Roma, 16 luglio 2025 – Dal 10 al 14 settembre 2025, Torino torna a ospitare uno degli appuntamenti più significativi del panorama culturale italiano: il Festival delle Migrazioni, giunto alla settima edizione. Un evento diffuso che intreccia teatro, arte, cinema, letteratura e performance partecipate per indagare e raccontare in profondità la complessità del fenomeno migratorio, tra contraddizioni, dolori e bellezza.
Il titolo scelto per quest’anno – “Il cuore oltre l’ostacolo” – è un invito a impegnarsi con coraggio e visione in un tempo attraversato da guerre, disuguaglianze e nuove frontiere che escludono. Una chiamata collettiva alla responsabilità, alla solidarietà concreta, alla resistenza poetica e politica, per “abitare il mondo insieme”.
Un festival diffuso nei luoghi simbolo della cultura torinese
Il festival animerà spazi significativi della città: San Pietro in Vincoli – Zona Teatro, Scuola Holden, Polo del ‘900, Ufficio Pastorale Migranti, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il Giardino Pellegrino. Cinque giorni di eventi che uniranno riflessione critica e partecipazione attiva, creando ponti tra culture e generazioni.
Ospiti d’eccezione e progetti internazionali
Tra gli ospiti internazionali, spicca il Palestinian Circus, con lo spettacolo Sarab, un’opera di circo-teatro che racconta la condizione dei rifugiati e le loro storie universali. Un gesto di resistenza creativa in bilico tra arte e impegno sociale.
Moni Ovadia, protagonista di un incontro dedicato a Gaza, offrirà il suo sguardo lucido e appassionato in collaborazione con Riforma.it e Giosef Torino, nel solco del dialogo interculturale e della difesa dei diritti umani.
Spazio anche alla danza partecipata con Island without Sea di Anan Atoyama, artista giapponese residente in Francia, che coinvolgerà il pubblico in una performance nata dall’esperienza del campo profughi di Moria, sull’isola greca di Lesbo.
Parole e poesia per raccontare l’Africa che cambia
Il progetto Afro Women Poetry, curato dalla giornalista Antonella Sinopoli, sarà un viaggio nell’universo femminile africano attraverso la voce delle poetesse. Tra queste Sarah Lubala, congolese residente a Cape Town, che presenterà in anteprima italiana la sua raccolta “Una storia di sparizione”. Sinopoli sarà inoltre protagonista dell’incontro dedicato al suo libro “Black Sisters. Le donne e la guerra nell’Africa subsahariana”.
Cinema, fumetti e convivialità
Non mancheranno appuntamenti con il cinema, grazie alla collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema, e con il fumetto, rappresentato da Boban Pesov e il suo graphic novel C’era una volta l’Est, un racconto di migrazione intimo e ironico.
Momento simbolico del festival sarà, sabato 13, la Cena delle Cittadinanze, una lunga tavolata nel cortile di San Pietro in Vincoli. Un’occasione di incontro e scambio culturale, dove condividere piatti provenienti da tutto il mondo, cucinati da cittadini e associazioni.
Una rete di soggetti uniti per un messaggio comune
Il Festival è organizzato da Almateatro e A.M.A Factory, con il MiC e il patrocinio della Città di Torino, Città Metropolitana, Circoscrizione 7 e l’Ordine dei Giornalisti. Decine i partner coinvolti, tra cui: Scuola Holden, Polo del ‘900, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Giosef Torino, Coldiretti, Riforma, Tedacà, Voci Globali, Lingua Madre, Articolo 21, Fieri e Carovane Migranti.
Con il suo messaggio forte e plurale, il Festival delle Migrazioni 2025 si conferma come uno spazio culturale, politico e umano dove l’arte diventa strumento di trasformazione sociale, e la migrazione, da emergenza, torna ad essere storia e diritto di ogni umanità in cammino.


