Roma, 22 luglio 2025 – Arrivato in Italia a soli 16 anni dopo un lungo e doloroso viaggio dal Bangladesh, Zamal è oggi un giovane carrozziere che lavora a Firenze, dove coltiva anche l’orto con gli anziani del quartiere. La sua storia è un esempio di resilienza, integrazione riuscita e solidarietà sociale.
Zamal è stato ingannato da una rete internazionale di trafficanti di esseri umani, che gli avevano promesso un permesso di soggiorno rivelatosi falso. Una volta giunto in Italia, solo e disorientato, è stato accolto inizialmente in una struttura d’emergenza per migranti, per poi arrivare a Casa Silvano, struttura protetta del Consorzio Zenit, nel quartiere delle Piagge a Firenze.
“Quando sono arrivato a Casa Silvano, ho chiesto subito di potermi iscrivere a scuola. Avevo una gran voglia di imparare l’italiano e cominciare il mio percorso di integrazione” – racconta il ragazzo. Zamal ha frequentato un corso di italiano, ha ottenuto la licenza media, poi si è iscritto alle superiori, seguendo un percorso da meccanico all’Iti Leonardo da Vinci. Infine ha completato la sua formazione in una scuola professionale per meccanici.
Oggi, a 19 anni, lavora come apprendista in una carrozzeria e riesce a mandare parte del suo stipendio ai genitori, rimasti in Bangladesh e in gravi difficoltà economiche: “Mia madre è malata e spesso non riesce a pagarsi le cure. Il mio obiettivo principale era trovare un lavoro per aiutarli”. Nel tempo libero, Zamal si dedica anche alla cura dell’orto urbano nel giardino di Casa Silvano, insieme agli anziani del quartiere. “Fare l’orto mi riporta alle mie radici – spiega – aiutavo i miei genitori contadini, e mentre zappo, mi sembra di tornare a casa”.
Nonostante la nostalgia per la famiglia lontana, il giovane è felice e motivato: “Vorrei costruirmi una vita in Italia, acquistare una casa a Firenze e creare una famiglia. Questo Paese mi ha accolto e voglio restare qui”.
Casa Silvano è una comunità educativa che accoglie minori dagli 11 ai 18 anni allontanati dalle famiglie per decisione del Tribunale per i minorenni, offrendo loro supporto educativo, titoli di studio, formazione professionale e soprattutto una nuova prospettiva di vita. In questo ambiente protetto, Zamal ha trovato la forza di rinascere.
La sua è una storia di speranza e futuro, che dimostra come l’accoglienza, l’educazione e l’inclusione possano trasformare il destino di chi ha vissuto esperienze drammatiche.


