Roma, 2 gennaio 2026 – Con il primo sbarco del nuovo anno, torna al centro dell’attenzione Lampedusa, storica porta d’ingresso verso l’Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Nelle prime ore della giornata, 30 migranti sudanesi sono giunti sull’isola dopo essere stati soccorsi in mare da una motovedetta della Guardia di Finanza.
I migranti viaggiavano a bordo di un gommone di otto metri, intercettato nelle acque di competenza italiana dalla motovedetta V1104. Secondo quanto riferito dagli stessi naufraghi, la partenza sarebbe avvenuta da Sorman, in Libia, uno dei principali punti di imbarco utilizzati dalle reti di trafficanti attive lungo la costa nordafricana.
Per la traversata, ciascuno di loro avrebbe pagato 950 euro, una cifra che conferma il persistente business dei viaggi della disperazione, nonostante i rischi elevatissimi e i controlli rafforzati nel Mediterraneo.
Dopo il soccorso, i 30 sudanesi sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola, che al momento dell’arrivo risultava vuoto. Le procedure di identificazione e prima accoglienza sono state avviate senza criticità, grazie anche all’assenza di sovraffollamento nella struttura.
Questo primo sbarco del 2026 riaccende i riflettori sul tema dei flussi migratori, sulla situazione in Libia e sulle condizioni che continuano a spingere migliaia di persone a tentare la traversata del mare, spesso affidandosi a imbarcazioni precarie e a trafficanti senza scrupoli.


