Ai 'fratelli immigrati' stupratori: una soluzione c’è… - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Mer, Novembre

S.O.S. Razzismo
In questi ultimi tempi, si sono susseguiti diversi brutti casi delittuosi ai danni e anche ad opera degli immigrati.
Fermo restando la gravità degli episodi, non manca di colpire la loro ripetuta successione e il fatto che uguali tipologie di delitti si siano concentrate in uno stesso periodo, anche se breve. Manco ci fosse stata la mano di un regista occulto ad orchestrarne tempi e modalità.
C’è stato per esempio il funeste week-end del 4 agosto che registrò la strage di 16 braccianti immigranti: tra sabato e lunedì, in due incidenti che hanno coinvolto i furgoni in cui erano trasportati dai caporali, persero la vita, prima 4 vittime poi altre 12. Qualche giorno prima, era morto un altro bracciante maliano, sparato a morte da un italiano.
Dopo c’è stato il periodo degli spari contro degli immigrati, preso a bersaglio da italiani, come in uno scenario da far-west, la cui deriva fu anche stigmatizzata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Poi è arrivato il periodo degli stupri perpetrati da immigrati: ragazzina italiana 15enne stuprata da un senegalese 25enne, a Jesolo; donna italiana 39enne violentata da un senegalese 61enne, a Pescara; turista danese 19enne abusata da un bengalese 37enne...
Ai “fratelli immigrati” aspiranti stupratori, un ammonimento: le donne non si violentano. Mai! Un proverbio italiano dice: “Datti una mano che Dio t’aiuta”. E allora un consiglio gratuito: quando sentite le vostre malsane pulsioni libidinose, non cedete ad esse, non rovinate una vittima ma fate una cosa semplice, aiutatevi a non rovinarvi voi stessi. Fatevi un piacere: «Datevi… una mano!».

Milton Kwami