in

Cittadinanza, la riforma per i figli degli immigrati è ferma. “Vogliono affossarla?”

Da un mese non se ne parla in commissione, in attesa che si convochino nuove audizioni. Miraglia (Arci): “Siamo preoccupati, così si rischia di peggiorare ulteriormente il testo o di mandarlo su un binario morto”

 

Roma – 11 marzo 2016 – I figli degli immigrati possono aspettare. Ora però bisogna capire se devono anche iniziare a preoccuparsi

La riforma della legge sulla cittadinanza, quella che potrebbe rendere italiano chi nasce e chi frequenta le scuole in Italia, è bloccata ormai da un mese in Senato, in attesa di trovare un po’ di spazio nell’evidentemente fitta agenda dei senatori. E non si sa quando ci riuscirà.

L’ultima volta che in Commissione Affari Costituzionali, se n’è parlato il 10 febbraio. Conclusa la discussione generale, che si è trascinata per quattro mesi con un calendario molto singhiozzante, si è deciso che prima di mettere mano al testo uscito dalla Camera era il caso di convocare un ciclo di audizioni. 

Da allora, però, le audizioni non sono state mai convocate. I gruppi hanno fatto sapere chi vorrebbero sentire, tra esperti e rappresentanti di associazioni, ma la presidenza non ha trovato neanche il tempo di approvare la lista. E così anche nell’agenda della prossima settimana non c’è traccia della riforma

Filippo Miraglia, vicepresidente dell’Arci, sente puzza di bruciato. E non solo perché la campagna l’”Italia sono anch’io”,della quale l’Arci è una delle promotrici, ha già dovuto mandare giù il boccone di una riforma che si è dimenticata degli adulti e che pone paletti discutibili (carta di soggiorno dei genitori) per far diventare italiani i bambini nati in Italia. 

 “I numeri e gli equilibri in Senato non sono favorevoli alla riforma. Temiamo che questa possa essere peggiorata, se non addirittura affossata. Nella discussione generale sul testo approvato dalla Camera è stato confermato che il centrodestra fa muro e il Movimento 5 Stelle continua a non avere una posizione chiara. Siamo preoccupati” dice Miraglia a Stranieriinitalia.it.

La maggioranza, però, non reagisce, anzi. Ufficialmente le audizioni dovrebbero servire ad approfondire la discussione su “elementi critici” della riforma usciti fuori durante il confronto in Commissione. “Si vuole restringere ulteriormente la platea dei destinatari? O si vuole perdere ulteriormente tempo per poi andare a finire su un binario morto?” chiede il vicepresidente dell’Arci. 

L’”Italia sono anch’io” ha raccolto oltre centomila firme per una proposta di legge popolare che il Parlamento sta recependo decisamente al ribasso. Ora tornerà a farsi sentire. “Sentiremo gli altri promotori, ma credo sia il caso di organizzare un’iniziativa per sollecitare i senatori a condurre in porto la riforma”. 

Miraglia è convinto che sui diritti delle seconde generazioni il Paese è molto più avanti del Parlamento. “Lo dimostra la grande adesione alla nostra campagna. La politica deve prenderne atto e cambiare la legge sulla cittadinanza”. 

Se poi nei Palazzi non vogliono ascoltare i cittadini, almeno diano un’occhiata alle statistiche. “L’Istat –ricorda Miraglia – dice l’Italia invecchia e che la popolazione diminuisce. Siamo destinati a scomparire, mentre ogni anno nascono in Italia 70-80 mila bambini destinati a rimanere stranieri almeno fino ai 18 anni. Abbiamo bisogno di queste nuove leve e devono avere finalmente gli stessi diritti dei figli degli italiani”. 

Elvio Pasca

Clicca per votare questo articolo!
[Totale: 0 Media: 0]

In Italia per turismo, devo chiedere il permesso di soggiorno? 

“Rom geneticamente ladri”, Buonanno e La Russa rischiano un processo per razzismo