma i lavori fissando la nuova seduta per il 9 gennaio del 2018: che sarà resa di fatto impossibile dallo scioglimento delle Camere previsto entro quest'anno.

Il mancato numero legale "è responsabilità di destra e M5S", attacca il Pd, laddove Lega e FI esultano per lo stop al ddl e LeU non lesina un attacco ai Dem: "è stata una loro scelta tener ferma la legge per due anni".

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