Roma, 20 gennaio 2026 – Il Decreto Sicurezza è pronto a tornare al centro dell’agenda politica. Lo ha annunciato Matteo Salvini, spiegando che il provvedimento non è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi, ma che potrebbe arrivare già la prossima settimana. Un decreto che, nelle intenzioni del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, conterrà norme di “buon senso”, in particolare su migranti, sicurezza e ordine pubblico.
Al centro del discorso di Salvini c’è una stretta sui migranti che non rispettano la legge. Il ministro respinge in anticipo le ipotesi di perplessità del Quirinale, sostenendo che «non c’è ancora il decreto» e che quindi è prematuro ipotizzare critiche. Per Salvini, i nuovi interventi sarebbero richiesti da famiglie e associazioni e pienamente condivisibili.
Particolare attenzione viene riservata ai cosiddetti “minori non accompagnati”, su cui il ministro usa toni duri e polemici. Salvini ribadisce la necessità di rivedere le regole di assistenza, sottolineando come alcuni di questi giovani restino nel sistema di accoglienza fino a 21 anni. L’obiettivo dichiarato è chiaro: chi commette reati deve perdere i benefici dell’assistenza pubblica e non rimanere «a carico degli italiani».
Nel decreto, spiega il ministro, è prevista anche una stretta generale sulle concessioni per chi arriva in Italia e non rispetta le leggi, senza distinzioni tra adulti e minori. In questo quadro rientrano anche misure come lo sgombero degli immobili occupati abusivamente, considerato da Salvini un segnale necessario di ripristino della legalità.
Sul fronte della sicurezza, Salvini esclude la necessità di creare una forza simile all’Ice statunitense, rivendicando il ruolo delle forze dell’ordine italiane, definite «le migliori d’Europa». Tra le novità del decreto figura la non iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che, in servizio, si difendono usando le armi. Un passaggio che, secondo il ministro, serve a tutelare chi garantisce la sicurezza.
Sempre in chiave preventiva, Salvini difende l’ipotesi di metal detector nelle scuole considerate a rischio, collegando il tema della sicurezza giovanile anche ai fenomeni di baby gang, spesso associati – nel dibattito pubblico – a marginalità sociale e contesti migratori complessi. Nel decreto sarebbe prevista una linea dura contro lo spaccio, con sequestro di veicoli, telefoni e mezzi di trasporto utilizzati per attività illegali.
Il tema migratorio si intreccia infine con quello dell’emergenza abitativa. Salvini parla della necessità di trovare oltre un miliardo di euro per rimettere in disponibilità circa 60 mila case popolari oggi inutilizzabili, sottolineando che la carenza di alloggi alimenta tensioni sociali, soprattutto nelle grandi città. Su questo punto arriva però la replica del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che chiede risorse nazionali ed europee adeguate per un vero Piano casa, ricordando come la questione abitativa riguardi sia cittadini italiani sia famiglie migranti regolari.
Il Decreto Sicurezza, atteso nelle prossime settimane, si profila dunque come un provvedimento fortemente identitario, con un focus marcato su migranti, legalità e controllo, destinato a riaccendere il confronto politico e istituzionale su uno dei temi più sensibili del dibattito pubblico italiano.


