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Ceuta, Amnesty denuncia torture e maltrattamenti sui migranti: Madrid apre un’indagine

L’organizzazione ha raccolto 22 testimonianze dirette durante una missione nell’exclave spagnola. Denunciati pestaggi, umiliazioni e altri maltrattamenti. Il ministero della Difesa ha trasmesso il dossier alla magistratura e disposto accertamenti interni.

Roma, 1 ottobre 2026 – Amnesty International denuncia presunti episodi di tortura e di trattamenti crudeli, inumani o degradanti ai danni di migranti e richiedenti asilo a Ceuta, attribuiti da alcuni testimoni a militari spagnoli impegnati nei controlli dopo il massiccio afflusso registrato nell’exclave alla fine di luglio. Le accuse riguardano in particolare appartenenti alle unità dei Regulares e della Legione.

L’organizzazione ha svolto una missione a Ceuta tra il 10 e il 15 settembre, intervistando più di 65 migranti e richiedenti asilo. Ventidue persone hanno raccontato direttamente episodi di violenza, intimidazioni, umiliazioni, sottrazione di denaro e confisca o danneggiamento dei telefoni cellulari. Circa la metà dei denuncianti sarebbe minorenne.

Amnesty afferma inoltre di aver raccolto fotografie e filmati di persone con ferite che considera compatibili con alcune delle testimonianze ricevute. Tra i racconti figurano giovani che sostengono di essere stati percossi con manganelli e pugni, immobilizzati con fascette o costretti ad assumere posizioni umilianti. Altri hanno denunciato minacce e pressioni affinché lasciassero Ceuta. Le circostanze e le responsabilità individuali dovranno ora essere accertate dalle autorità competenti.

Particolarmente gravi sono alcune testimonianze relative a pratiche di carattere umiliante e discriminatorio. Amnesty riferisce di migranti che avrebbero raccontato di essere stati costretti a tagliarsi i capelli o a inginocchiarsi e baciare una croce, mentre alcune donne marocchine avrebbero denunciato insulti, molestie e vessazioni di natura sessuale.

Il dossier descrive inoltre una situazione umanitaria ancora difficile nell’exclave. Secondo i dati citati dall’organizzazione, tra 500 e 700 minori non accompagnati sarebbero ancora in strada, mentre circa 800 donne, alcune insieme ai propri figli, vivrebbero senza una sistemazione stabile. Amnesty sostiene inoltre che alcune persone provenienti da Paesi coinvolti in conflitti, tra cui Somalia e Yemen, non avrebbero ancora avuto accesso alle procedure necessarie per valutare eventuali richieste di protezione internazionale.

Alle denunce è seguita la reazione delle autorità spagnole. Il ministero della Difesa ha trasmesso il rapporto alla Procura e al giudice di turno di Ceuta e ha chiesto al comando operativo di svolgere accertamenti per individuare eventuali responsabilità individuali. La decisione rappresenta l’avvio di una verifica ufficiale sulle accuse formulate dall’organizzazione.

Amnesty ha chiesto un’indagine rapida, indipendente e approfondita e l’accertamento di eventuali responsabilità penali e disciplinari. Allo stesso tempo, l’organizzazione riconosce la complessità della situazione affrontata dalle forze armate e di sicurezza a Ceuta: durante la crisi più di 30 migranti sono stati arrestati con l’accusa di aggressioni ai militari. Secondo Amnesty, tuttavia, le difficoltà operative non modificano l’obbligo delle forze dello Stato di rispettare il diritto nazionale, internazionale e i diritti fondamentali.

Le verifiche della magistratura e del ministero della Difesa saranno ora decisive per stabilire se e in quale misura i fatti denunciati trovino riscontro e per individuare eventuali responsabilità personali.

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