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Albania, cresce il numero dei migranti trasferiti: il centro di Gjader entra a pieno regime

Roma, 25 febbraio 2026 – Il centro per migranti di Gjader, in Albania, sta vivendo la fase di maggiore operatività dalla sua apertura. Nelle ultime settimane il numero delle persone trasferite dall’Italia ha raggiunto livelli mai toccati in precedenza, segnando un cambio di passo evidente nella strategia del governo sulla gestione dei flussi.

Secondo quanto emerso nel corso di una visita istituzionale promossa dal Tavolo asilo e immigrazione, all’interno della struttura si trovano attualmente circa novanta persone. Solo negli ultimi giorni si sono registrati due trasferimenti consistenti, con gruppi di dimensioni ben superiori rispetto a quelli abituali dei mesi scorsi, quando gli invii avvenivano in numeri molto più contenuti.

L’impressione, secondo le organizzazioni presenti, è che la struttura albanese non rappresenti più una soluzione sperimentale o temporanea, ma stia assumendo un ruolo stabile nel sistema italiano di gestione dei migranti destinatari di provvedimenti di trattenimento o in attesa della definizione delle loro procedure.

Il protocollo siglato tra Roma e Tirana consente infatti il trasferimento in territorio albanese di determinate categorie di stranieri intercettati in mare o sottoposti a misure amministrative. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la pressione sulle strutture italiane e accelerare l’esame delle posizioni individuali.

Il rafforzamento dei trasferimenti avviene però in un contesto ancora incerto sotto il profilo normativo. Alcuni aspetti dell’accordo sono oggetto di valutazione da parte della giustizia europea, chiamata a chiarire la compatibilità del meccanismo con il diritto dell’Unione e con le garanzie previste in materia di asilo.

Le associazioni che si occupano di tutela dei diritti dei migranti sollevano dubbi sulle condizioni di trattenimento e sull’effettiva possibilità per le persone coinvolte di esercitare pienamente il diritto alla difesa e alla richiesta di protezione internazionale. Secondo i critici, l’esternalizzazione delle procedure rischia di creare una zona grigia in cui le responsabilità giuridiche risultano meno immediate e più complesse da verificare.

Sul piano politico, l’incremento dei trasferimenti viene interpretato dalla maggioranza come la dimostrazione della funzionalità dell’accordo con l’Albania, considerato uno strumento concreto per rafforzare il controllo dei flussi e rendere più efficiente il sistema.

Dall’altra parte, le opposizioni parlano di una scelta costosa e controversa, che potrebbe esporre l’Italia a contenziosi e tensioni con le istituzioni europee, senza affrontare in modo strutturale le cause delle migrazioni.

Il centro di Gjader diventa così uno dei simboli più evidenti della nuova fase della politica migratoria italiana: una fase in cui il tema dell’esternalizzazione, già al centro del confronto europeo, assume una dimensione operativa sempre più marcata. Resta ora da capire se questa accelerazione sarà consolidata nei prossimi mesi o se le valutazioni giuridiche in corso ne modificheranno l’impostazione.

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