Scuola. 'Clandestini nei centri profughi', la bufera sul sussidiario - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Attualità
Roma, 27 ottobre 2017 - È finito sotto accusa il sussidiario "Diventa protagonista" - utilizzato nelle scuole elementari - del gruppo editoriale Il Capitello per una pagina sui migranti e sulla fuga dei cervelli dall'Italia, in cui si associa la parola "migranti" a termini come "profughi" e "clandestini". Nel paragrafo in questione si collega anche la difficile condizione e integrazione degli stranieri in Italia al malessere manifestato talvolta dai cittadini. Parole, queste, che hanno suscitato polemiche e che hanno spinto anche l'ex sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, a intervenire: "Libri adottati per formare i cittadini di domani all'intolleranza". La replica dell'editore alle polemiche: "Il testo è una fotografia realistica della situazione. Siamo comunque pronti ad accettare consigli costruttivi per delle correzioni".

La segnalazione di Baobab
A segnalare la pagina è stata con un post su Facebook una mamma di Monza, che ha fotograto il libro utilizzato in classe da sua figlia. A diffondere sui social la foto è stato poi il collettivo Baobab Experience, attivo da molti anni nell’accoglienza dei migranti in transito a Roma. Questo il testo in questione: "È aumentata la presenza di stranieri, provenienti soprattutto dai paesi asiatici e del Nord Africa", si legge nel paragrafo contestato, "molti vengono accolti in centri di assistenza per i profughi e sono clandestini, cioè la loro permanenza in Italia non è autorizzata dalla legge". Continua poi il testo sulle condizioni economiche dei migranti: “Nelle nostre città gli immigrati vivono spesso in condizioni precarie: non trovano un lavoro, seppure umile e pesante, né case dignitose. Perciò la loro integrazione è difficile: per motivi economici e sociali, i residenti talvolta li considerano una minaccia per il proprio benessere e manifestano intolleranza nei loro confronti". Baobab commenta nel tweet in cui allega la foto della pagina del sussidiario: "Speravamo che fosse tutto finto, invece è vero. Questo è quello che si racconta su un sussidiario di quinta elementare. Qualcuno deve risponderne".

La replica dell'editore: "Fotografia realistica della situazione"
La casa editrice "Il Capitello" ha affidato la propria replica a una dichiarazione scritta: “Basta leggere senza pregiudizi il testo 'incriminato' per accorgersi che si tratta di una fotografia purtroppo realistica della situazione attuale", spiega Alessandro Castellano, figlio di uno dei tre fratelli fondatori della casa editrice torinese. "Anzi, se proprio si vuole dare una connotazione, il testo suggerisce esattamente l’opposto di quanto ci viene rimproverato. Semmai emerge la considerazione che i residenti tendono a interpretare in modo distorto la questione degli immigrati". Castellano vuole infine precisare che "la nostra casa editrice vanta una tradizione democratica, da sempre evidente nei testi pubblicati. E, proprio per questo, è disponibile e aperta a consigli e suggerimenti costruttivi per eventualmente rivedere quanto pubblicato".