Razzismo. Boldrini: "È un virus, impediamo che si diffonda nella società" - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

S.O.S. Razzismo

La presidente della Camera riunisce la Commissione di studio sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio. "No a par condicio tra razzisti e antirazzisti"

 

 

Roma - 12 luglio 2016 - "Questa commissione è una alleanza contro l'odio, contro il razzismo che non si vede e non si tocca ma che come un virus si insinua nella societa'".

Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, aprendo nel suo studio a Montecitorio la riunione della Commissione di studio sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio. Un organismo da lei istituito e intitolato a Jo Cox, la deputata laburista britannica uccisa pochi giorni prima dal referendum sulla Brexit da un ultranazionalista inglese. 

"Il compito di questa commissione - ha spiegato la presidente della Camera - è analizzare il fenomeno di cui si occupa, dargli un nome, riconoscerlo e contrastarlo". "Dobbiamo fare di tutto - ha ribadito Boldrini - per non consentire a questo virus del razzismo di insinuarsi nella nostra società".

Per questo, episodi come l'uccisione a Fermo del nigeriano richiedente asilo "dopo un insulto molto pesante motivato dall'odio, non devono essere minimizzati. Non possiamo permetterci di derubricare a goliardia quello che invece è altro". Comportarsi in questo modo, ha continuato, significherebbe "non riconoscere la realta' e favorire il radicamento di una situazione che peggiorerebbe la nostra vita quotidiana". 

 "E' dovere delle istituzioni - ha spiegato Boldrini - non lasciare sole le persone e chi nei territori deve gestire situazioni difficili". A questo proposito "e' dovere della commissione avanzare delle proposte concrete. E' la prima volta  che un Parlamento dell'Unione europea lavora in questo modo. Dobbiamo essere consapevoli che altri Paesi ci stanno guardando".

Boldrini ha poi sostenuto con forza che "non si può  parlare di par condicio tra razzista e antirazzista. È un errore dare voce e mettere sullo stesso piano chi vuole seminare odio con chi vuole una società aperta".