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Roma, 1 marzo 2017 - Non verra' decisa alcuna "data limite" oltre al quale cambieranno i diritti dei cittadini dell'Unione Europea che vorranno vivere in Gran Bretagna prima che venga concluso il negoziato sui diritti dei britannici a vivere in Europa. Fonti del governo britannico hanno spiegato cosi' la posizione di Downing Street, che non intende prendere iniziative unilaterali sulla Brexit finche' non verranno garantiti i diritti di residenza dei britannici che hanno scelto di stabilirsi oltre la Manica.

La possibilita' quindi che la cosiddetta "cut off date" per gli immigrati dalla Ue coincida con il giorno, attorno al 15 marzo, in cui il governo di Theresa May fara' formalmente ricorso all'articolo 50 del trattato di Lisbona, appare estremamente remota. Downing Street infatti ha sottolineato ieri che la data in cui il libero movimento degli europei nel Regno unito verra' limitata sara' parte integrante del negoziato sulla Brexit con Bruxelles. La stessa posizione e' stata espressa da Whitehall, sede del ministero degli Esteri.

La scorsa settimana erano circolate voci secondo cui la premier avrebbe annunciato la fine della libera circolazione delle persone dalla Ue in contemporanea con l'avvio del negoziato, atteso per meta' marzo. Le voci erano scaturite da una riunione di governo di giovedi' scorso, nel quale i ministri avevano esaminato il futuro dei cittadini Ue in Gran Bretagna e le future politiche d'immigrazione dalla Ue, spiega il Guardian. Durante la riunione i ministri avevano espresso posizioni contrastanti. Il Sunday Times ha scritto che tra le possibilita' in esame c'e' quella di concedere un visto quinquennale ai cittadini Ue che lavorano in settori chiave, escludendoli pero' dai benefici previdenziali. Inoltre il governo potrebbe preparare una lista i settori con posti di lavoro disponibili per gli immigrati dalla Ue, come gia' fa per l'immigrazione non europea. Ieri un portavoce di Downing Street ha detto che se il controllo dell'immigrazione e' uno dei principali obiettivi della Brexit, questo entrera' in vigore solo al termine del periodo negoziale. Le stesse voci hanno provocato una ferma risposta di Bruxelles.

"Finche' la Gran Bretagna e' uno Stato membro, mantiene diritti e obblighi. La Commissione ritiene che sia desiderabile che al data in cui cio' cambiera' sia la data in cui la Gran Bretagna lascia" ha detto un'autorevole fonte diplomatica. La posizione sarebbe stata concordata durante una riunione tecnica tra il capo negoziatore sulla Brexit della Ue Michel Barnier e i rappresentanti degli altri Stati membri.

Verrà rafforzata la barriera eretta nel 2015. L'obiettivo è finire entro l'estate, quando più persone tentano di passare la frontiera. Sensori per far scattare l'allarme

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