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Cittadinanza onoraria ai bambini della scuola tunisina di Palermo

La decisione del sindaco Orlando “per  contribuire alla rimozione degli ostacoli dell'attuale legislazione in materia di diritti di cittadinanza”

Palermo – 23 aprile 2015 – Eya ha undici anni, Mohamed otto, Ali sette. Sono tutti tre figli di immigrati. Tutti e tre sono però nati e cresciuti a Palermo. Per la legge sono stranieri, per la loro città ora sono uguali a tutti gli altri bambini.
 
I tre frequentano la scuola tunisina nel capoluogo siciliano e insieme agli altri 36 compagni hanno appena ricevuto la cittadinanza onoraria di Palermo. Una decisione presa dal sindaco Leoluca Orlando, si legge nell'ordinanza “per contribuire alla rimozione degli ostacoli dell'attuale legislazione in materia di diritti di cittadinanza, che impediscono una concreta e compiuta integrazione di coloro che vivono nella nostra città, frequentano le istituzioni scolastiche e rappresentano una parte importante della società”. 
 
È l’ennesima iniziativa partita a livello locale anche per sensibilizzare il Parlamento e portarlo a riformare la legge sulla cittadinanza. Stavolta è nata nell’ambito di un protocollo d’intesa tra l'amministrazione comunale e l’ Unicef che fa di Palermo una “Citta amica delle bambine e dei bambini”.
 
“Il conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo a questi 39 giovani – ha detto Orlando – ci rende molto felici ed è la conferma della vocazione multiculturale della nostra città. E non è un caso che, proprio a Palermo, al termine del convegno internazionale 'Io sono persona', sia stata firmata la Carta che prevede l'abolizione del permesso di soggiorno, ormai un vero e proprio strumento di tortura, e la radicale riforma delle norme sulla cittadinanza”.
 
“In un momento in cui un'Europa egoista e indifferente è complice della morte di molti migranti, che cercano solo di sopravvivere e di avere un futuro migliore – ha sottolineato il sindaco di Palermo-, noi ribadiamo che occorre abolire gli steccati ideologici e le barriere normative che impediscono la libera circolazione degli esseri umani. Questi nuovi cittadini palermitani sono la nostra risposta a tutti coloro che sono contro l'accoglienza e l'integrazione”.
 
 
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