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Elizabeth Arquinigo: ‘Sono un’italiana senza cittadinanza, ma lotterò per raggiungere il mio sogno di un’Italia multietnica’

Roma, 31 ottobre 2018 – La nostra “battaglia” contro le norme contenute nel Decreto Salvini va avanti dando spazio alle opinioni delle persone direttamente colpite da questa nuova normativa.
Il 16 ottobre abbiamo pubblicato la lettera della giovane Elizabeth Arquinigo Pardo nella quale spiegava come il decreto Salvini colpisca anche “stranieri residenti da tanti anni e in attesa della cittadinanza”. La lettera è stata ripresa anche da Repubblica, nel giro di pochi giorni è arrivata la risposta insoddisfacente del ministero dell’interno Matteo Salvini.
Successivamente Elizabeth ha risposto a Salvini spiegando che: “se c’è un colpevole, si colpisce il colpevole: non si colpiscono 300mila italiani senza cittadinanza per educarne cento”. 
Oggi, con un nuovo post in rete, Elizabeth torna a spiegare il perché della sua lettera a Salvini.

In queste due ultime settimane mi é stato chiesto più volte chi sono e perché ho scritto a Salvini. Ecco chi sono e il perché:
Sono Baba, nato in Senegal, vivo in Italia da 15 anni. Mi sono laureato in International management e fatico a trovare lavoro nel settore commerciale, perché così come mi viene più volte ricordato in sede di colloquio il mio passaporto senegalese mi impedisce di fare molte business trips.
Sono Fabian, nato in Ecuador, vivo in Italia da 15 anni. Mi sono laureato in comunicazione d’impresa. In viaggio di lavoro verso la Svizzera, ho rischiato di essere rimpatriato non a Lecco, dove abito da 15anni, ma in Ecuador.
Sono Diana Carolina arquinigo Pardo, nonostante io abbia ottenuto la cittadinanza da 2 anni, vengo sempre più spesso fermata ai controlli aeroportuali ed interrogata sul perché, come e quando io abbia ottenuto la cittadinanza.
Ma sono anche Elizabeth Arquinigo Pardo, nata in Peru e residente in Italia da ben 18 anni. Laureata in lingue per la cooperazione internazionale, lavoro come interprete per l’agenzia europea per l’asilo politico. Ho fatto domanda di cittadinanza a 27 anni, anno in cui, avevo tutti i documenti richiesti dalla legge – permanenza regolare ed ininterrotta, reddito degli ultimi tre anni precedenti alla domanda, certificati del paese di origine e contributo di 200 euro. In base a tale legge, avrei dovuto aspettare 2anni, ora invece a causa del decreto Salvini ne dovrò aspettare 4.
Non fraintendetemi però io sono diventata italiana già molto tempo fa.
L’italiano é la lingua che parlo é anche la lingua in cui ho studiato. Ho l’accento italiano quando parlo inglese e l’italiano é anche la lingua che insegno come volontaria ai richiedenti asilo.
Ci sono poche cose, che ad oggi mi fanno sentire poco italiana: i commenti razzisti, le lunghe code sia in prefettura per il rinnovo della carta di soggiorno che quelle riservate ai cittadini extracomunitari all’aeroporto di Malpensa, dove mi tocca ancora oggi spiegare con un accento del nord il perché poi così tanto straniera non sono.
Ecco chi sono: sono un’italiana senza cittadinanza.
Crescendo ho avuto la fortuna di avere delle insegnanti straordinarie. Sono infatti, cresciuta credendo nei valori dell’inclusione, della ricchezza culturale e sognano un’Italia multietnica.
E se per raggiungere tale sogno dovrò lottare, lo farò; perché so di essere nel giusto, e di avere dalla mia parte la gente giusta.

Elizabeth Arquinigo Pardo
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