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Unioncamere. Da stranieri in Italia l’8,8% del P.I.L. 230mila imprese

230mila imprese con titolare straniero, grazie alle quali si evita la crisi. Scarica il Rapporto 2007

ROMA – Gli immigrati, titolari di 230mila ditte in Italia, sono attori fondamentali per la sopravvivenza delle piccola imprenditoria e contribuiscono all’8,8% del PIL.

Sono dati pubblicato da Unioncamere nel Rapporto 2007, presentato ieri a Roma. Lo studio dedica un intero capitolo a "Presenza straniera in Italia e ruolo degli immigrati nello sviluppo economico".

Nel 2005 i titolari d’impresa nati all’estero hanno superato le 200mila unità (contro le 105mila del 2001), nel 2006 hanno toccato quota 230mila. Senza di loro, stima Unioncamere, il numero delle microimprese in Italia avrebbe subito, negli ultimi anni, una perdita secca di 23.366 unità.

Queste imprese si concentrano principalmente nel commercio (95mila), in edilizia (68mila), nel settore manifatturiero (25mila) e nei trasporti (11mila). La maggior parte dei titolari arriva dal Marocco (40mila) , seguono cinesi (26mila), albanesi (20mila) e romeni (17mila).

Secondo una stima originale elaborata dal Centro Studi Unioncamere e dall’Istituto Guglielmo l’apporto degli immigrati alla creazione di valore aggiunto è pari all’8,8% a livello nazionale ma supera il 10% nelle principali regioni d’inserimento: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. E se nel Nord-Ovest il contributo al PIL derivante dal lavoro degli immigrati sfiora il 40% del totale nazionale, è l’edilizia il settore più importante da questo punto di vista (18,3%).

L’arrivo di manodopera immigrata rappresenta il principale fattore di trasformazione del mercato del lavoro italiano degli ultimi vent’anni. Ad assorbirla sono in primo luogo i servizi (57%), ma se si sommano manifatturiero (27%) ed edilizia (28%), il totale dell’industria arriva ad avere un peso in termini occupazionali superiore allo stesso terziario.

Unioncamere segnala infine come l’incidenza delle assunzioni di immigrati sui nuovi reclutamenti è superiore al loro peso sulle forze di lavoro e sugli occupati: esse coprono una quota compresa tra il 15,2% (stima di minima) e il 23,3% (stima di massima) delle assunzioni programmate dalle imprese monitorate attraverso il Sistema Informativo Excelsior.

Scarica
Rapporto Unioncamere 2007 (sintesi)

(8 maggio 2007)

 

EP

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