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Immigrazione

L'Indicatore della Situazione Economica Equivalente diventa a prova di furbetti. I Centri di Assistenza Fiscale non possono chiedere soldi agli utenti

Roma – 29 gennaio 2015 - Dalla retta dell'asilo nido all'assegno di maternità, passando per le borse di studio o gli sconti su acqua, luce e gas. Sono sempre più numerose le situazioni in cui per accedere a un servizio o a una prestazione sociale bisognerà esibire l' Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che quantifica quanto si è meritevoli di aiuto.

Dal 2015 debutta una versione dell'Isee che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe rendere la vita più difficile ai furbetti.

Tra le novità, c'è ad esempio l'indicazione della totalità dei redditi, anche quelli esenti dalle tasse. O una riduzione delle informazioni autocertificabili, con quelle più importanti, come il reddito e le agevolazioni di cui si è già beneficiari, compilati in automatico grazie a un collegamento ai database dell'Agenzia delle Entrate e dell'Inps. Sono poi previsti maggiori controlli su conti correnti e depositi (prima della riforma l'80% delle famiglie dichiarava di non avere soldi in banca) e la richiesta della giacenza media annua e non più solo quella al 31 dicembre, giorno in cui molti magicamente svuotavano il conto per poi ricostituirlo il 1 gennaio

Il governo assicura che il nuovo sistema è all'insegna della semplificazione, ma c'è da scommettere che pochi faranno da soli, i più si rivolgeranno ai Centri di Assistenza Fiscale. Questi però, fino a qualche giorno fa, rimandavano indietro gli utenti, perché l'Inps non aveva ancora rinnovato la convenzione per la compilazione dell'Isee.

Ora però la convenzione è stata firmata e, al massimo dall'inizio della prossima settimana, ci si potrà far aiutare dai Caf. Il servizio di compilazione dell'Isee è rigorosamente gratuito, visto che i Caf vengono già rimborsati dallo Stato: nella convenzione è prevista una multa di 300 euro ogni volta che chiederanno ingiustamente soldi gli utenti.