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Cittadinanza. Kyenge: “Riforma non dipende da me, lavori il Parlamento”

La ministra dell’Integrazione: “Continuerò a sensibilizzare, perché la fotografia dell’Italia è cambiata. E lavorerò per la semplificazione”

Roma – 30 maggio 2013 –  La riforma della cittadinanza andrà in porto? “Non dipende da me. Io ora sono ministra. Devo lasciare il lavoro al Parlamento”  ha ribadito stamattina Cècile Kyenge, ministra dell’integrazione, ospite di una trasmissione di  Radio Tre Rai.

Kyenge ha ricordato che la riforma “non è una priorità del governo, ma un tema che interessa il Paese perchè la fotografia del paese è questa e dobbiamo vederla per quella che è”. Tra i suoi obiettivi c’è anche far capire che ormai “l’Italia è composta da persone che hanno diverso colore della pelle e diverse culture, e da bambini nati da genitori che hanno origini diverse. Bisogna porre attenzione a tutto questo, cominciare a confrontarsi e a pensare”.

Non sarà però la ministra a cambiare le regole per diventare italiani, lei interverrà per ridurre, a legge invariata, la burocrazia.

“In Parlamento ci sono circa venti proposte di legge di riforma, e attraverso le due camere faranno il loro percorso per vedere di arrivare a un modello adatto all’Italia. Il mio ministero oltre a sensibilizzare, a cercare di porre più attenzione a questi temi, può affrontarli attraverso la semplificazione, studiando tutto l’iter burocratico in collaborazione con altri ministeri. Questo è già nel programma”.

Kyenge ha parlato anche degli attacchi subiti in queste settimane, con un invito a un confronto civile.  “Ogni discussione, ogni confronto va fatto nei luoghi adatti e soprattutto nel rispetto dell’altro, se avviene in questo modo credo che sia giusto confrontarsi e bisogna avere pazienza e ascoltare chiunque abbia un’opinione da dare, anche se la pensa diversamente  da noi.  Io credo che democrazia sia anche questo  e chiedo altrettanto a chi critica: avere pazienza e ascoltare”.
 

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