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500 euro ai diciottenni. “Gravissimo discriminare noi figli di immigrati”

Il bonus cultura è pronto a partire, ma non andrà ai ragazzi “stranieri”. Rete G2: “Il Parlamento intervenga, ma la madre di tutte le discriminazioni è la legge sulla cittadinanza”

 

 

 

Roma – 14 aprile 2016 – I 500 euro per i neo diciottenni da spendere in mostre, teatri e altri consumi culturali? Stanno per arrivare, ma non a tutti. I figli degli immigrati festeggeranno infatti il compleanno d’ingresso nel mondo degli adulti senza regali da parte dello Stato.

Il cosiddetto bonus cultura è previsto dall’ultima legge di Stabilità e ieri il presidente del Consiglio Renzi, durante il #Matteorisponde su Facebook, ha annunciato che “ci sarà tutti gli anni, non è una cosa solo per il 2016”. Si attende da mesi  il regolamento attuativo, ma il sottosegretario Tommaso Nannicini ha confermato in diretta che “il decreto è pronto: ci sarà un market place online con un’app. Sarà possibile registrarsi e generare voucher automatici da spendere”.

Il problema è che i 500 euro andranno solo ai “cittadini italiani o di altri Paesi membri dell’Ue” che compiono 18 anni. La Legge di Stabilità ha tagliato fuori i ragazzi di cittadinanza extraue, senza alcuna concessione a quelli cresciuti e magari anche nati in Italia. 

Così, parafrasando l’ esempio fatto dal premier quando parla della riforma della cittadinanza, la giovane Fatima, che in classe siede accanto alla giovane Maria, rimarrà senza bonus. E se una sera andranno a teatro insieme, Maria potrà concedersi una poltrona in platea a spese dello Stato, Fatima forse valuterà se risparmiare andando nel loggione. 

Il caso scoppiò subito dopo l’approvazione della legge di stabilità e la maggioranza fece mea culpa annunciando che avrebbe rimediato. Tra emendamenti bocciati e ordini del giorno accolti solo sulla carta, però, ad oggi non è cambiato nulla. Così i figli degli immigrati, già vittime dei paletti assurdi dell’attuale legge sulla cittadinanza, ancora una volta vengono trattati dal loro Paese in maniera diversa, e puntualmente peggio, rispetto ai ragazzi di origine italiana.

“È una discriminazione gravissima, l’ennesima che noi Italiani e Italiane col permesso di soggiorno che siamo cresciuti in Italia ci troviamo a subire” denuncia la Rete G2 Seconde Generazioni. “Ancora più grave, perché l’esclusione avviene nel campo della cultura, un ambito che dovrebbe riguardare tutti i cittadini di un Paese e soprattutto i cittadini più giovani, come ci hanno insegnato a pensare proprio nelle scuole italiane, le nostre scuole, che tutti noi abbiamo o stiamo frequentando”. 

“Chiediamo al nostro Parlamento di intervenire al più presto per rimuovere tale discriminazione dal gravissimo valore simbolico anche per evitare i futuri ricorsi di giovani “Italiani col permesso di soggiorno” giustamente indignati.  Inoltre – conclude Rete G2 – chiediamo al Parlamento di andare al più presto alla modifica della legge sulla cittadinanza, madre di tutte le discriminazioni verso i figli dell’immigrazione, attraverso il voto in Senato della Riforma, un testo giustamente più aperto e attuale”.

Elvio Pasca

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