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Consiglio di Stato sentenza n° 201205955 – Rientro illegale in Italia dopo il decreto di espulsione

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n°201205955 del 29 novembre 2012, ha confermato il decreto di diniego della Questura di Napoli in merito al rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato allo straniero colpito da due decreti di espulsione, anche se emessi con diverse generalità.

 

Nel caso in esame, la Questura di Napoli, al momento del rilievo dei dati fotodattiloscopici, aveva constatato che il richiedente risultava essere destinatario di due distinti provvedimenti espulsivi emessi nel 2003 con generalità diverse. Nel 2009 egli aveva fatto rientro in Italia con un passaporto che riportava le sue effettive generalità, munito di un visto d’ingresso rilasciato dal Consolato italiano. Alla luce di questi fatti, lo straniero era rientrato legalmente nel territorio italiano ma prima che fossero trascorsi 10 anni dalla data di abbandono effettivo del territorio nazionale in seguito ai provvedimenti di espulsione e senza nessuna autorizzazione speciale rilasciata dal Ministero dell’Interno.

La Questura, sulla base di tali eventi, notificava il diniego del rilascio del permesso per lavoro subordinato allo straniero il quale presentava ricorso al TAR Campania per far dichiarare illegittimo tale rifiuto che, con sentenza n° 201105828 del 15 dicembre 2011 confermava la linea e l’interpretazione della Questura.

Anche l’appello al Consiglio di Stato da parte del cittadino extraue ha dato torto al ricorrente. I Supremi Giudici hanno affermato che senza la prova, a carico del cittadino espulso, dell’allontanamento dal territorio nazionale a seguito di un provvedimento di espulsione e in presenza di elementi che dimostrino il reingresso in Italia prima che siano decorsi gli anni previsti dal decreto di espulsione, non può “regolarizzarsi” la posizione dello straniero anche se munito di visto di ingresso.

 

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