in

FIRENZE: CPI, NEL NOSTRO DNA NON E’ CONTEMPLATA LA XENOFOBIA

Roma, 13 dic. (Adnkronos) – ”Nel dna di CasaPound Italia la xenofobia non e’ contemplata, cosi’ come non ha luogo di esistere la violenza discriminatoria, tanto che mai a nessuno di noi e’ stata contestata una qualche aggravante per motivi razziali, etnici o religiosi. Al contrario, abbiamo provveduto negli anni a sporgere querela contro centinaia di articoli di giornale, comunicati di partito e blog ogni qual volta ci hanno accusato di essere razzisti, omofobi, xenofobi o responsabili di atti di discriminazione violenta”. Lo afferma CasaPound Italia in una nota, ”diffidando chiunque dal mettere in relazione la tragedia della follia che ha provocato quattro morti oggi a Firenze con le attivita’ politiche portate avanti dal movimento”. ”Sull’immigrazione – spiega Cpi – abbiamo una posizione precisa, razionale, che non apre il varco a fraintendimenti di sorta ne’ a derive violente. Siamo contrari al fenomeno dell’immigrazione di massa, coltello che taglia da entrambi i lati, che sradica e umilia tanto l’ospite che l’ospitante, ma nello stesso tempo, come e’ nostro costume, lontani dall’idea di trovare facili capri espiatori, partiamo da un dato di realta’ e cerchiamo sempre e comunque il confronto, anche con le comunita’ di immigrati”. ”D’altra parte – aggiunge Cpi – la stessa sede centrale di CasaPound Italia e’ in piena ‘Chinatown’ romana, e questo non ha mai provocato problemi di alcun genere. Anzi, proprio con la comunita’ cinese della Capitale il 19 dicembre abbiamo in programma un incontro pubblico per confrontarci su come si possa collaborare per rendere maggiormente vivibile il quartiere che ci ospita, l’Esquilino. Questo e’ lo stile di CasaPound Italia, uno stile che talvolta ci ha anche alienato qualche simpatia nel mondo della destra radicale, ma che rivendichiamo con orgoglio, consapevolezza e nessun rimpianto o nostalgia”.

Condividi su:

Aly Baba Faye: “Killer armato dal razzismo quotidiano”

FIRENZE: IMAM E FEDELI IN PREGHIERA, STOP ATTACCHI RAZZISTI A IMMIGRAZIONE