in

Camera. Presto indagine sui centri d’accoglienza e di espulsione

Verso l'istituizione una commissione d'inchiesta.  "Accertare se nei CDA, nei CARA e nei CIE si siano verificati condotte illegali e atti lesivi dei diritti fondamentali e della dignità umana"

Roma – 30 giugno 2014 – Passi avanti in commissione Affari costituzionali della Camera sull'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul "sistema di accoglienza e di identificazione nonche' sul trattamento dei migranti nei centri di accoglienza, nei centri di identificazione ed espulsione e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo". La scorsa settimana, infatti, la prima commissione ha approvato il testo unificato (che riassume il contenuto delle tre proposte presentate) messo a punto dal comitato ristretto, fissando al 2 luglio il termine per presentare eventuali emendamenti.

Il testo unificato prevede la costituzione, per la durata di un anno, di una Commissione parlamentare di inchiesta (composta da 21 deputati) sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonche' sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza (CDA), nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) e nei centri di identificazione ed espulsione (CIE). 

Tra i suoi compiti: ''accertare se nei CDA, nei CARA e nei CIE si siano verificati condotte illegali e atti lesivi dei diritti fondamentali e della dignita' umana e se, in particolare, siano stati perpetrati trattamenti disumani o degradanti nei confronti dei migranti ivi accolti o trattenuti''; indagare sui tempi e sulle modalita' di accoglienza nei CDA e nei CARA e sulle modalita' di trattenimento nei CIE e, in relazione a tali ultimi centri, verificare se sia data effettiva e puntuale applicazione delle disposizioni e delle garanzie a tutela degli stranieri espulsi e trattenuti previste dalla direttiva 2008/115/CE anche al fine di accertare eventuali responsabilita' che possono aver determinato eventi critici in tali centri; verificare l'adeguata tenuta di registri di presenza delle persone trattenute all'interno di ciascun centro di identificazione ed espulsione, che contengano altresi' informazioni precise e dettagliate sul tempo di permanenza dei soggetti trattenuti, sulle loro condizioni di salute o sulla dipendenza da sostanze psicotrope, sulla loro eventuale precedente permanenza in carcere o in altri centri di identificazione ed espulsione, nonche' la trasparenza di tali informazioni e la loro adeguata messa a disposizione, in particolare nei riguardi delle autorita' amministrative, di polizia e giudiziarie interessate al fenomeno dell'immigrazione regolare o irregolare".

Ancora, valutare l'efficacia dell'attuale sistema dei centri di identificazione ed espulsione sotto il profilo dell'identificazione delle persone trattenute, in relazione sia alla durata massima del periodo di trattenimento all'interno dei centri, sia alla sua proporzionalita' rispetto al grado di privazione della liberta' personale delle persone sottoposte a detenzione amministrativa; verificare le procedure adottate per l'affidamento della gestione dei CDA, dei CARA e dei CIE ai rispettivi enti; valutare la sostenibilita' dell'attuale sistema sotto il profilo economico e la valutazione, a parita' di risorse impiegate, di nuove e diverse soluzioni normative per la gestione della questione immigrazione.

Condividi su:

Seconde generazioni. Arriva il registro dei “catanesi per nascita”

Immigrazione e asilo. Il consiglio Ue: “Servono solidarietà e condivisione”