Il monitoraggio della campagna Ero Straniero traccia il bilancio della regolarizzazione avviata durante la pandemia. Su oltre 220mila domande presentate, quasi il 60% si è concluso con un contratto di lavoro o un permesso di soggiorno. La campagna propone ora un meccanismo permanente di emersione su base individuale.
Roma, 21 settembre 2026 – Oltre 131mila permessi di soggiorno rilasciati e una stima di 228,3 milioni di euro l’anno di entrate per l’erario e la previdenza sociale. È il bilancio della regolarizzazione straordinaria del 2020 tracciato dalla campagna Ero Straniero, che a cinque anni dall’avvio della procedura presenta i risultati del proprio monitoraggio.
Secondo i dati raccolti nel report “(Ir)Regolarità. Perché un nuovo paradigma è necessario. Gli esiti del monitoraggio della regolarizzazione straordinaria 2020”, al 31 dicembre 2025 il 59,75% delle 220.528 domande presentate si era tradotto in contratti di lavoro e permessi di soggiorno.
In totale sono stati rilasciati 131.764 permessi di soggiorno per lavoro o temporanei. La grande maggioranza delle richieste, l’85,21%, ha riguardato il lavoro domestico e l’assistenza alla persona, mentre una parte minore ha interessato il settore agricolo.
La procedura avrebbe inoltre generato 140,85 milioni di euro di entrate dirette, derivanti dai contributi e dagli altri oneri versati per accedere alla regolarizzazione. A questi si aggiunge, secondo le stime della campagna, un gettito annuale di circa 228,30 milioni di euro prodotto dai contributi fiscali e previdenziali collegati alle posizioni lavorative emerse.
Il report è stato elaborato sulla base delle risposte ottenute attraverso richieste di accesso agli atti presentate ai principali ministeri coinvolti nella procedura. La regolarizzazione, introdotta nel 2020 durante l’emergenza Covid-19, aveva l’obiettivo di favorire l’emersione dei rapporti di lavoro irregolari e consentire il rilascio di permessi di soggiorno a lavoratori stranieri già presenti in Italia.
I risultati saranno presentati il 22 settembre al Senato durante il convegno “Regolarizzare fa bene”, al quale parteciperanno parlamentari di maggioranza e opposizione.
Oltre 339mila stranieri irregolari stimati in Italia
Il dossier allarga l’analisi agli strumenti utilizzati negli ultimi vent’anni per contrastare l’irregolarità.
Alla fine del 2025, secondo le stime riportate dalla campagna, sarebbero state circa 339mila le persone straniere presenti in Italia senza un regolare titolo di soggiorno.
Nello stesso anno sono stati effettuati 6.772 rimpatri. Tra il 2020 e il 2024, invece, sono stati adottati complessivamente 141.675 provvedimenti di espulsione, a fronte di 13.491 rimpatri effettivamente eseguiti, pari al 9,5% dei decreti.
Sulla base di questi numeri, Ero Straniero sostiene che le politiche fondate prevalentemente su trattenimento, espulsioni e rimpatri non siano sufficienti a ridurre in modo strutturale l’area dell’irregolarità.
Tra i fattori che possono determinare la perdita o la mancata acquisizione di un titolo regolare vengono indicati anche la scadenza dei permessi di soggiorno, la lentezza delle procedure amministrative e i casi di ingresso attraverso il decreto flussi che non si traducono successivamente in rapporti di lavoro effettivi.
Dal 2002 oltre un milione di persone regolarizzate
Un altro strumento utilizzato negli ultimi decenni è quello delle sanatorie straordinarie.
Secondo il rapporto, dal 2002 a oggi oltre un milione di persone ha regolarizzato la propria posizione attraverso procedure di emersione.
La campagna osserva tuttavia che le sanatorie intervengono periodicamente sulle conseguenze dell’irregolarità senza modificare le cause strutturali che possono generarla.
Anche la regolarizzazione del 2020 mostra luci e ombre. Se da una parte ha consentito a oltre 130mila persone di emergere dal lavoro irregolare e ottenere una posizione più stabile, dall’altra circa il 40% delle domande presentate non si è concluso positivamente.
Tra queste rientrano pratiche ancora non concluse, archiviate o abbandonate e circa 43mila richieste rigettate.
Secondo Ero Straniero, sul risultato avrebbero pesato soprattutto la durata delle procedure, la complessità burocratica e le difficoltà degli uffici amministrativi nel gestire un numero così elevato di domande.
In diversi casi, sottolinea il rapporto, l’attesa si è protratta per anni, con conseguenze sia per i lavoratori sia per famiglie e datori di lavoro, in particolare nei settori domestico, dell’assistenza e del lavoro stagionale.
La proposta: una regolarizzazione individuale permanente
Alla luce dei risultati del monitoraggio, la campagna propone di superare il ricorso periodico alle sanatorie attraverso l’introduzione di un meccanismo permanente di regolarizzazione su base individuale.
L’accesso dovrebbe avvenire sulla base di requisiti verificabili, come la disponibilità di un lavoro, la presenza di legami familiari o un comprovato radicamento sul territorio, con controlli da parte delle autorità.
L’obiettivo indicato dalla campagna è consentire l’emersione del lavoro irregolare e trasformare situazioni di precarietà in rapporti di lavoro regolari, garantendo allo stesso tempo maggiori tutele ai lavoratori e nuove entrate fiscali e previdenziali.
Ero Straniero è promossa da A Buon Diritto, ActionAid, ASGI, Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, Oxfam, Arci, CNCA e CILD.


