Spariti tutti gli immigrati dall'Italia, è l'allarme sicurezza - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Attualità

Roma, 21 maggio 2017  - L’altro ieri notte tutti gli immigrati congiuntamente hanno approfittato della situazione e sono scappati via: un esodo all’incontrario! Non si sa dove siano andati, ma la notizia certa è che non ci sono più. Bisogna affrontare una nuova emergenza.

Le prime reazioni dei politici, e specialmente di quelli più o meno xenofobi, sono di gioia e felicità, ma dopo un po’ ha prevalso lo smarrimento... Senza immigrati non può più esserci un dibattito sull’immigrazione, tutta una serie di slogan... e quindi verrebbe a mancare uno dei temi cardine di questi partiti.

Un giovane politico di razza ariana e di origini nordiche, andava in giro per l’Italia per spiegare che gli immigrati rubano il lavoro, sono diversi da noi, sono portatori di malattie e violenza, sono terroristi e fondamentalisti, e per tutti questi motivi non li vogliamo. Guardando lo specchio ha detto: “Che cosa farò da domani? Non so fare altri lavori, non conosco un linguaggio senza la presenza di un capro espiatorio o dell’altro (altro come nemico), non so ridere e scherzare, non ho amici per parlare di cose leggere”.

Non solo ci sono decine di politici che avevano sviluppato un linguaggio per offendere questo nemico chiamato “immigrato”, ma ci  ora ci sono migliaia di striscioni nei cassetti, preparati per manifestazioni e per elezioni. Cosa facciamo di tutta questa stoffa e carta? E non solo perché questi cartelli li affiggevano sempre gli stessi immigrati, dato che gli italiani questo lavoro non lo volevano fare.

La notizia della fuga è arrivata anche nelle redazioni di alcuni giornalisti che non sanno come si scrive una notizia senza denigrare un immigrato. Sono scioccati e senza parole. I loro programmi televisivi sono stati chiusi e la loro scrivania è stata tolta. Alcuni, a causa del trauma, sono ricoverati negli ospedali psichiatrici mentre altri non escono più da casa.

Tutte le leggi sull’immigrazione in Parlamento sono senza senso. La legge Bossi - Fini, il pacchetto sicurezza, il decreto Minniti - Orlando, lo ius soli e tanti altri decreti fatti dai governi di destra e sinistra. Molte di queste leggi fatte per avere i consensi elettorali e soprattutto per conquistare le simpatie degli indecisi. Diversi partiti politici devono riscrivere il loro statuto e pensare cosa scrivere in questo pezzo di carta. Pensate che adesso non si può scrivere: L’Italia agli italiani !

Oggi migliaia di aziende sono rimaste chiuse. Molti negozi non hanno alzato la serranda, i proprietari di aziende agricole stanno aspettando le file di biciclette dei lavoratori sikh e pakistani che non arriveranno. Le famiglie italiane si trovano improvvisamente a non saper come gestire la loro quotidianità, non sanno come pulire la casa, badare ai loro anziani e portare i bambini a scuola. Le scuole sono rimaste con le classi semi vuote e senza personale per le pulizie. L’assenza di un milione di figli degli immigrati ha cambiato il mosaico cittadino. Questa scena fa ricordare quel grande esodo quando novecento anni fa, dalla Sicilia erano andati via i musulmani.

Chi andrà a raccogliere i pomodori, a lavorare nelle fabbriche e fare tutto quello che facevano questi cinque milioni e mezzo d’immigrati? L’Italia si è fermata e ha chiesto aiuto al mondo intero. Dalla Libia non si vede una barca, per le strade non ci sono più asiatici, africani, moldavi e peruviani. Adesso ci sarà un grande dibattito per affrontare questa crisi nazionale. Senza la presenza degli immigrati ci sarà un generale senso di insicurezza e aumenterà la possibilità di furti dato che loro facevano i portieri ed i guardiani dei palazzi. Aprivano i negozi nelle vie che ora sono buie, erano presenti nelle case degli italiani per svolgere il lavoro di colf o badante. Nelle casse dello stato mancheranno centinaia di miliardi. Seicentoventimila anziani non avranno più la pensione. Il prezzo della maggior parte dei prodotti aumenterà per mancanza di mano.* d’opera. Che noia!

