in

Cittadinanza. Straordinari al ministero dell’Interno con i soldi degli aspiranti italiani

Palazzo del Viminale

Il contributo di 200 euro servirà anche a finanziare le ore di lavoro in più del personale del Dipartimento Immigrazione, alle prese con un boom di domande. Lo dice la Legge di Stabilità

 

 

 

Roma – 16 dicembre 2015 – La cittadinanza italiana è un traguardo sempre più ambito. Se nel 2006 l’avevano chiesta solo 30 mila stranieri, quest’anno le domande saranno almeno 100 mila in più. Tante da costringere il personale del ministero dell’Interno a fare gli straordinari.

“Noi cerchiamo in tutti i modi di accelerare con un’intensa attività di razionalizzazione, semplificazione e informatizzazione, ma l’aumento di richieste vanifica ogni sforzo” aveva spiegato la scorsa estate alla Camera il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione. Il prefetto aveva quindi “dolorosamente” affidato ai deputati i dati sull’arretrato.

Ora la Legge di Stabilità 2016 prova a dare una mano, con i soldi degli aspiranti italiani, cioè il contributo da 200 euro versato da chi chiede la cittadinanza. 

Quei soldi già vanno a  finire al  Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione. Per metà, secondo la legge, devono finanziare progetti di cooperazione internazionale e collaborazione con Paesi terzi sul fronte dell’immigrazione, l’altra metà serve invece per l’attività ordinaria legata alle pratiche (cittadinanza e altro) curate dai suoi uffici.

Ora un emendamento alla legge di Stabilità presentato da Micaela Campana (PD)  e approvato in Commissione Bilancio dice che se avanzerà qualcosa la sia potrà utilizzare per pagare  prestazioni di lavoro straordinario del personale del dipartimento. Sarà un decreto dei ministeri dell’Interno e dell’Economia ad individuare la quota e ad autorizzare le ore di lavoro in più.

Stranieriinitalia.it

 

 

Condividi su:

Michau0142 e Dorota Zalewscy

Michał e Dorota Zalewscy, alimentari e cultura per i polacchi in Italia

“No, please, no…”, la drammatica identificazione dei profughi VIDEO