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Elezioni comunali 2015. Tempo quasi scaduto per i romeni e i polacchi che vogliono votare

Entro il 21 aprile le domande per iscriversi alle liste elettorali aggiunte. Un supplemento di burocrazia che tiene molti lontani dalle urne 

 
Roma – 20 aprile 2015 – Circa un milione e duecentomila cittadini di Paesi dell’Unione Europea  vivono in Italia, soprattutto romeni e polacchi. Quanti di questi scelgono gli amministratori dei loro Comuni? Quanti decidono, cioè, chi si occuperà di asili nido, trasporti, raccolta dei rifiuti e tanti altri servizi fondamentali nella loro vita quotidiana?
 
La legge riconosce anche ai cittadini comunitari l’elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali: possono votare per sindaci e consiglieri e candidarsi per un posto in consiglio. Finora, però, la partecipazione è stata sempre scarsissima e ci sono poche speranze che qualcosa cambi il prossimo 31 maggio, quando si andrà alle urne in oltre 500 comuni italiani. 
 
Uno degli ostacoli, insieme a disinformazione e disinteresse, è il supplemento di burocrazia richiesto agli aspiranti elettori comunitari. Al contrario degli italiani, devono sono infatti costretti a chiedere l’iscrizione a una lista elettorale aggiunta nel Comune di residenza. 
 
Eppure, basta una semplice domanda all’ufficio elettorale, in molti casi la si può presentare anche per posta, fax o via internet. Una volta iscritti si riceve la tessera elettorale, che sarà valida per tutte le consultazioni successive. Per le comunali del 31 maggio il tempo è praticamente finito: la domanda va presentata entro il 21 aprile, chi vuole partecipare si muova. 
 
Stranieriinitalia.it
 
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