Di Ahmad Ejaz

 

*Nota: questo articolo è una metafora o sogno del giornalista  

Roma, 21 maggio 2017  - L’altro ieri notte tutti gli immigrati congiuntamente hanno approfittato della situazione e sono scappati via: un esodo all’incontrario! Non si sa dove siano andati, ma la notizia certa è che non ci sono più. Bisogna affrontare una nuova emergenza.

Le prime reazioni dei politici, e specialmente di quelli più o meno xenofobi, sono di gioia e felicità, ma dopo un po’ ha prevalso lo smarrimento... Senza immigrati non può più esserci un dibattito sull’immigrazione, tutta una serie di slogan... e quindi verrebbe a mancare uno dei temi cardine di questi partiti.

Un giovane politico di razza ariana e di origini nordiche, andava in giro per l’Italia per spiegare che gli immigrati rubano il lavoro, sono diversi da noi, sono portatori di malattie e violenza, sono terroristi e fondamentalisti, e per tutti questi motivi non li vogliamo. Guardando lo specchio ha detto: “Che cosa farò da domani? Non so fare altri lavori, non conosco un linguaggio senza la presenza di un capro espiatorio o dell’altro (altro come nemico), non so ridere e scherzare, non ho amici per parlare di cose leggere”.

Non solo ci sono decine di politici che avevano sviluppato un linguaggio per offendere questo nemico chiamato “immigrato”, ma ci  ora ci sono migliaia di striscioni nei cassetti, preparati per manifestazioni e per elezioni. Cosa facciamo di tutta questa stoffa e carta? E non solo perché questi cartelli li affiggevano sempre gli stessi immigrati, dato che gli italiani questo lavoro non lo volevano fare.

La notizia della fuga è arrivata anche nelle redazioni di alcuni giornalisti che non sanno come si scrive una notizia senza denigrare un immigrato. Sono scioccati e senza parole. I loro programmi televisivi sono stati chiusi e la loro scrivania è stata tolta. Alcuni, a causa del trauma, sono ricoverati negli ospedali psichiatrici mentre altri non escono più da casa.

Tutte le leggi sull’immigrazione in Parlamento sono senza senso. La legge Bossi - Fini, il pacchetto sicurezza, il decreto Minniti - Orlando, lo ius soli e tanti altri decreti fatti dai governi di destra e sinistra. Molte di queste leggi fatte per avere i consensi elettorali e soprattutto per conquistare le simpatie degli indecisi. Diversi partiti politici devono riscrivere il loro statuto e pensare cosa scrivere in questo pezzo di carta. Pensate che adesso non si può scrivere: L’Italia agli italiani !

Oggi migliaia di aziende sono rimaste chiuse. Molti negozi non hanno alzato la serranda, i proprietari di aziende agricole stanno aspettando le file di biciclette dei lavoratori sikh e pakistani che non arriveranno. Le famiglie italiane si trovano improvvisamente a non saper come gestire la loro quotidianità, non sanno come pulire la casa, badare ai loro anziani e portare i bambini a scuola. Le scuole sono rimaste con le classi semi vuote e senza personale per le pulizie. L’assenza di un milione di figli degli immigrati ha cambiato il mosaico cittadino. Questa scena fa ricordare quel grande esodo quando novecento anni fa, dalla Sicilia erano andati via i musulmani.

Chi andrà a raccogliere i pomodori, a lavorare nelle fabbriche e fare tutto quello che facevano questi cinque milioni e mezzo d’immigrati? L’Italia si è fermata e ha chiesto aiuto al mondo intero. Dalla Libia non si vede una barca, per le strade non ci sono più asiatici, africani, moldavi e peruviani. Adesso ci sarà un grande dibattito per affrontare questa crisi nazionale. Senza la presenza degli immigrati ci sarà un generale senso di insicurezza e aumenterà la possibilità di furti dato che loro facevano i portieri ed i guardiani dei palazzi. Aprivano i negozi nelle vie che ora sono buie, erano presenti nelle case degli italiani per svolgere il lavoro di colf o badante. Nelle casse dello stato mancheranno centinaia di miliardi. Seicentoventimila anziani non avranno più la pensione. Il prezzo della maggior parte dei prodotti aumenterà per mancanza di mano.* d’opera. Che noia!

Di Ahmad Ejaz

 

*Nota: questo articolo è una metafora o sogno del giornalista