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Cittadinanza. Caos nei patronati per le domande online: “Non possiamo aiutare”

Gli sportelli non hanno le credenziali per accedere al nuovo sistema. "Per ora continuiamo col cartaceo, ma dal 18 giugno sarà un problema"

 
Roma – 4 giugno 2015 – Sapere usare bene il computer è un requisito indispensabile per diventare italiani? Chi non è capace deve per forza pagare professionisti, agenzie di pratiche o, nella peggiore delle ipotesi, oscuri faccendieri? 
 
Dubbi che vengono di fronte alla strana scelta del ministero dell’Interno di non permettere ai patronati di assistere gratuitamente gli aspiranti italiani nelle richieste di cittadinanza. I loro sportelli non sono infatti dotati delle credenziali per accedere al nuovo sistema online che ha debuttato il 18 maggio e che dal 18 giugno diventerà l’unico disponibile. 
 
Il risultato? “Una situazione molto complicata, della quale non sembrano rendersi conto nemmeno le prefetture, che continuano a mandare da noi chi deve presentare la domanda” racconta  a Stranieriinitalia.it Claudio Piccinini, responsabile immigrazione del patronato Inca Cgil
 
“Noi continuiamo a istruire le domande cartacee, che devono essere ancora accettate, nonostante qualche prefettura sostenga il contrario. E abbiamo creato delle postazioni di lavoro assistite dove il singolo utente può mandare la domanda online, ma il lavoro è molto rallentato perché ognuno deve fare la registrazione, che tra l’altro pone problemi di privacy perché prevede l’accesso all’email personale”. 
 
Paradossale, visto che è anche con la tutela della privacy che il Viminale giustifica la scelta di non concedere ai patronati credenziali “cumulative”, tra l’altro già concesse per rinnovi dei permessi di soggiorno e ricongiungimenti familiari. Ma come rispetta, allora, la privacy chi compila le domande a pagamento? O i phone center dove si scannerizzano i documenti da allegare?
 
“Ci pare – sottolinea Piccinini – che non sia stata presa in considerazione la serietà e l’utilità del lavoro dei patronati, che già affiancano italiani e immigrati in tante altre pratiche informatizzate, dalle domande di disoccupazione a quelle per il rinnovo del permesso di soggiorno. Le pratiche fatte da noi sono tra l’altro già filtrate, vengono avviate solo se ci sono i requisiti e questo smaltisce molto il lavoro della Pubblica Amministrazione”. 
 
Si stima che le domande di cittadinanza ancora in attesa di risposta siano circa 300 mila e negli  uffici del ministero dell’Interno non sta certo arrivando nuovo personale. A chi conviene che all’arretrato si aggiungano altre pratiche sulle quali non c’è stato un controllo preventivo?
 
“Il controllo deve esserci anche con l’online. E per questo è previsto un doppio appuntamento con chi si rivolge ai nostri sportelli: prima verifichiamo i requisiti, poi si torna per la domanda con la ricevuta di pagamento del contributo da 200 euro. Altrimenti si spendono soldi per domande destinate alla bocciatura” spiega Maurizio Bove, presidente dell’Anolf di Milano. 
 
Anche a Milano, per ora, si lavora prevalentemente sul cartaceo. “Sconsigliamo il nuovo sistema online – sottolinea Bove –  visto che non avendo le credenziali è molto più complicato assistere gli utenti. Se a controllare e preparare domanda e documenti col sistema tradizionale ci mettiamo 20 minuti, con quello telematico ci vuole almeno il doppio del tempo, visto che prima bisogna fare la singola registrazione e a volte anche far aprire la casella email a chi non ce l'ha”. 
 
Tra l’altro, una volta spedite le domande online, i patronati non possono seguirle, perché email e password sono dei singoli utenti. Saranno questi a doversele appuntare e a portarsele dietro ogni volta che, presentandosi agli sportelli, vogliono sapere a che punto è la loro pratica.
 
Non è detto, comunque, che la situazione non si sblocchi. Tra patronati e ministero dell’interno il dialogo continua. Meglio che la soluzione arrivi presto: dal 18 giugno si accetteranno solo domande online e quella che voleva essere una semplificazione rischia di complicare la vita a decine di migliaia di immigrati che possono e vogliono diventare italiani. 
 
Stranieriinitalia.it
 

Shtetësia italiane. Kaos në Patronate për kërkesat online: "Nuk mund të ndihmojmë" (Shqiptariiitalise.com)

 

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