Ucraini in Europa senza visto, ok dai 28 ma solo col freno d’emergenza - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

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Potranno entrare e rimanere per tre mesi nell'area Schengen per affari, per turismo o per motivi familiari. Il Consiglio europeo lega la liberalizzazione all’entrata in vigore del nuovo meccanismo per sospenderla

Bruxelles – 17 novembre 2016 -  Ancora un passo avanti, ma senza arrivare al traguardo, per la liberalizzazione degli ingressi degli ucraini in Europa.

Oggi il Comitato dei rappresentanti permanenti dei 28 governi dell’Unione, per conto del Consiglio Europeo ha dato il via libera all’eliminazione dei visti  per i soggiorni brevi. Come già viene per i cittadini di altri sessanta Paesi del mondo, anche i cittadini ucraini potranno entrare nell’area Schengen e rimanerci fino a tre mesi per affari, per turismo o per motivi familiari, ma non per motivi di lavoro.

Il Consiglio Europeo ha però posto una condizione: la liberalizzazione dovrà entrare in vigore contemporaneamente al nuovo meccanismo di emergenza che l’Ue sta mettendo a punto. Questo consentirà di reintrodurre subito i visti se, per esempio, aumentasse l’immigrazione irregolare, il numero di domande d’asilo o se il paese terzo, in questo caso l’Ucraina, non collaborasse nella riammissione degli irregolari espulsi. 

Sulla base del mandato avuto oggi, la presidenza del consiglio Europeo farà partire i negoziati con il Parlamento Europeo. 

“Con il via libera di oggi, il Consiglio ha dimostrato il suo impegno sull’esenzione dei visti per i cittadini ucraini, tenendo conto che il loro Paese ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. Una riforma credibile è il giusto percorso e dove essere incoraggiata” ha commentato Peter Javorčík, rappresentante permanente presso l’Ue della Slovacchia e presidente di turno del Coreper. “Sono anche lieto che la nostra decisione manderà un messaggio positivo al summit tra Ue e Ucraina del 24 novembre”.

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