in

Centri di espulsione. Arriva la riforma, dentro al massimo per sei mesi

Oggi nei Cie si rimane anche un anno e mezzo, il taglio è nel disegno di legge europea bis. Alfano: “Governo disponibile a un ulteriore alleggerimento”

Roma – 9 luglio 2014 – Una riforma cammina in Parlamento. Potrebbe regalare all’Italia un passo avanti nella civiltà o perlomeno farle recuperare parte del terreno perduto negli anni in cui a comandare sulle politiche per l’ immigrazione era la Lega Nord.

Tra gli articoli del disegno di “legge europea 2013 bis, già approvato alla Camera e attualmente in commissione in Senato, c’è né anche uno dedicato ai Centro di identificazione ed espulsione. Modificando il testo unico sull’immigrazione, dice che il “periodo massimo di trattenimento dello straniero extracomunitario…non può essere superiore a centottanta giorni”.

Si tratta di una sforbiciata importante rispetto ai diciotto mesi che oggi un immigrato può passare dietro le sbarre solo perché è stato sorpreso dalla Polizia in Italia senza un permesso di soggiorno valido in tasca. Si porta la lancetta indietro di tre anni, a prima che nel giugno 2011 l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni triplicasse con un decreto il tempo massimo di permanenza nei Cie.

Quella scelta, considerata inutile anche dagli addetti ai lavori e disumana da molte organizzazioni che si battono per i diritti umani, non ha fatto aumentare l’efficienza dei rimpatri: solo un trattenuto su due alla fine torna davvero nel suo Paese. Ha però riempito i Cie, facendo aumentare disperazione e insofferenza, quindi anche atti di autolesionismo, violenze e rivolte tra chi si vedeva privato della libertà quasi a tempo indeterminato.

Se la riforma andrà in porto, sarà un primo passo, dicevamo, ma forse se ne possono fare altri. Anche l’attuale inquilino del Viminale, Angelino Alfano, sembra essersene finalmente accorto.

“La riduzione del termine massimo di permanenza a 180 giorni è all’esame del Senato” ha  confermato oggi il ministro dell’Interno in un' audizione presso la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani di Palazzo Madama. “Qualora nel proseguo dell'esame parlamentare si raggiungano intese favorevoli ad una ulteriore riduzione del termine, il governo non avra' difficolta' a farsi carico di un ulteriore alleggimento. Su questi temi bisogna avere un approccio poco ideologico e molto pragmatico''.

Elvio Pasca

 

Condividi su:

Cittadinanza. Bonanni (Cisl): “Il percorso va agevolato”

Amnesty: “L’Ue mette a rischio vite e diritti di migranti e rifugiati”