(ANSA) – ROMA, 19 gen – L’Unhcr auspica che i mezzi di informazione arrivino a "capitalizzare" sulla vicenda di Erba che rappresenta "una lezione per quanti si sono precipitati a colpo sicuro a puntare l’indice contro l’arabo spietatò". Un altro punto messo in luce nella lettera è il linguaggio dei media italiani rispetto al fenomeno degli arrivi via mare. Un linguaggio definito "allarmistico e bellico, simile a quello usato nei conflitti, nelle contrapposizioni tra entità ostili". La situazione peggiora – spiega l’Agenzia Onu – quando si parla di immigrati arabi che vengono principalmente ritratti dalla stampa italiana in collegamento ad attività giudiziarie o nel contesto del terrorismo internazionale. Per quanto riguarda i rifugiati, la lettera pone l’accento sul fatto che "raramente i media fanno una differenziazione terminologica tra rifugiato, richiedente asilo, immigrato, clandestino, extracomunitario e profugo. Termini che spesso vengono usati come sinonimi, senza alcuna attenzione alla connotazione giuridica di ciascuna parola". Nel ricordare che il rifugiato è una persona in pericolo che ha ottenuto protezione in Italia, nella lettera viene anche sottolineato che "l’esposizione mediatica di richiedenti asilo, rifugiati e beneficiari di protezione umanitaria, con tanto di nome cognome, foto o immagini di primo piano, senza apportare nessuna accortezza o precauzione, può essere molto pericolosa. Questo trattamento rende rintracciabile chi è fuggito da una persecuzione e espone anche i familiari rimasti a casa a possibili ritorsioni". (ANSA).
(19 gennaio 2007)


