Politiche migratorie: Trump ritira gli Usa dal patto Onu sui migranti - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Attualità
Roma, 4 dicembre 2017 - Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha deciso di ritirare gli Stati uniti dal Patto mondiale dell’Onu che mira a migliorare la gestione internazionale dei migranti e dei rifugiati, giudicato “incompatibile” con le sue politiche migratorie. Lo ha annunciato ieri la missione americana presso le Nazioni unite. “Oggi la missione americana all’Onu ha informato il suo segretario generale che gli Stati uniti mettono fine alla loro partecipazione al Patto mondiale sulle migrazioni”, si legge in un comunicato. A settembre del 2016, i 193 membri dell’Assemblea generale avevano adottato all’unanimità un testo definito “Dichiarazione di New York” che puntava a migliorare la gestione internazionale – accoglienza, sostegno ai rimpatri – dei movimenti di rifugiati e migranti. Sulla base di questa Dichiarazione, l’alto Commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, aveva ricevuto l’incarico di proporre un Patto mondiale sui Migranti e Rifugiati nel suo rapporto annuale all’Assemblea Generale nel 2018. Il Patto deve essere basato su due punti fondamentali: definizione di un quadro di risposte da fornire e un programma d’azione.

“La Dichiarazione di New York include diverse disposizioni che sono incoerenti con le politiche di immigrazione e rifugiati degli Stati Uniti e i principi di immigrazione dell’amministrazione Trump”, si legge nel comunicato della missione statunitense all’Onu guidata dall’ambasciatore Nikki Haley. “Di conseguenza, il presidente Trump ha deciso di interrompere la partecipazione degli Stati Uniti alla preparazione del Patto che mira a raggiungere un consenso all’ONU nel 2018”, si aggiunge nella dichiarazione. “L’America è orgogliosa del suo retaggio in materia di immigrazione e della sua leadership nel sostenere le popolazioni di migranti e rifugiati in tutto il mondo”, ha riferito l’ambasciatore Haley. “Nessun paese ha fatto più degli Stati Uniti e la nostra generosità continuerà, ma le nostre decisioni sulle politiche di immigrazione devono sempre essere prese dagli americani e solo dagli americani. Decideremo il modo migliore per controllare i nostri confini e a chi sarà permesso di entrare nel nostro paese”, ha concluso.