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Spagna, boom di richieste di cittadinanza con la legge della memoria: oltre 2,4 milioni di domande

Roma, 30 aprile 2026 – Un numero che racconta una storia collettiva lunga decenni. Sono circa 2,4 milioni le persone che hanno chiesto la cittadinanza spagnola grazie alla Legge di Memoria Democratica, il provvedimento entrato in vigore nell’ottobre 2022 e noto anche come “legge dei nipoti”, pensato per riconoscere i diritti dei discendenti degli esiliati durante la guerra civile e la dittatura franchista.

A confermarlo è stato il ministro degli Esteri José Manuel Albares, nel corso di una visita ufficiale al consolato spagnolo in Messico, uno dei Paesi da cui è arrivato il maggior numero di richieste.

Secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2026, circa la metà degli interessati ha già formalizzato la domanda: gli uffici consolari hanno infatti ricevuto 1,2 milioni di pratiche, di cui 545.000 sono state approvate. Di queste, oltre 306.000 si sono già tradotte in iscrizioni effettive nei registri civili consolari.

Il Messico si conferma uno dei principali epicentri di questa “riconnessione” con la Spagna: qui sono state presentate oltre 117.000 richieste, con più di 53.000 pratiche già accolte. Un dato che riflette la profondità dei legami storici tra i due Paesi, segnati dall’esilio di migliaia di spagnoli durante il franchismo.

Il fenomeno ha superato ogni previsione. Come ha sottolineato Albares, le domande sono più del doppio rispetto a quelle registrate con la precedente Legge di Memoria Storica del 2007. Un’ondata che ha costretto il governo a rafforzare significativamente il personale consolare: 560 nuovi addetti nel 2023, 657 nel 2025 e altrettanti nel 2026.

La misura si inserisce in un più ampio percorso di riconoscimento storico e giustizia simbolica, ma resta distinta da altre politiche migratorie in corso. In particolare, non è collegata alla regolarizzazione straordinaria avviata dal governo spagnolo per circa mezzo milione di migranti già presenti nel Paese al 1° gennaio 2026, il cui termine è fissato al prossimo 30 giugno.

A distanza di oltre ottant’anni dalla fine della guerra civile, la Spagna continua così a fare i conti con il proprio passato, trasformando la memoria in un diritto concreto per milioni di persone nel mondo.

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