Roma, 15 settembre 2026 – Le rimesse inviate dai migranti verso i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi sono più che raddoppiate nell’arco di un decennio, diventando una componente sempre più importante delle economie della regione. Nel 2025 i trasferimenti hanno raggiunto 168,6 miliardi di dollari, con una crescita del 132% rispetto al 2016. È l’incremento più elevato registrato a livello mondiale nel periodo considerato.
I dati emergono dal nuovo rapporto “Sending Money Home 2026” del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Fida), secondo cui le rimesse verso i Paesi a basso e medio reddito hanno complessivamente raggiunto 728,6 miliardi di dollari nel 2025. Si tratta di una somma superiore agli investimenti diretti esteri diretti verso queste economie e oltre quattro volte maggiore dell’aiuto pubblico globale allo sviluppo.
In America Latina la crescita dei trasferimenti è andata di pari passo con l’aumento della popolazione migrante, cresciuta del 41% nel decennio. Tra i fattori che hanno alimentato gli spostamenti figurano l’esodo dal Venezuela, le difficoltà economiche e le condizioni di insicurezza in diversi Paesi dell’area.
In alcune economie centroamericane il peso delle rimesse è ormai particolarmente rilevante: rappresentano circa il 30% del prodotto interno lordo dell’Honduras, il 28% di quello di El Salvador e il 27% del Nicaragua. Per milioni di famiglie questi trasferimenti costituiscono una fonte essenziale di reddito utilizzata per alimentazione, salute, istruzione, abitazione e, in alcuni casi, piccoli investimenti produttivi.
Parallelamente sta cambiando anche il modo in cui il denaro attraversa le frontiere. Più della metà delle rimesse viene ormai avviata attraverso un canale digitale, anche se soltanto il 35% dei servizi analizzati dal Fida consente un trasferimento interamente digitale sia per chi invia sia per chi riceve.
Resta inoltre aperto il problema dei costi. Per un trasferimento di 200 dollari, secondo i dati riportati dal Fida, la spesa media si aggira ancora intorno al 6,36%, più del doppio rispetto all’obiettivo del 3% fissato dalle Nazioni Unite per il 2030.
Il rapporto invita quindi governi, autorità di regolamentazione e istituzioni finanziarie a favorire maggiore concorrenza, trasparenza e digitalizzazione. Ridurre le commissioni anche di pochi punti percentuali significherebbe lasciare ogni anno miliardi di dollari aggiuntivi nelle disponibilità delle famiglie che dipendono dalle rimesse.


