Il decreto legge 144/2026 proroga fino al 2030 la struttura commissariale contro gli insediamenti abusivi. Previsti recupero di progetti PNRR, beni confiscati e sostegni alle imprese agricole
Roma, 30 agosto 2026 – Un piano straordinario fino a 60 milioni di euro per migliorare le condizioni abitative dei lavoratori stagionali impiegati in agricoltura e contribuire al superamento degli insediamenti abusivi. È una delle misure contenute nel decreto legge 144/2026, approvato dal Consiglio dei ministri il 7 agosto e destinato ora al percorso di conversione parlamentare.
Il provvedimento proroga inoltre fino al 31 dicembre 2030 l’incarico del Commissario straordinario e l’attività della relativa struttura incaricata di intervenire sugli insediamenti informali legati al lavoro agricolo e di contribuire al contrasto dello sfruttamento lavorativo.
Al Commissario spetterà la definizione di un piano straordinario pluriennale di investimenti, previa comunicazione al Tavolo Caporalato, con l’obiettivo di rendere disponibili sistemazioni abitative dignitose per i lavoratori stagionali. La misura riguarderà lavoratori con cittadinanza italiana, cittadini di altri Stati dell’Unione europea e cittadini di Paesi terzi titolari di un permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di un’attività lavorativa.
Il piano si articolerà su più linee di intervento. Tra queste figura il possibile recupero dei progetti rimasti esclusi dai finanziamenti della Missione 5 del PNRR, dedicata proprio al superamento degli insediamenti abusivi dei lavoratori agricoli. Sono inoltre previste misure di sostegno agli investimenti delle imprese finalizzati alla realizzazione di soluzioni abitative adeguate.
Un altro capitolo riguarda il rafforzamento del Sistema informativo per la lotta al caporalato, strumento destinato a migliorare la conoscenza e la mappatura dei fenomeni di sfruttamento. Il Ministero del Lavoro aveva già indicato per il 2026 il potenziamento delle attività di controllo e degli strumenti informativi come uno degli elementi centrali della strategia contro il lavoro irregolare nel settore agricolo.
Particolare attenzione sarà riservata anche al patrimonio immobiliare pubblico. Il decreto prevede infatti la possibilità di valorizzare immobili confiscati alla criminalità organizzata e beni appartenenti al demanio, destinandoli a interventi collegati alle esigenze abitative dei lavoratori stagionali.
Le risorse non risultano ancora materialmente assegnate: sarà una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) a poter destinare fino a 60 milioni di euro al Commissario straordinario per la realizzazione degli investimenti previsti.
La questione degli alloggi rappresenta uno degli aspetti più delicati della lotta al caporalato. In diverse aree agricole italiane, infatti, la presenza di lavoratori stagionali si accompagna alla nascita di insediamenti informali e sistemazioni precarie, condizioni che possono aumentare la vulnerabilità delle persone e favorire forme di sfruttamento.
Il nuovo piano punta quindi ad affrontare il problema non soltanto attraverso controlli e repressione delle irregolarità, ma intervenendo anche sulle condizioni materiali in cui vivono i lavoratori. Un approccio che lega le politiche abitative alla tutela del lavoro dignitoso e alla prevenzione dello sfruttamento, in un settore che continua a fare ampio ricorso alla manodopera stagionale, compresa quella proveniente dall’estero.


