Pucciarelli Presidente della Commissione dei Diritti umani? Ma se non voleva nemmeno portare in Senato le 50mila firme per chiedere una legge contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia! - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Mer, Dicembre

Attualità
Roma, 15 novembre 2018 - «Ho saputo della nuova nomina della Senatrice di Lega Nord Stefania Pucciarelli, nominata Presidente della Commissione per la tutela dei Diritti umani del Senato e a me purtroppo nota per il suo "like" alla frase "forni ai migranti, e non case popolari" che la stessa ha giustificato dicendo che ha messo "mi piace" senza aver letto e compreso - commenta la denunciante Aleksandra Matikj, Presidentessa del "Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione" - ed è stata indagata assieme all'autore della frase Davide Tempone per il reato di cui all’art. 3 c. 1 legge 654/1975 che riguarda coloro che propagandano “idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e/o per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

Una volta finita la faccenda in Tribunale di La Spezia, la Senatrice Pucciarelli ha dichiarato di non essere razzista ed è per questo che, una volta davanti al Giudice, nel nome del nostro Comitato, le abbiamo chiesto un piccolo gesto simbolico e concreto, contro le discriminazioni: portare in Senato le nostre 50.000 firme, già approvate da Laura Boldrini l'anno scorso in Camera dei Deputati e presentare una Legge in Senato contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Ha rifiutato.
È stata assolta.

Inoltre, leggo oggi che quel 9 novembre u.s., dichiarava: “Finalmente al campo rom di Via Gragnola, a Castelnuovo Magra, sono ritornate le ruspe”...
Dopo tutto questo, sinceramente non so quanto Stefania Pucciarelli possa essere adatta al suo nuovo incarico ma in buona fede seguiremo il suo lavoro, sperando che gli episodi come quelli già citati non si ripetano mai più. Monitoreremo», conclude la Matikj.