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Cittadinanza. Renzi: “Faremo la riforma, italiani dopo un ciclo scolastico”

Il premier: "Dopo le legge elettorale e le riforme istituzionali si apre la stagione dei diritti"

Roma – 29 settembre 2014 – Il governo non ha abbandonato l'idea di una riforma della cittadinanza dedicata alle seconde generazioni.

“Appena il Parlamento avrà finito con la lege elettorlae e l riforma istituzionali, per me di apre la stagione dei diritti” ha spiega ieri sera ilpresidente del consiglio Matteo Renzi , ospite a Che Tempo che fa. E tra gli obbiettivi di questa stagione ha citato la civil partenership per le coppie omosessuali, ma anche lo ius soli.

"Discuteremo in Parlamento, perchè non tutti sono d'accordo" ha confermato Renzi. Poi ha prospettato una riforma della cittadinanza secondo la formula dello  "ius soli temperato", o più probabilmente del cosiddetto ius culturae, dove a rendere italiani i figli degli immigrati la scuola.

Il diritto alla cittadinanza, ha spiegato il premier,  potrebbe non essere legato direttamente alla nascita in Italia, come invece succede in America dove se nasci sei americano. Potresti dire invece non che chi nasce in Itala sia italiano, ma che lo sia chi frequenta qui un ciclo scolastico".

Sarebbe comunque un modo, ha concluso Renzi, per “superare l'aberrazione di oggi, quando devi aspettare i diciotto anni per diventare italiano”.

L'idea di legare il riconoscimento della cittadinanza alla frequenza scolastica è presente in molti dei progetti di legge (oltre venti) attualmente all'esame della commissione affari istituzionali della Camera. Terminate le audizioni di esperti e associazioni, ora si lavora alla redazione di un testo unico da portare in Aula, possibilmente entro la fine dell'anno.

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