Roma, 12 gennaio 2026 – Il fabbisogno di manodopera extracomunitaria continua a crescere, soprattutto nei territori a forte vocazione agricola come il Trentino. Con il decreto flussi in vigore per quest’anno, sono previsti circa 4.000 ingressi tra lavoratori stagionali e non stagionali, a conferma di una necessità ormai strutturale per l’economia locale.
Negli ultimi anni è cambiata anche la provenienza dei lavoratori: uno su quattro arriva da India e Bangladesh, mentre dieci anni fa il principale bacino di riferimento era rappresentato dai Paesi dell’Est Europa. Un dato che riflette trasformazioni profonde nei flussi migratori e nel mercato del lavoro.
I numeri sono in aumento anche perché il Governo ha ampliato i settori ammessi dal decreto, includendo trasporti, commercio e sanità. Nonostante ciò, resta l’agricoltura il comparto con il maggiore bisogno di forza lavoro, in particolare per attività stagionali ad alta intensità come la raccolta dei piccoli frutti e il dirado delle mele.
Oggi si svolge il click day, lo strumento con cui le aziende presentano le domande per l’ingresso dei lavoratori stranieri. Un meccanismo che però non convince le associazioni di categoria. Secondo Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti, il sistema è troppo lento e burocratico.
“Il click day viene fatto a gennaio – spiega – ma prima di luglio o agosto non riusciamo ad avere queste persone. Parliamo di circa 500 lavoratori necessari solo per alcune fasi cruciali della stagione agricola”.
Accanto alle difficoltà operative, il decreto flussi presenta anche un rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. Un pericolo che in Trentino viene però contrastato con controlli incrociati tra Provincia e forze dell’ordine.
Come sottolinea Paola Garbari, direttrice dell’ufficio mercato del lavoro, nel 2024 sono stati bloccati quasi 400 nulla osta perché le domande risultavano disconosciute dai datori di lavoro agricoli. Un intervento fondamentale per evitare l’ingresso di persone senza reali opportunità di lavoro e senza permesso di soggiorno, con gravi ricadute sociali.
Il quadro che emerge è chiaro: la manodopera straniera è indispensabile, ma il click day appare sempre più inadeguato rispetto ai tempi e ai bisogni reali del sistema produttivo. Un tema che continua a porre interrogativi su efficacia, legalità e sostenibilità delle politiche di ingresso per lavoro in Italia.


