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Sì definitivo della Camera dei Deputati alla legge che prevede la depenalizzazione dell’ingresso e del soggiorno irregolare in Italia. Ma toccherà al governo realizzarla, entro diciotto mesi

Roma  - 2 aprile 2014 - Il Parlamento ha deciso: il reato di clandestinità va cancellato. Meglio però tenere lo spumante ancora frigo, perché passerà ancora molto tempo prima di poter dire davvero addio all’articolo 10 bis del testo unico sull’immigrazione.  

La Camera dei Deputati ha approvato stamatina definitivamente la proposta di legge delega sulle “pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio, che tra le altre cose, manda in soffitta il “reato di ingresso e soggiorno nel territorio dello Stato”. Il testo è passato con 332 voti favorevoli (gruppi Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Per l'italia, Scelta Civica, Misto e Forza Italia), 104 voti contrari (Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d'Italia) e 22 astenuti.

In particolare, il testo dice che il governo dovrà “abrogare, trasformandolo in illecito amministrativo, il reato previsto dall'articolo 10-bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, conservando rilievo penale alle condotte di violazione dei provvedimenti amministrativi adottati in materia”.

Viene depenalizzato solo il primo ingresso, ma nessuno si illuda: anche la prima volta che si viene pizzicati senza permesso di soggiorno scatterà l’espulsione. Inoltre, continuerà a commettere reato chi non obbedisce a un foglio di via, chi rientra dopo un’espulsione o chi viola altre disposizioni contro gli irregolari, come ad esempio l’obbligo di firma in Questura o la consegna del passaporto.

Il reato di clandestinità, introdotto nel 2009 da Lega Nord e Popolo delle Libertà, ha fatto diventare tecnicamente un criminale ogni irregolare e ha costretto i tribunali a istruire migliaia di processi, ma non ha mandato in galera nessuno. La pena prevista è infatti una multa, che può essere sostituita con l’espulsione. Durante il processo lo straniero è libero, ma contemporaneamente è anche soggetto a un provvedimento amministrativo di espulsione.

Quindi, come spiegava qualche mese fa l’Asgi, “o la Questura riesce ad espellerlo prima che si svolga il giudizio per il reato di ingresso o soggiorno irregolare (ed in tal caso il giudizio si chiude con una sentenza d’improcedibilità), oppure lo straniero farà collezione di espulsioni, quella del prefetto e quella del giudice, entrambe destinate a non essere eseguite e a restare sulla carta”.

Anche i magistrati hanno bocciato quel reato. "È inutile, perché una sanzione pecuniaria non è in grado di esercitare alcun effetto dissuasivo. Dannoso, perché ingolfa gli uffici giudiziari, costringendo le Procure della Repubblica a iscrivere nel registro delle notizie di reato migliaia di immigrati. Dannoso, ancora, perché intralcia le indagini contro gli scafisti e gli altri responsabili del traffico di clandestini, trasformando questi ultimi da testimoni in coimputati" denunciava lo scorso ottobre il presidente dell’ANM Rodolfo Maria Sabelli.

Oggi, con buona pace della Lega Nord, il Parlamento ha finalmente deciso di cancellare il reato di ingresso e soggiorno irregolare. O, meglio, visto che si tratta di una legge delega, ha incaricato il governo di cancellarlo. Quindi adesso bisognerà aspettare un decreto legislativo del governo, che è tenuto ad adottarlo entro 18 mesi. L’autunno del 2015 non è poi così vicino.

Elvio Pasca